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Laboratorio / Immigrazione Immigrazione

Conte parla di Islam, ma la domanda vera è chi siamo noi

Fabrizio Fratus

Fabrizio Fratus replica all'intervento di Giuseppe Conte su Rinascita: nessuna legge sull'immigrazione funziona se il popolo che accoglie non sa più chi è. Il problema non è l'Islam, ma il vuoto lasciato da materialismo e laicismo.

Riassunto dell'articolo

Fabrizio Fratus risponde all'articolo di Giuseppe Conte su Rinascita dedicato a integrazione e multiculturalismo. La tesi: l'integrazione non può partire dalle leggi ma dall'identità del popolo che accoglie; se una comunità non sa più chi è e cosa trasmettere ai figli, nessuna politica migratoria funziona. Richiamando il suo libro «Patria: di padre in figlio verso il comunitarismo», Fratus chiede che tornino centrali famiglia, usi, costumi e dimensione comunitaria, con uno Stato che legifera poco e non si sostituisce ai corpi intermedi. L'Islam non è il problema in sé: lo è il vuoto prodotto da materialismo e laicismo, come mostra il caso francese. La conclusione: una comunità che rinuncia alla propria identità non diventa più inclusiva, smette solo di sapere cosa difendere.

Giuseppe Conte, il punto è uno: l’integrazione non può partire dalle leggi, ma dall’identità di chi integra. Se un popolo non sa più chi è, quali valori ha e cosa vuole trasmettere ai propri figli, nessuna politica sull’immigrazione o sul multiculturalismo potrà funzionare.

CREAZIONE SITI WEB
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Famiglia e comunità prima dello Stato

Come sostengo in “Patria, di padre in figlio verso il comunitarismo”, in Italia e in Europa devono tornare centrali gli usi, i costumi, le tradizioni e la dimensione comunitaria. Sono le famiglie, prima dello Stato, a dover trasmettere valori morali, senso civico e responsabilità. Le leggi dovrebbero essere poche e semplici. Quando lo Stato pretende di sostituirsi alla famiglia e alla comunità, finisce per complicare la vita dei cittadini senza risolvere i problemi alla radice.

Non si integra cancellando chi accoglie

Per questo anche l’integrazione va ripensata: non si integra cancellando l’identità di chi accoglie. Si parte dal rispetto dei popoli che hanno costruito l’Italia e l’Europa, delle loro tradizioni, dei loro territori, dei loro campanili e di una storia profondamente segnata dalla cristianità.

Il problema non è l’Islam, è il vuoto

Non credo che l’Islam sia, di per sé, il problema. Il problema è il vuoto prodotto dal materialismo e da un laicismo che, quando diventa negazione della propria tradizione, può portare alla perdita dell’identità. La Francia dovrebbe far riflettere: quando una società recide i propri riferimenti culturali e religiosi, crea un vuoto che prima o poi qualcuno riempie.

Gli slogan e la realtà di chi governa

E poi ci sono gli slogan. Li usano tutti, a destra come a sinistra. Il problema è che governare significa poi confrontarsi con una realtà molto più complessa di quella raccontata in campagna elettorale.

Chi siamo e cosa sappiamo trasmettere

Perciò la questione vera non è soltanto come integrare gli altri, ma chi siamo noi e cosa siamo ancora capaci di trasmettere. Perché una comunità che rinuncia alla propria identità non diventa più inclusiva: semplicemente smette di sapere cosa difendere.

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