Il sondaggio Youtrend sulla remigrazione dice una cosa semplice: il 46 per cento degli italiani è favorevole, il 38 per cento è contrario. Il resto non si esprime. Saldo positivo di otto punti. Il dato è uscito il 4 settembre, lo stesso giorno del sorpasso di Futuro Nazionale su Forza Italia, ed è passato quasi inosservato. Eppure pesa di più.
Perché il sorpasso racconta i partiti. Questo numero racconta la Nazione.
Cosa pensano gli italiani della remigrazione: i numeri
Youtrend ha chiesto a un campione di maggiorenni di dichiararsi favorevoli o contrari su quindici temi. La remigrazione si colloca nella fascia di equilibrio, con un saldo di +8. Fa meglio dello ius soli (+3), del socialismo (+4) e della patrimoniale (-2). Fa peggio solo dei temi che uniscono quasi tutti: eutanasia e salario minimo, entrambi sopra il 75 per cento di consensi.
Il quadro cambia quando si guarda agli schieramenti. Tra gli elettori di centrodestra il saldo sulla remigrazione è +71. Tra quelli di centrosinistra è -44. Centoquindici punti di distanza: nessun altro tema divide così tanto i due campi. Né il reddito di cittadinanza, né il socialismo, né il fascismo.
In sintesi: la remigrazione è il tema identitario del centrodestra italiano. Non uno dei tanti. Il primo.
La parola respinta e la sostanza voluta
C’è un secondo dato che merita attenzione. Nella stessa rilevazione la parola “sovranismo” raccoglie il 15 per cento di favorevoli e il 65 di contrari. Respinta. E però la sostanza del sovranismo passa: remigrazione in attivo, energia nucleare al 51 per cento, Green Deal fermo al 41.
Gli italiani, insomma, rifiutano l’etichetta e approvano il contenuto. Non è una contraddizione. È il risultato di vent’anni in cui il termine è stato caricato di significati che non gli appartengono. Chi fa politica a destra dovrebbe prenderne nota: la battaglia non è sul nome, è sulle cose.
Vale anche in senso opposto. L’europeismo è al 54 per cento di favorevoli. Gli italiani vogliono l’Europa. Vogliono anche i confini. Le due cose insieme sono esattamente il modello che il governo ha perseguito con il protocollo Albania e con il regolamento europeo sui rimpatri, approvato a Strasburgo con 389 voti anche grazie al PPE.
Remigrazione favorevoli e contrari: il problema è dentro la coalizione
Qui il dato diventa politico. Se il 71 per cento netto dell’elettorato di centrodestra vuole la remigrazione, ogni partito della coalizione che se ne tiene lontano sta perdendo consenso sul proprio terreno.
Forza Italia lo ha fatto apertamente. Ad aprile si è astenuta a Palazzo Marino sull’ordine del giorno contro il Remigration Summit e ha organizzato un evento parallelo sulle seconde generazioni. Il segretario Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha ripetuto per mesi il veto a qualsiasi intesa con Vannacci. Il partito era al 9 per cento a maggio. Oggi è al 7,1. Alla domanda sul sorpasso ha risposto che contano i voti, non i sondaggi. Vero. Ma la direzione dei sondaggi da cinque mesi è una sola.
Fratelli d’Italia ha scelto la via della sostanza senza il nome. Il capogruppo alla Camera Carlo Fidanza l’ha detto in giugno: la remigrazione “la facciamo con i fatti”. È vero: Albania, regolamento rimpatri, hub in Africa, sbarchi in calo del 55 per cento. Ma il sondaggio dice che l’elettorato la vuole anche nominata. Il silenzio di FdI su piazza Duomo, ad aprile, non è stato letto come prudenza. È stato letto come un vuoto. E il vuoto, in politica, si riempie.
Vannacci a Cernobbio: il tema trova il suo interprete
Si è riempito con Roberto Vannacci. Il generale che ha fondato Futuro Nazionale a febbraio è oggi al 7,9 per cento per Youtrend. Sabato parla al Forum Ambrosetti di Cernobbio, nel dibattito con Mario Monti e Jordan Bardella sul progetto europeo tra integrazione e sovranità. Carlo Calenda ha disertato il Forum per protesta. Vannacci è arrivato a Villa d’Este con un giorno d’anticipo e ha parlato di “primo lancio col paracadute”.
L’immagine è azzeccata. L’uomo che ha fatto della remigrazione una parola d’ordine entra nel luogo dove si decide il consenso dell’impresa italiana. Il tema che il centrodestra di governo tratta con imbarazzo viene discusso davanti a duecento amministratori delegati.
Restano le domande che accompagnano Futuro Nazionale dalla nascita. Chi è davvero Vannacci sul piano politico, oltre il tema che cavalca? Un partito nato sette mesi fa e cresciuto di quattro punti in quattro mesi è una struttura o un fenomeno d’opinione? E lo spazio alla destra di Fratelli d’Italia esiste come spazio autonomo, o è un’area di parcheggio in attesa che il governo occupi il tema per intero? Pesa anche l’inchiesta della Procura militare sulle presunte relazioni russe, su cui il generale ha scelto il silenzio e Tajani ha auspicato che sia “assolutamente falso”. Nessuna di queste risposte è nei sondaggi.
Cosa cambia per il centrodestra
Il sondaggio Youtrend sulla remigrazione non dice che gli italiani sono diventati vannacciani. Dice che il tema ha una maggioranza relativa nella Nazione e una maggioranza schiacciante nel centrodestra. Chi lo cede a un solo interprete gli regala il monopolio.
Il governo la remigrazione la fa. Il dato di settembre suggerisce che dovrebbe anche dirlo. Con la parola giusta, con la legge giusta, senza aspettare che a pronunciarla sia sempre qualcun altro.
Fonti
- Youtrend — Sondaggio su 15 temi: eutanasia il più trasversale, remigrazione il più divisivo
- Youtrend per Sky TG24 — Intenzioni di voto al 4 settembre 2026
- ANSA — Futuro Nazionale supera Forza Italia
- ANSA — Vannacci a Cernobbio, Calenda diserta
- LaPresse — Vannacci a Villa d’Este in anticipo, le parole di Tajani

