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Europa

Sassonia-Anhalt, cinque seggi del BSW decidono il governo. Ma Siegmund non li vuole

Federica Leonardi

Il Landtag di Magdeburgo è spaccato 39 a 39. Wagenknecht offre l'astensione al terzo scrutinio, il vincitore risponde che «un'astensione non è una maggioranza stabile» e lascia aperta la porta a nuove elezioni. Il cordone sanitario produce lo stallo che consegna all'AfD la carta della maggioranza assoluta.

Riassunto dell'articolo

Dopo le elezioni del 6 settembre 2026 il Landtag della Sassonia-Anhalt è diviso 39 seggi all'AfD, 39 al blocco CDU-SPD-Verdi-Linke e 5 al BSW di Sahra Wagenknecht, con 42 seggi necessari per eleggere il ministro-presidente. Il BSW ha offerto un'astensione al terzo scrutinio, dove basta la maggioranza semplice, ma Ulrich Siegmund ha rifiutato definendo il BSW «parte del problema» e dichiarando che «un'astensione non è una maggioranza stabile». L'articolo spiega i tre scenari (astensione, ministro-presidente tecnico, stallo e nuove elezioni), il precedente della Turingia dove il BSW governa con la CDU tra defezioni, e sostiene che il cordone sanitario produce uno stallo che consegna all'AfD la carta della maggioranza assoluta in un voto anticipato.

Punti chiave
  • Il Fatto Quotidiano — Elezioni Sassonia-Anhalt: AfD al 44%, Cdu crolla. Bsw…
  • Euronews — Con la vittoria dell'AfD in Sassonia-Anhalt il governo Merz è…
  • Il Sole 24 Ore — Afd a valanga in Sassonia-Anhalt e a…
  • Il Sole 24 Ore — Salvini, Vannacci e Musk esultano per la…

Le elezioni in Sassonia-Anhalt hanno prodotto un vincitore senza governo e un parlamento senza maggioranza. L’AfD di Ulrich Siegmund ha 39 seggi su 83. Il blocco che si è impegnato a non collaborare con lei, CDU, SPD, Verdi e Linke, ne ha altrettanti: 39. In mezzo restano i cinque deputati del BSW di Sahra Wagenknecht, entrati nel Landtag con il 5,1 per cento. Per eleggere un ministro-presidente servono 42 voti. Nessuno dei due blocchi li ha.
È qui che la partita tra BSW e AfD in Sassonia-Anhalt diventa la storia politica più interessante d’Europa. Non per la forza dei cinque seggi, ma per la loro debolezza.

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I numeri del Landtag di Magdeburgo

Il quadro definitivo è chiaro. L’AfD ha raccolto il 43,8 per cento dei voti, più che raddoppiando il 20,8 di cinque anni fa. La CDU del ministro-presidente uscente Sven Schulze si è fermata al 17,2, il peggior risultato di sempre per i cristiano-democratici in una regionale del Land. SPD, Linke e Verdi si attestano ciascuno intorno al 9 per cento. La FDP, con il 2,6, resta fuori. L’affluenza ha toccato il 77,8 per cento, la più alta dalla riunificazione.
Il risultato lo abbiamo raccontato a caldo nell’analisi su l’AfD al 44 per cento e il conto presentato a Berlino e Bruxelles. Il giorno dopo la questione è un’altra: chi governa.
La costituzione del Land prevede tre scrutini per l’elezione del ministro-presidente. Nei primi due serve la maggioranza assoluta, 42 voti. Al terzo basta la maggioranza semplice: vince chi prende più voti degli altri. In un’aula spaccata 39 a 39, chi si astiene decide.

L’offerta del BSW: astenersi senza votare

Il BSW è l’unico partito che non ha escluso una collaborazione con l’AfD. Lo aveva detto in campagna elettorale, lo ha ripetuto a urne chiuse. La candidata di punta Claudia Wittig ha dichiarato che il partito «prenderà decisioni basate sui contenuti», per realizzare progetti utili al Land «anche con l’AfD». La proposta ufficiale è un ministro-presidente apartitico, una figura tecnica che non appartenga a nessuno dei due blocchi.
Sahra Wagenknecht ha definito il voto un «nuovo inizio politico» e ha indicato le priorità su cui spera si formino maggioranze a Magdeburgo: un cambio di rotta nella politica energetica, la fine delle sanzioni contro la Russia, l’istruzione, una riforma radicale del servizio radiotelevisivo pubblico. Sono i temi su cui il BSW e l’AfD convergono da mesi, come avevamo documentato quando Höcke offrì a Wagenknecht la presidenza della Turingia.
L’ipotesi concreta, filtrata dal partito, è la più semplice: astenersi al terzo scrutinio. Il BSW non voterebbe Siegmund, non entrerebbe in coalizione, non firmerebbe alcun accordo. Si limiterebbe a non partecipare. E con 39 voti contro 39 basterebbe un’assenza nel campo avverso, o un voto in più, per fare di Siegmund il primo ministro-presidente AfD della storia tedesca.

