Le elezioni suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre 2026 hanno dato al centrodestra il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro, e a Roberto Vannacci il primo numero reale della sua storia elettorale. Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, ha vinto con il 51,02%. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale con Vannacci, ha ottenuto il 10,94%. Da ieri sera le due parti leggono lo stesso risultato in modo opposto. I risultati delle suppletive di Reggio Calabria, però, si prestano a un’analisi meno comoda per entrambe.
I risultati delle suppletive di Reggio Calabria
I dati definitivi di Eligendo sono questi. Roscioli 38.359 voti, pari al 51,02%. Frank Benedetto, sostenuto dal campo larghissimo che va dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva, 27.511 voti, il 36,59%. Giannetta 8.226 voti, il 10,94%. Francesco Toscano, di Democrazia Sovrana Popolare, 1.085 voti, l’1,44%.
L’affluenza si è fermata al 22,34%, contro il 49,40% delle politiche del 2022. Il crollo è meno drammatico di quanto sembri. Dei 345.788 aventi diritto, 58.729 risiedono all’estero. E secondo Lorenzo Pregliasco di Youtrend, tra tutte le suppletive tenute dall’entrata in vigore del Rosatellum, questa è la partecipazione più alta.
Il collegio 05 Reggio Calabria-Locri copre il capoluogo e altri settanta comuni. Si votava su due giorni, per la prima volta in una suppletiva calabrese.
Il voto a Giannetta: 8.226 voti contro 10.452 preferenze
Il primo dato da guardare non è la percentuale, è il valore assoluto. Domenico Giannetta, medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, alle regionali dell’ottobre 2025 aveva raccolto 10.452 preferenze nella circoscrizione Sud. Domenica e lunedì ne ha prese 8.226 nel collegio uninominale.
Stefania Craxi, capogruppo azzurra al Senato, ha detto che il risultato di Futuro Nazionale è riconducibile al consenso in ritirata del candidato, non a un effetto Vannacci. In termini aritmetici la senatrice ha un punto: il simbolo del generale non ha aggiunto nulla al pacchetto personale di Giannetta. Anzi, ha restituito un numero più basso.
La contro-lettura esiste ed è altrettanto legittima. Alle regionali del 2025 l’affluenza nella provincia di Reggio superava il 44%. Alle suppletive è stata la metà. Con metà degli elettori ai seggi, Giannetta ha trattenuto quasi l’80% dei propri voti. Per un notabile locale che ha cambiato casacca da pochi mesi, non è una ritirata.
I due argomenti si annullano a vicenda. Il numero, da solo, non dice se quegli 8.226 voti appartengono a Vannacci o al suo candidato. Lo dirà solo un test in cui Futuro Nazionale corra senza un ex azzurro radicato in lista.
Perché Reggio non era la Sassonia di Vannacci
Nei giorni precedenti al voto Vannacci aveva detto: «Reggio è la nostra Sassonia». Il riferimento era alla Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre l’AfD ha superato il 44%. La cornice era sbagliata, e proprio per questo il risultato pesa più di quanto sembri.
La Sassonia-Anhalt è la roccaforte dell’AfD. Reggio Calabria è il terreno peggiore possibile per Futuro Nazionale. È il fortino di Forza Italia nella Nazione: Occhiuto governa la Regione con il 57%, Cannizzaro ha appena vinto le comunali con il 68%, il partito controlla la macchina amministrativa da anni.
C’è un secondo motivo, più strutturale. Il consenso di Futuro Nazionale nei sondaggi nazionali si alimenta del travaso dalla Lega, come abbiamo mostrato nell’analisi del sondaggio Youtrend che dava FN a tre decimi da Forza Italia. In Calabria quel travaso non può esistere, perché la Lega in Calabria non ha mai avuto un elettorato da cedere.
Infine il voto meridionale. A Reggio il consenso passa dalle reti personali, dai sindaci, dalle preferenze. Un partito nato a febbraio, senza amministratori sul territorio, senza una struttura provinciale, ha corso da solo contro la coalizione di governo unita e ha superato il 10%. I sondaggi nazionali lo collocano tra il 7 e l’8. Nel posto dove non avrebbe dovuto prendere nulla, ha preso di più.
Il 51% senza Vannacci e l’aritmetica del 2027
Giorgia Meloni ha parlato di un voto che premia una coalizione compatta e radicata. Maurizio Lupi è stato più esplicito: il centrodestra, senza Vannacci, vince. Antonio Tajani ha rivendicato la trazione azzurra. La lettura è legittima per il seggio. Non lo è per le politiche del 2027.
Il confronto con il 2022 lo spiega. Quattro anni fa, nello stesso collegio, Cannizzaro vinse con il 47,6%. Il centrosinistra era diviso: Battaglia per il Partito Democratico al 21%, Foti per il Movimento 5 Stelle al 20,4%. Sommati, 41,4%.
