L’attacco ibrido di Lipsia ha un responsabile ufficiale. Il 1° settembre il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul hanno dichiarato che dietro il drone carico di esplosivo trovato il 4 agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle c’è la Russia. Quattro settimane di indagini della Bundesanwaltschaft, poi l’annuncio e la ritorsione diplomatica. Mosca nega, Putin attacca Merz, l’AfD apre il fronte interno. E l’Italia, per bocca di Giorgia Meloni, si schiera con Berlino.
Attacco ibrido a Lipsia: cosa è successo il 4 agosto
La sera del 4 agosto un drone preparato con esplosivo e innesco viene scoperto nell’area di sicurezza dell’aeroporto di Lipsia/Halle, tra i cargo militari ucraini in sosta. Gli artificieri lo disinnescano prima che colpisca. La Procura federale parla di «grave attacco all’infrastruttura di trasporto e logistica della Germania».
Secondo Dobrindt, esplosivo e tecnica di innesco corrispondono a quelli già visti in altre operazioni ibride russe e nella guerra in Ucraina. L’esecuzione materiale è attribuita ad «agenti di basso livello», la pianificazione a una struttura professionale. Nessuna prova viene però esibita in conferenza stampa: il ministro parla di una «valutazione complessiva» di indagini di polizia, modalità operative e informazioni di intelligence. È il punto su cui Mosca e l’opposizione insisteranno.
Le misure di Berlino: consolato, Casa Russa, flotta ombra
Wadephul ha convocato l’ambasciatore russo Sergey Nechayev e ha annunciato cinque misure. Il consolato generale russo di Bonn chiude il 18 settembre: era l’ultimo rimasto aperto in Germania dopo la chiusura degli altri quattro nel 2023. Il contratto della Casa Russa di Berlino, l’istituto culturale che i servizi tedeschi considerano una centrale di influenza, viene rescisso. Si inaspriscono i controlli d’ingresso per i cittadini russi, cresce la pressione sulla flotta ombra e si annunciano ulteriori azioni sul piano dell’intelligence.
La risposta di Mosca è arrivata in ore. Maria Zakharova ha promesso che «la Russia risponderà a tutte le decisioni anti-russe», definendo il pretesto «totalmente inventato». Nechayev ha parlato di «escalation senza precedenti» nelle relazioni russo-tedesche. NATO e UE si sono schierate: Mark Rutte ha dichiarato le prove «inequivocabili», Ursula von der Leyen ha promesso una risposta europea.
Chrupalla e il Nord Stream: la doppia morale di Berlino
La voce che rompe il coro arriva dall’AfD, prima forza dell’opposizione al Bundestag. Ancora prima dell’annuncio delle misure, il co-presidente Tino Chrupalla ha accusato il governo di «doppia morale» su WELT TV: «Avrei apprezzato soprattutto che lo si fosse fatto anche per l’attentato dell’Ucraina al Nord Stream».
L’argomento ha una base fattuale che Berlino non può liquidare. Il sabotaggio dei gasdotti nel Baltico del settembre 2022 è oggetto di un’inchiesta della stessa Bundesanwaltschaft, i presunti esecutori arrestati sono cittadini ucraini e uno di loro, Serhii Kuznietsov, è stato consegnato dall’Italia alla Germania nel 2025. Per quell’attacco a un’infrastruttura tedesca nessun consolato è stato chiuso, nessun ambasciatore convocato. L’AfD non nega la pista russa su Lipsia: mette in fila due sabotaggi e chiede perché uno solo produca ritorsioni. È una linea coerente con la richiesta del partito di riaprire il Nord Stream trattando direttamente con Gazprom, e con una posizione sulla guerra in Ucraina che privilegia la soluzione diplomatica.
Putin, Merz e il voto in Sassonia-Anhalt
La replica di Vladimir Putin, in conferenza stampa notturna a Bishkek, sposta il terreno sulla politica interna tedesca: le accuse sarebbero dovute alla «situazione politica interna» e a un cancelliere che «non gode della fiducia della popolazione» dopo «errori evidenti in campo economico». È una frecciata calibrata sul calendario: domenica 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt e l’AfD, con Ulrich Siegmund candidato, potrebbe per la prima volta guidare un Land.
La lettura speculare la dà la ZDF: il governo avrebbe scelto una reazione meno dura del previsto proprio per non offrire materiale all’AfD in campagna elettorale, perché sanzioni troppo pesanti confermerebbero nei suoi elettori l’idea che a far salire la tensione sia Berlino. Il risultato è un paradosso: Mosca dice che Merz accusa per ragioni interne, la televisione pubblica tedesca dice che Merz frena per ragioni interne. In entrambi i casi la guerra ibrida russa in Germania viene gestita con l’occhio alle urne di Magdeburgo.
Da Carnia al Brandeburgo: infrastrutture nel mirino
Lipsia non è un episodio isolato e Dobrindt lo ha detto esplicitamente. Nei giorni precedenti la Germania ha registrato un tentato attacco esplosivo a una sottostazione elettrica nel Brandeburgo, vicino a una centrale. Wadephul, dall’Algeria, aveva già avvertito che la Germania «non si lascerà intimidire» e reagirà «se aggredita». La sequenza include anche l’Italia: il sabotaggio dell’oleodotto TAL in Carnia, che ad aprile ha lasciato mezza Germania senza petrolio per tre giorni, con una pista investigativa che guarda a est ma non necessariamente a Mosca.
Il dato strutturale è che la rete energetica e logistica europea è diventata campo di battaglia, a prescindere da chi preme il grilletto. La Germania risponde con il più grande riarmo dal dopoguerra, ma un drone da poche centinaia di euro in un’area di sicurezza aeroportuale dimostra che la vulnerabilità non si chiude con i carri armati.
L’Italia con Berlino, e una domanda che resta aperta
Giorgia Meloni ha scelto la linea della solidarietà senza ambiguità: «Gli attacchi ibridi contro uno qualsiasi di noi riguardano tutti noi», ha dichiarato, invocando risposta unita e deterrenza credibile, con Antonio Tajani sulla stessa posizione. È la postura corretta per una Nazione che ha consegnato alla Germania il principale indagato del Nord Stream e che sull’oleodotto TAL è stata a sua volta bersaglio. Roma, su questo dossier, non ha nulla da farsi rimproverare.
La domanda che l’obiezione di Chrupalla lascia sul tavolo riguarda Berlino e Bruxelles, non Roma: se la difesa delle infrastrutture europee vale come principio, deve valere in ogni direzione. Sull’attacco ibrido di Lipsia la Germania ha risposto in quattro settimane. Sul Nord Stream, quattro anni dopo, aspetta ancora la fine dell’inchiesta. La deterrenza credibile che Meloni invoca si costruisce anche su questa coerenza.
Fonti
- ANSA – Berlino attacca Mosca per i droni di Lipsia. Europa e Nato: «Risponderemo»
- ANSA – Putin: «La Germania ci accusa per ragioni di politica interna»
- Westdeutsche Zeitung – Bundesregierung: Russland für Drohnen-Angriff verantwortlich (dichiarazione Chrupalla)
- ZDF – Nach Drohnen-Vorfall: Wie hart sind die Maßnahmen gegen Russland?
- t-online – Bundesregierung: Russland ist Urheber von Sprengstoff-Drohne
- Il Fatto Quotidiano – È scontro tra Berlino e Mosca: Zakharova, «risponderemo»
- Domani – L’atto d’accusa della Germania: «C’è la Russia dietro quei droni a Lipsia»

