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I Rostri / Il corsivo del Tribuno Italia

Greta chiama lager i Cpr: chi glielo spiega cos’era un campo di concentramento?

Il Tribuno del Popolo

A Napoli l'attivista svedese dà del fascista al Governo da un palco, libera e applaudita. E la smentita più dura le arriva da sinistra: l'ex capo della Polizia di Cpr ne vuole di più.

Riassunto dell'articolo

Il 10 ottobre 2026, dal palco del Marea Village di Napoli, Greta Thunberg ha definito fascista il Governo italiano e ha paragonato i Cpr a campi di concentramento. Il corsivo contesta il paragone: i Cpr sono centri di trattenimento regolati dalla legge e sottoposti al controllo di un giudice. Nelle stesse ore Franco Gabrielli, ex capo della Polizia entrato nel centrosinistra con Più Uno, ha chiesto più Cpr, pur criticando i trattamenti attuali.

Greta Thunberg a Napoli ha trovato quello che cercava: un palco, un microfono e un Governo a cui dare del fascista. Sabato 10 ottobre, al Marea Village, l’attivista svedese ha spiegato agli italiani che i Cpr sono «veri e propri campi di concentramento». Applausi. Poi è tornata tra la folla, ha sfilato al corteo per Gaza, ha parlato di Bagnoli. Libera, acclamata, ripresa da tutte le telecamere.

CREAZIONE SITI WEB
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Curioso regime, quello italiano. Sotto il fascismo vero, per una frase così, non si finiva nei telegiornali della sera. Qui la dittatura offre il palco, l’impianto audio e la diretta.

Le parole però hanno un peso, e «campo di concentramento» pesa più di tutte. Un Cpr è un centro dove lo Stato trattiene chi non ha titolo per restare e attende il rimpatrio. Lo fa per un tempo fissato dalla legge e sotto il controllo di un giudice. Si può discutere di come funziona, e c’è chi lo contesta ogni giorno. Ma dai campi di concentramento non si usciva con un foglio di via. Chi usa quel nome per un centro di trattenimento non denuncia nulla: consuma la parola, e la toglie a chi in quei campi è entrato davvero.

La smentita più dura, del resto, non arriva da Palazzo Chigi. Arriva da sinistra. Nelle stesse ore Franco Gabrielli, ex capo della Polizia e ultimo arruolato di un campo largo diviso su tutto, ha detto che di Cpr ne servono di più, pur giudicando aberranti i trattamenti di oggi. Più centri e gestiti meglio: parla un uomo che i Cpr li conosce. Se sono lager, il centrosinistra si è appena messo in casa uno che vuole moltiplicarli. Qualcuno avvisi la segretaria.

Nel 1787 Goethe scese a Napoli dal Nord. Guardava, annotava, saliva sul Vesuvio. Tornò a casa convinto di avere imparato qualcosa dagli italiani. Greta fa lo stesso viaggio al contrario: arriva con la lezione già scritta e riparte senza una domanda. Lui cercava una civiltà, lei una platea.

E una platea la trova sempre. A sinistra, finiti gli argomenti, si era già passati alla voce dei bambini. Ora tocca alla voce presa in prestito dalla Svezia.

Greta Thunberg a Napoli ha dato del fascista al Governo che la lasciava parlare. Il Tribuno, che sta con la plebe, prende nota: la Nazione che lei descrive non esiste, quella che l’ha ascoltata sì. Ave atque vale.

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