Domenica il campo largo si è presentato unito e si è fermato al 36,6%. L’area di destra, sommando Roscioli e Giannetta, è salita al 62%. Il centrodestra ha vinto senza Futuro Nazionale perché a Reggio Calabria il campo largo è debole, non perché Futuro Nazionale sia irrilevante.
A livello nazionale i sondaggi raccontano un’altra storia. Maggioranza e campo largo sono appaiati intorno al 40%. Con Futuro Nazionale, l’area di centrodestra sale tra il 46,8 e il 47,6. Lo abbiamo scritto dopo la Sassonia-Anhalt e Cernobbio: senza Vannacci la destra rischia di perdere pur avendo il primo partito, con Vannacci ha sei punti di vantaggio.
La partita del 2027 non si gioca nei collegi del Sud, dove il centrodestra vince comunque. Si gioca nei collegi del Nord, dove Futuro Nazionale pesca dalla Lega e dove il campo largo è competitivo. Reggio conferma la parità nazionale invece di smentirla: il seggio calabrese è sicuro, l’aritmetica nazionale no.
Le reazioni di Vannacci e del centrodestra
Il generale ha scelto il bicchiere mezzo pieno. Su Facebook ha rivendicato di aver infranto il muro del 10% alle prime elezioni col simbolo di Futuro Nazionale e ha chiuso con «Siamo appena decollati». La cifra dell’11% è un arrotondamento per eccesso di un 10,94, ma la sostanza regge: il partito è sopra i propri sondaggi.
Roberto Occhiuto ha parlato di vittoria schiacciante. Craxi ha aggiunto che quando il centrodestra è unito Vannacci non esiste. È una frase che vale la pena fermare. Forza Italia è il partito che ha più da perdere da un ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione, perché è il partito che i sondaggi danno già sorpassato. Il commento della senatrice va letto anche da questa prospettiva.
Giannetta, dal canto suo, ha parlato di un banco di prova abbondantemente superato e ha riconosciuto che il centrodestra è riuscito a mobilitare più di lui. È un’ammissione onesta che coincide con i numeri.
Il nodo della classe dirigente
C’è un aspetto che le suppletive di Reggio Calabria mettono in luce e che va oltre il collegio. Futuro Nazionale ha corso con un ex capogruppo di Forza Italia. In Lombardia è cresciuto con Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, consiglieri regionali in uscita da altri partiti del centrodestra. Il modello di radicamento, per ora, è l’adesione di notabili già eletti.
Avevamo posto la questione dopo la Costituente di giugno: Futuro Nazionale cresce, ma manca una classe dirigente propria. Reggio la ripropone in forma concreta. Se il consenso arriva attraverso chi porta con sé il proprio pacchetto di preferenze, il partito rischia di diventare un contenitore di transfughi con un’identità elettorale presa a prestito.
Il rovescio è che, senza notabili, in un collegio come Reggio Futuro Nazionale non avrebbe preso nemmeno l’11%. Vannacci lo sa, e il centrodestra che lo osserva come specchio delle proprie debolezze lo sa altrettanto.
Tre domande che restano aperte
La prima. L’11% di Reggio Calabria è un voto a Vannacci o un voto a Giannetta? La risposta arriverà solo con un test in un collegio del Nord, senza un ex azzurro in lista, dove il travaso dalla Lega possa essere misurato.
La seconda. Il 51% del centrodestra senza Futuro Nazionale dimostra che la coalizione non ha bisogno del generale, o dimostra che il Sud maschera una parità nazionale che solo Futuro Nazionale può sciogliere? I numeri di Reggio, confrontati con quelli nazionali, indicano la seconda ipotesi. Ma Meloni e i suoi alleati oggi hanno un argomento in più per sostenere la prima.
La terza. Futuro Nazionale ha una strategia per il Mezzogiorno, o è un partito del Nord che tenta di nazionalizzarsi con candidature d’importazione? A Orvieto, dieci giorni fa, Vannacci ha detto che l’unico voto utile è quello per Futuro Nazionale. A Reggio Calabria un elettore su nove gli ha creduto. Gli altri otto hanno votato il centrodestra o il campo largo. Il generale ora deve decidere se il decollo passa per il Sud o se il Sud arriverà dopo.
Fonti
- ANSA – Suppletive, vince Roscioli, il centrodestra mantiene le posizioni a Reggio Calabria
- Il Reggino – Suppletive a Reggio, spoglio concluso: vince Roscioli al 51,02%
- Il Sole 24 Ore – Suppletive in Calabria: vince Roscioli, il candidato di Vannacci sfiora l’11%
- Il Fatto Quotidiano – Elezioni Reggio Calabria, vince il centrodestra con il tesoriere di FI
- Avvenire – Il test delle suppletive in Calabria va al centrodestra, ma con lo spettro di Vannacci
- Open – Elezioni Reggio Calabria, il centrodestra vince anche senza Vannacci
- AGI – Suppletive a Reggio Calabria, vince Roscioli. Affluenza al 22,34%
- CityNow – Politiche 2022: i risultati dei candidati reggini