Siegmund rifiuta: «Non è una maggioranza stabile»

Il colpo di scena è arrivato la sera stessa del voto. Siegmund ha respinto pubblicamente la mano tesa. «Negli ultimi mesi abbiamo visto che il BSW non è parte della soluzione, ma parte del problema», ha detto. Ha ricordato che il BSW aveva annunciato di non volerlo votare e aveva rifiutato le proposte di dialogo avanzate dall’AfD già l’anno scorso. «Come potrei governare in modo stabile con qualcuno che si comporta così?»
Sull’astensione al terzo turno è stato ancora più netto: «Un’astensione non rappresenta per me una maggioranza stabile». Il candidato che lo Spiegel ha definito l’uomo più pericoloso della Germania vuole diventare ministro-presidente solo con una maggioranza parlamentare propria. Non con un’elezione ottenuta per via aritmetica, appesa a cinque deputati che potrebbero fargli mancare i numeri su ogni singola legge.
Il ragionamento è politico prima che istituzionale. Un governo AfD eletto grazie all’astensione del BSW sarebbe un governo di minoranza di fatto, costretto a trattare ogni provvedimento. Siegmund lo ha escluso per tutta la campagna e lo esclude ora.

Il precedente della Turingia

C’è una ragione in più per diffidare del BSW, e sta a duecento chilometri da Magdeburgo. In Turingia il partito di Wagenknecht governa dal 2024 con la CDU di Mario Voigt e la SPD. È l’unica esperienza di governo del BSW, e sta andando male: proprio le aperture verso l’AfD in Sassonia-Anhalt hanno provocato defezioni dal gruppo parlamentare di Erfurt.
Il BSW è un partito personale, fondato nel gennaio 2024, che ha perso tutti i seggi al Bundestag nel 2025 e sopravvive nei Landtag orientali con percentuali da soglia di sbarramento. In Sassonia-Anhalt ha preso il 5,1 per cento. Un partito così non può garantire cinque voti compatti per cinque anni. Può garantirli per un pomeriggio.
Anche in Sassonia, del resto, il ministro-presidente Michael Kretschmer guida una coalizione CDU-SPD senza maggioranza e deve costruire maggioranze ad hoc su ogni progetto, chiedendo di volta in volta la sponda del BSW o della Linke. È il modello che Siegmund non vuole replicare.

Lo stallo e la carta delle nuove elezioni

Se nessuno forma un governo, il ministro-presidente uscente Sven Schulze resta in carica ad interim. Può durare mesi. La CDU, che ha perso metà dei suoi elettori, dovrebbe tenere insieme una maggioranza a quattro con SPD, Verdi e Linke, sapendo che anche così le mancano tre seggi. L’alternativa è tornare al voto.
Siegmund non lo ha detto in modo esplicito, ma ha lasciato la porta aperta: se non si trova una maggioranza, le nuove elezioni sono un’opzione. E qui il rifiuto del BSW acquista un senso che molti osservatori tedeschi gli attribuiscono. Con il 43,8 per cento, all’AfD mancano pochi punti per i 42 seggi. In una campagna bis Siegmund si presenterebbe come il vincitore a cui è stato impedito di governare, davanti a un elettorato che ha già votato in massa e che ha visto la CDU cercare per settimane una coalizione per escluderlo.
È un’interpretazione, non una dichiarazione. Ma spiega perché il vincitore possa avere interesse a non prendere oggi una stampella che domani non gli servirebbe più.

Il cordone sanitario produce lo stallo

Il nodo è questo. Il Brandmauer, il muro tagliafuoco eretto intorno all’AfD, è nato come argine. Alla prova di Magdeburgo funziona come generatore di paralisi. Quattro partiti che insieme non arrivano al 45 per cento devono governare contro un partito che da solo ne ha quasi 44. Non ce la fanno. E il partito che potrebbe sbloccare la situazione, il BSW, è troppo piccolo per essere un partner e troppo compromesso per essere un alleato.
Il paradosso è che l’unica forza del sistema che accetta di parlare con l’AfD è quella che l’AfD non vuole. E l’unica strada che porta l’AfD al governo, lo stallo seguito da nuove elezioni, è quella che il cordone sanitario sta involontariamente costruendo. Lo avevamo scritto alla vigilia del voto: escludere un partito lo fa crescere, e l’Italia lo sa da cinquant’anni.
Il 20 settembre si vota a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Lo stallo di Magdeburgo sarà ancora aperto. E la domanda che il BSW di Wagenknecht si troverà davanti non sarà più se aiutare l’AfD a governare, ma se esistere ancora dopo un altro giro di urne.

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Federica Leonardi
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