Un mazzo di chiavi agitato in aula e una parola scelta con cura: parassiti. Ilaria Salis ha portato la casa al centro della plenaria di Strasburgo il 6 ottobre, e lo ha fatto indicando un colpevole preciso. Non i fondi immobiliari, non la burocrazia che blocca i cantieri: chi mette a reddito un immobile di proprietà. Lo slogan è semplice. Quello che c’è dietro, nella linea del suo partito, lo è molto meno.
Cosa ha detto Ilaria Salis sulla casa a Strasburgo
L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha aperto l’intervento facendo tintinnare le chiavi davanti ai colleghi. Il gesto, ha spiegato, è “il suono della protesta che attraversa la Spagna per il diritto alla casa”, una mobilitazione che “speriamo di sentire in tutta Europa”.
Poi il passaggio politico. Mentre migliaia di persone “si ammazzano per pagare il mutuo”, ha detto, una minoranza vive “mettendo a reddito le proprie proprietà”. Da qui la conclusione: “Basta con il business della casa, basta con la rendita parassitaria. La casa è un diritto, non una merce”.
La replica è arrivata dai banchi della Lega. Isabella Tovaglieri ha contestato la scelta di colpevolizzare i proprietari: di parassitario, ha risposto, c’è solo chi occupa le case comprate dagli altri. Salis non ha arretrato. Le occupazioni, per lei, sono “il sintomo di una crisi abitativa” e con politiche adeguate “nessuno occuperebbe”. Il criminale, ha aggiunto, non è chi occupa per necessità ma chi lascia gli alloggi vuoti.
Chi è il “parassita” nella Nazione dei proprietari
Qui conviene fermarsi un momento sulla parola. Nella proposta di legge sulla casa depositata alla Camera dallo stesso gruppo di Salis, a prima firma Marco Grimaldi, si legge un dato che smonta da solo la retorica del nemico di classe: diciotto milioni di famiglie italiane, il 70,8 per cento, sono proprietarie della casa in cui vivono.
La “rendita parassitaria” di cui parla Salis, nella realtà italiana, ha un volto preciso. È il pensionato che affitta il bilocale ereditato dai genitori per integrare l’assegno. È la famiglia che ha comprato una seconda casa con i risparmi di una vita e ci paga sopra IMU, cedolare e manutenzione. È il padre che ha investito nel mattone per lasciare qualcosa ai figli.
Lo ha ricordato anche l’UPPI, il sindacato dei piccoli proprietari, in una lettera aperta all’eurodeputata: il reddito di una locazione regolare non è una rendita parassitaria, è il frutto di anni di lavoro e un sostegno al bilancio familiare. Chiamarlo con il nome che si dava, un tempo, al borghese da espropriare non è una scivolata lessicale. È una scelta.
Dalle chiavi alla requisizione: la linea di AVS sulle case sfitte
Se fosse rimasta una frase a effetto in un’aula lontana, la cosa finirebbe qui. Ma le parole di Salis sono coerenti con una linea che il suo partito ha messo per iscritto, passo dopo passo, nell’ultimo anno.
Agosto 2025: Grimaldi risponde al piano casa annunciato da Giorgia Meloni al Meeting di Rimini chiedendo cinquecentomila nuove case popolari e un censimento degli immobili inutilizzati, “anche privati”. I grandi proprietari, avverte, devono rendere conto e, “se necessario”, essere sottoposti a requisizione.
Ottobre 2025: AVS presenta con Marco Furfaro del PD e Agostino Santillo del M5S un piano casa comune delle opposizioni. Tra i punti, il censimento degli immobili vuoti, penali fiscali e “in alcuni casi requisizione temporanea” per chi tiene decine di alloggi sfitti.
Novembre 2025: Grimaldi rilancia l’idea che siano i Comuni, con un fondo di garanzia dello Stato, a gestire gli immobili privati in cambio di un canone concordato. “È un’ingerenza dello Stato nella gestione dei beni privati?”, si chiede. La domanda è retorica, la risposta è sì.
Firenze, 2026: AVS propone in consiglio comunale un meccanismo in tre fasi. Censimento delle case vuote, confronto con i proprietari, e se il confronto fallisce, requisizione temporanea dell’immobile. Marzo 2026: al Parlamento europeo Salis presenta emendamenti al rapporto sulla crisi abitativa, bocciati dall’Aula, costruiti sul principio che se una casa è vuota lo Stato deve intervenire.
