Ilaria Salis ha vinto. Sul licenziamento dei collaboratori di Ilaria Salis la Corte d’appello di Milano ha annullato stamattina la condanna da 300.900 euro. Lei ha festeggiato sui social: «Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni». Con le due dita a V, come dopo una battaglia campale.
Resta da capire quali ragioni. I giudici non hanno scritto che licenziare era giusto. Hanno scritto che la busta non è arrivata. L’ufficiale giudiziario passò una volta, non trovò nessuno, e il processo si fece senza di lei. Sentenza nulla, si torna in Tribunale e si riparte da zero.
Fin qui, sia chiaro, ha ragione lei: nessuno va condannato a sua insaputa. Il Tribuno lo sottoscrive. Nota soltanto che quando un imprenditore la scampa per un vizio di forma, da quelle parti si parla di «cavillo» e di «giustizia dei ricchi». Una vita contro i cavilli dei padroni, e la prima vittoria da padrona arriva per cavillo.
Perché il merito è ancora tutto lì. Valentina Dadda e François Gelmetti furono assunti nel luglio 2024 con contratto fino al 2029. A febbraio 2025 erano fuori. Motivi: fiducia venuta meno, posta elettronica gestita male, «manifesta insoddisfazione». Un qualunque capo del personale si alzerebbe ad applaudire. Ora toccherà a lei, in aula, provare la giusta causa. Stavolta la busta arriva di sicuro.
Ieri i suoi legali spiegavano che 300mila euro sarebbero stati «devastanti»: nelle dichiarazioni 2023 e 2024 la loro assistita somma poco più di diecimila euro. È ciò che ogni piccolo artigiano dice al giudice del lavoro. Di solito, da sinistra, gli rispondono che i diritti non hanno prezzo.
E i due sfruttati? Qui la lotta di classe si complica. Oggi, scrive l’Ansa, gestiscono un b&b nel palazzo di famiglia di Dadda, sul Canal Grande. Carlo Goldoni, che a Venezia era di casa, scrisse «Il servitore di due padroni». L’eurodeputata l’ha rovesciato: la padrona di due servitori. E come in ogni commedia veneziana, al terzo atto si ricomincia con gli stessi equivoci.
Il Tribuno non fa il tifo: tra una padrona senza reddito e due proletari con vista Canal Grande, la plebe non saprebbe chi adottare. Registra che sabato Salis era al Lambretta sotto la stella rossa, e che nel suo partito Bonelli e Fratoianni scovano nemici del popolo perfino tra i principi. Tra i datori di lavoro, evidentemente, dipende.
La Corte ha deciso sulla notifica. Sulle ragioni, quelle vere, la parola torna a un giudice. E a due ex assistenti che l’indirizzo, ormai, lo conoscono.
Ave atque vale.
Fonti
- Ansa – Annullata la condanna a Ilaria Salis nella causa con gli ex collaboratori (13 ottobre 2026)
- Il Giorno – Ilaria Salis, annullata la condanna sui risarcimenti agli ex collaboratori: «Riconosciute le mie ragioni» (13 ottobre 2026)
- Fanpage – Ilaria Salis, annullata la condanna per la causa sugli ex assistenti: il caso torna al Tribunale di Milano (13 ottobre 2026)
- Ansa – I legali di Ilaria Salis: «La sentenza del giudice del lavoro è nulla» (12 ottobre 2026)
- Open – Perché Ilaria Salis ha licenziato i due collaboratori: le motivazioni e la sentenza (23 luglio 2026)

