Berlino non arretra di un millimetro. Una portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha confermato che i trasferimenti dei dublinanti verso l’Italia si faranno, aggiungendo che il governo federale è rimasto «un po’ sorpreso» dall’agitazione di Roma. Come se la richiesta di riprendersi migliaia di richiedenti asilo fosse una pratica d’ufficio, e non una questione politica di prima grandezza per la Nazione che quei flussi li subisce dalla frontiera esterna dell’Unione.
La conferma tedesca arriva a pochi giorni dal primo affondo, quello che avevamo analizzato quando la Germania ha chiesto all’Italia di riprendersi i migranti invocando il nuovo Patto europeo. Allora era una richiesta. Oggi è un calendario.
Chi sono i dublinanti e cosa vuole Berlino
I dublinanti sono i richiedenti asilo entrati in Europa da una Nazione di primo approdo — l’Italia, la Grecia — e poi spostatisi verso il Nord del continente con i cosiddetti movimenti secondari. Le regole di Dublino, confermate nell’impianto dal nuovo Patto su migrazione e asilo in vigore dal 12 giugno, attribuiscono la responsabilità della domanda d’asilo alla Nazione di primo ingresso.
Il governo Merz sostiene che gli accordi bilaterali chiusi nell’autunno 2025 con Roma e Atene prevedessero la ripresa dei trasferimenti proprio da quella data. E ora presenta il conto, con un tempismo che molti osservatori hanno collegato alle elezioni di settembre in Sassonia, dove l’AfD contende alla CDU il primato.
La linea del Viminale: pendenze azzerate e ONG tedesche
La risposta di Roma è arrivata secca dal Viminale: le pendenze relative ai dublinanti arrivati prima del 12 giugno sono considerate chiuse, almeno nei rapporti con Berlino. Per i casi successivi, i numeri sono di poche decine di persone: troppo poche e troppo recenti perché qualcuno possa presentare conti.
Ma c’è un secondo argomento, ed è quello politicamente più pesante. Il Patto prevede meccanismi di compensazione, e Roma chiede che nel conteggio entrino anche i migranti sbarcati sulle coste italiane dalle navi delle ONG battenti bandiera tedesca. Le stesse organizzazioni finite sotto la lente della magistratura italiana, come nel caso della Sea Watch 5 indagata a Brindisi dopo le immagini di Frontex. Se Berlino vuole applicare le regole, le applichi tutte: anche quelle che riguardano ciò che le navi tedesche portano in Italia.
Il primo trasferimento è già fissato: 19 agosto
La macchina tedesca intanto si muove. Il 19 agosto è previsto il trasferimento in Italia di una ventiduenne somala arrivata in Germania dopo essere transitata dal nostro territorio. Un caso singolo, certo. Ma è il precedente che conta: se il meccanismo si sblocca, dietro quel primo trasferimento c’è l’arretrato accumulato in anni di sostanziale sospensione, da quando nel dicembre 2022 l’Italia comunicò l’indisponibilità ad accettare i rientri per la pressione sul sistema di accoglienza.
Il Governo italiano si trova a gestire una partita resa complicata non dalle proprie scelte, ma da un sistema europeo che continua a scaricare sulla frontiera Sud il peso di regole scritte altrove. La fermezza mostrata finora — dai rimpatri alle sanzioni UE contro i trafficanti volute da Roma — è la stessa che servirà su questo tavolo.
Tajani rassicura, Berlino detta i tempi
E poi c’è la nota politica interna. Mentre il Viminale tiene la linea, il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è affrettato a ridimensionare: nessuna crisi in vista, un equilibrio si troverà. Parole distensive, pronunciate mentre Berlino confermava pubblicamente che le espulsioni verso l’Italia si faranno e fissava la data del primo trasferimento.
La diplomazia ha le sue ragioni. Ma colpisce la distanza di registro tra chi, al Viminale, difende l’interesse nazionale con argomenti puntuali, e chi sceglie la rassicurazione preventiva proprio quando l’interlocutore tedesco alza il tono. Una postura, quella di Forza Italia, che si è già vista su altri dossier europei. I lettori giudicheranno quale delle due linee tuteli meglio la Nazione.
Fonti
- Europa Today — Migranti, la Germania tiene il punto: «Le espulsioni verso l’Italia si faranno»
- Quotidiano Nazionale — Nodo migranti, Berlino gela Roma sui dublinanti
- Open — Migranti, la Germania non arretra. La replica di Tajani
- Libero Quotidiano — L’Italia sfida la Germania a prendere i migranti portati dalle ONG tedesche

