I due giorni di Futuro Nazionale hanno offerto uno spaccato interessante di quello che potrebbe diventare il movimento guidato da Roberto Vannacci. Ma hanno anche evidenziato un limite che ogni forza politica emergente prima o poi è costretta ad affrontare: la differenza tra mobilitare consenso ed elaborare pensiero.
Il peso del Novecento e le domande sul futuro
Ascoltando molti interventi, colpiva la centralità di riferimenti storici che appartengono al Novecento: il fascismo, Mussolini, Bombacci, la Repubblica Sociale, le vicende che hanno segnato una delle fasi più drammatiche della storia italiana.
Temi certamente legittimi sul piano culturale e storico. Ma è difficile non chiedersi quale sia il loro collegamento con le grandi questioni che oggi preoccupano gli italiani: la deindustrializzazione europea, l’intelligenza artificiale, la crisi demografica, l’immigrazione, la trasformazione del lavoro, il rapporto tra Stato e mercato, il declino della classe media. Una forza politica che ambisce a diventare protagonista nazionale non può limitarsi a discutere il passato. Deve soprattutto interpretare il futuro.
Attrarre consenso è facile, costruire una classe dirigente no
Da questo punto di vista è emerso un problema che riguarda gran parte dei movimenti populisti e anti-establishment: attrarre consenso è più semplice che costruire una classe dirigente. Le piazze si riempiono rapidamente. I social moltiplicano la visibilità. Gli slogan funzionano. Ma quando arriva il momento di trasformare il consenso in progetto politico emerge una domanda inevitabile: chi produce le idee?
Senza elaborazione culturale non nasce un partito
La politica moderna non vive soltanto di comunicazione. Vive di elaborazione culturale. I grandi partiti del Novecento avevano scuole di formazione, centri studi, riviste, fondazioni, intellettuali di riferimento. Producevano una visione del mondo prima ancora che un programma elettorale.
Oggi molti movimenti nascono invece come straordinari strumenti di marketing politico. Riescono a interpretare il disagio, la rabbia, la protesta. Ma spesso faticano a trasformare quel malessere in una proposta organica di governo.
Futuro Nazionale: partito o movimento di protesta
Per questo il passaggio che Futuro Nazionale dovrà affrontare nei prossimi mesi sarà decisivo. Vuole essere un contenitore della protesta o una forza politica destinata a durare?
La differenza è enorme.
Un partito della protesta aggrega arrabbiati. Un partito politico costruisce una classe dirigente.
Un partito della protesta denuncia i problemi.
Un partito politico elabora soluzioni.
Un partito della protesta vive di consenso immediato.
Un partito politico investe sul lungo periodo.
Il caso Gasperini e il problema della classe dirigente
Durante l’evento si sono comunque ascoltati interventi che hanno cercato di spostare il dibattito su un piano più strategico e culturale. Tra questi molti osservatori hanno apprezzato il contributo di Lorenzo Gasperini, che ha tentato di riportare la discussione sulle sfide contemporanee e sulla necessità di una elaborazione politica più strutturata. Ma un intervento, per quanto efficace, non basta.
Serve un’intera classe dirigente.
Da comunità di consenso a comunità di pensiero
Ed è qui che potrebbe assumere rilevanza il rapporto con figure dotate di una lunga esperienza politica e amministrativa. Non tanto per il loro peso elettorale quanto per la capacità di contribuire alla costruzione di una cultura politica organizzata. Ogni movimento che cresce rapidamente arriva infatti a un bivio. Può continuare a vivere di leadership carismatica, slogan e mobilitazione permanente. Oppure può dotarsi di strutture culturali, gruppi di studio, formazione e capacità di elaborazione. La prima strada produce spesso successi rapidi ma fragili. La seconda costruisce partiti destinati a durare. La vera sfida di Futuro Nazionale non sarà quindi aumentare di qualche punto nei sondaggi. Quella crescita, almeno per ora, sembra già in atto.
La vera sfida sarà trasformare una comunità di consenso in una comunità di pensiero. Perché la protesta porta voti. Le idee costruiscono storia.
E soltanto quando un movimento riesce a produrre una visione credibile del futuro smette di essere un semplice fenomeno politico e diventa una forza capace di incidere realmente sul destino di una nazione.
Fonti
Il Fatto Quotidiano — Vannacci chiude l’assemblea di Futuro Nazionale a Roma
Sky TG24 — Roberto Vannacci lancia Futuro Nazionale: il programma e le reazioni
Sky TG24 — Chi è Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Vannacci e di Futuro Nazionale
Adnkronos — Vannacci battezza Futuro Nazionale
La Nazione — Chi è Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Futuro Nazionale

