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I Rostri / Il corsivo del Tribuno Rostri

Bonelli e Fratoianni hanno trovato il nemico del popolo: un principe che vende nastrini

Il Tribuno del Popolo

Ottant'anni dopo il referendum, Alleanza Verdi e Sinistra scopre che i Savoia esistono ancora e chiede a Giorgetti di occuparsene. Il resto dell'Italia, intanto, va a lavorare.

Riassunto dell'articolo

Il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi ha presentato un'interrogazione al ministro Giorgetti accusando Casa Savoia ed Emanuele Filiberto di conferire onorificenze a pagamento, senza valore legale, in violazione della legge del 1951, con un giro d'affari stimato in 800mila euro l'anno; Casa Savoia nega e parla di beneficenza. Il Rostro ironizza sulle priorità di Bonelli e Fratoianni, minimizzatori sugli scontri No Tav e severi sui cavalierati.

Fermi tutti. Mentre il mondo brucia dal Golfo al Donbass, Alleanza Verdi e Sinistra ha individuato l’emergenza nazionale: Emanuele Filiberto di Savoia distribuisce nastrini al Lingotto di Torino.

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La notizia arriva con un’interrogazione al ministro Giorgetti firmata da Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs. Le accuse: «onori monarchici» conferiti a pagamento, privi di valore giuridico, in violazione di una legge del 1951, per un giro d’affari stimato in ottocentomila euro l’anno. Casa Savoia nega tutto. Il principe parla di beneficenza. E la Repubblica, giunta all’ottantesimo compleanno, scopre grazie ad Avs di essere in pericolo.

Bisogna capire il duo. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sono i due ecologisti che hanno passato l’estate a spiegare che gli assalitori dei cantieri Tav erano soltanto ragazzi vestiti di nero, e la primavera a pretendere la convocazione dell’ambasciatore tedesco per un controllo documenti in albergo. Centoquarantatré agenti feriti: sfumature. Un cavalierato in pergamena: allarme democratico.

Molière ci aveva avvertito. Il suo Monsieur Jourdain, il borghese che vuole farsi gentiluomo, paga maestri di musica, di scherma e di filosofia per comprarsi un titolo che non gli spetta. Il pubblico ride di lui da quattro secoli. Ma Jourdain, almeno, pagava di tasca sua. Bonelli e Fratoianni si sono fatti nominare «cuore dell’alleanza» a costo zero, e nessuno ha ancora chiesto il rendiconto.

Poi c’è il dettaglio che in Avs nessuno vede. Il partito che ogni settimana denuncia lo Stato di polizia, il regime, le manette del governo Meloni, oggi invoca la stessa legge del 1951 per impedire a un privato di regalare un fiocco a un altro privato in una sala congressi. Libertari con i centri sociali, prefetti con i cavalieri.

Il Tribuno, per la cronaca, non ha titoli e non ne desidera. Ma se un giorno dovesse sceglierne uno, preferirebbe un cavalierato del Lingotto a una tessera di Sinistra Italiana: almeno il primo ammette di costare qualcosa.

Ave atque vale

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