La sequenza è chiara. Prima si definisce il reddito da locazione una colpa sociale. Poi si censisce. Poi si multa. Poi si requisisce. Ogni passaggio viene presentato come limitato ai “grandi speculatori”, ma il confine tra grande e piccolo lo decide, di volta in volta, chi scrive la norma.
Il PD di Schlein non prende le distanze
Il punto politico vero non è Salis. È che nessuno, nel principale partito di opposizione, ha sentito il bisogno di dire che quella non è la linea del centrosinistra.
Al contrario. Il piano casa con la requisizione temporanea porta anche la firma del PD, con Furfaro accanto a Grimaldi in conferenza stampa. A Torino, la giunta a guida PD ha approvato nel luglio 2025 le multe per chi possiede più di cinque appartamenti e li lascia vuoti, un provvedimento che l’assessore competente ha difeso affermando che l’interesse pubblico deve prevalere “sugli usi speculativi ed egoistici della proprietà privata”. A Firenze il PD, pur senza sposare la requisizione, si è detto pronto a discuterla.
Dalla segreteria di Elly Schlein, dopo le parole di Strasburgo, non risulta una sola dichiarazione che separi il PD dalla “rendita parassitaria”. Il silenzio, in politica, è una posizione. Significa che quella grammatica, la casa come colpa, il proprietario come avversario, non imbarazza chi guida il campo largo.
Non è la prima volta che questa testata racconta il rapporto di Ilaria Salis con la casa degli altri. C’è la vicenda dell’alloggio popolare di via Borsi e del debito con Aler, e c’è la condanna per i collaboratori licenziati senza giusta causa. Ma stavolta il tema non è la coerenza personale di un’eurodeputata. È il programma di una coalizione.
È questa la sinistra che vogliamo al governo?
La casa, in Italia, non è un asset finanziario. È il luogo in cui le famiglie hanno messo i risparmi quando non si fidavano di nessun altro. È la forma concreta che ha preso, per generazioni, l’idea di lasciare qualcosa ai figli. La proprietà diffusa è il tessuto sociale della Nazione, non un privilegio di pochi.
Chi parla di “rendita parassitaria” non sta parlando ai fondi immobiliari, che hanno gli avvocati per difendersi. Sta parlando ai diciotto milioni di famiglie che hanno una casa, e a quei milioni che ne hanno una seconda da affittare. Sta dicendo loro che ciò che hanno costruito è sospetto, e che lo Stato, se necessario, può prenderselo in gestione.
Non serve evocare i fantasmi del Novecento per capire dove porta questa strada. Basta leggere i documenti: censimento, multa, requisizione. Il lettore che possiede una casa, o che spera di comprarla, ha il diritto di farsi una domanda semplice prima delle prossime elezioni. È questa la sinistra che vuole al governo?
🔑✊🏠
Dalla Spagna a Berlino, la lotta per il diritto alla casa si fa sempre più forte.
Facciamola risuonare nelle strade di tutta Europa.
Organizziamoci, mobilitiamoci, scioperiamo.
La casa è un diritto, non una merce.
E i diritti si conquistano. https://t.co/WnyqWKXLg7— Ilaria Salis (@SalisIlaria) October 6, 2026
Fonti
- Il Messaggero / Agenzia Vista – Ilaria Salis agita le chiavi a Strasburgo (video, 6 ottobre 2026)
- Open – Salis vs Tovaglieri, la lite sull’emergenza casa al Parlamento Ue
- UPPI – Lettera aperta all’onorevole Ilaria Salis
- Camera dei Deputati – Proposta di legge Grimaldi e altri (A.C. 2181) sul diritto alla casa
- Libero – Grimaldi (AVS): censimento degli immobili e requisizione “se necessario” (agosto 2025)
- Libero – Il piano casa di AVS, PD e M5S con la requisizione temporanea (ottobre 2025)
- Libero – Grimaldi: i Comuni gestiscano le case private (novembre 2025)
- Libero – Torino, le multe della giunta PD per gli appartamenti sfitti (luglio 2025)
- Libero – AVS Firenze: censire e requisire le case sfitte, il PD pronto a discutere
- Il Sussidiario – Il Parlamento Ue approva il rapporto sulla crisi abitativa, bocciati gli emendamenti di Salis (marzo 2026)

