L’indagine sulla Sea Watch 5 aperta dalla Procura di Brindisi ruota attorno a una sequenza di pochi secondi. Un uomo in tuta militare, il volto coperto dal passamontagna, alza il pollice verso i gommoni della ong tedesca. Ha appena consegnato dozzine di migranti. Poi la sua barca veloce riparte verso la Libia.
Non è la scena di un salvataggio. È la scena di una consegna.
L’appuntamento a 27,7 miglia da Sabratha
Le immagini risalgono alla mattina dell’11 maggio e portano una firma difficile da contestare: quella dell’aereo di sorveglianza Eagle 1 di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere. A pubblicarle è stato Il Giornale.
Le riprese mostrano una barca veloce partita dalla zona di Sabratha, a ovest di Tripoli. A bordo, cinque trafficanti armati e un satellitare Starlink. La rotta è diretta: 27,7 miglia dalla costa libica, dove attende la Sea Watch 5.
Lì avviene il trasbordo. I migranti passano dalla lancia degli scafisti ai gommoni della ong, poi sulla nave madre. Nessun naufragio in corso, nessuna emergenza documentata. Un punto d’incontro raggiunto da entrambe le parti.
Chi è la comandante indagata e cosa rischia
Sulla base di quelle immagini la Procura di Brindisi ha iscritto nel registro degli indagati la comandante della nave, l’olandese Anne Van Damme, con l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In caso di condanna, la pena può arrivare fino a vent’anni di reclusione.
Il 15 maggio la Sea Watch 5 era attraccata a Brindisi con 166 migranti a bordo: 138 uomini, tre donne e 25 minori non accompagnati, in gran parte provenienti dal Bangladesh. Guardia costiera e Polizia sono salite a bordo, hanno sequestrato documenti e strumenti di navigazione e trattenuto la nave fino a mezzanotte. Due membri dell’equipaggio sono stati interrogati in commissariato.
La reazione della ong e il silenzio sull’incontro
La risposta di Sea Watch è stata immediata e tutta politica. La portavoce Giulia Messmer ha parlato di indignazione, denunciando l’indagine come un attacco dello Stato italiano dopo gli spari della guardia costiera libica contro la nave.
Ma nella narrazione della ong manca un dettaglio: l’appuntamento in mare. Sugli spari libici, comunicati e denunce. Sulla barca veloce di Sabratha, sul pollice alzato, sul trasbordo concordato, non una parola.
E la vicenda ha ormai superato i confini nazionali. In Germania la Bild ha ipotizzato apertamente una collaborazione tra Sea Watch e i trafficanti di esseri umani, mentre in Francia Le Figaro si è chiesto se gli operatori umanitari fossero in contatto con gli scafisti che organizzano le traversate. Non sono testate sovraniste: è la grande stampa europea che comincia a porre le domande che in Italia venivano liquidate come propaganda.
Mentre l’Italia chiude Schengen, chi tiene aperta la porta
Il contesto rende il caso ancora più stridente. Nella stessa settimana in cui Roma sospende Schengen con la Spagna per difendersi dall’onda di Ceuta, e in cui l’Europa applica il nuovo regolamento rimpatri votato a Strasburgo, nel Mediterraneo centrale c’è ancora chi si presenta agli appuntamenti fissati dagli scafisti.
I numeri dicono che la linea del governo funziona: gli sbarchi risultano dimezzati rispetto al 2025. Ma dicono anche che dei 15.245 migranti partiti dalla Libia da inizio anno, oltre 12mila hanno lasciato la costa entro la metà di luglio. Il canale libico resta aperto. E le immagini di Frontex mostrano chi contribuisce a tenerlo aperto.
Sarà il giudice a stabilire se quella consegna configuri un reato. Ma la domanda politica non aspetta la sentenza: una Nazione che chiude i propri confini a nord può tollerare che qualcuno li riapra a sud, in mare, su appuntamento?
«Le Figaro» a consulté une vidéo de Frontex, l’agence européenne chargée du contrôle des frontières, montrant des passeurs remettre des migrants à l’ONG Sea-Watch en mer Méditerranée, le 11 mai. La justice italienne a ouvert une enquête pour «aide à l’immigration illégale.… pic.twitter.com/iuRHm11bce
— Le Figaro (@Le_Figaro) July 16, 2026
Fonti
- Il Giornale – I trafficanti consegnano i migranti a Sea Watch. Indagato il comandante della nave Ong
- Euronews – Video Frontex, bufera su Sea-Watch: l’operazione fa scattare un’indagine in Italia
- Il Fatto Quotidiano – Sea Watch 5, indagato il capitano della nave
- TgCom24 – Migranti, indagato il comandante della ong Sea Watch
- Gazzetta del Mezzogiorno – Brindisi, dopo lo sbarco della Sea Watch c’è l’indagine

