Al Kurhaus di Merano, il 5 settembre, Sergio Mattarella ha celebrato con Alexander Van der Bellen gli ottant’anni dell’Accordo di Parigi. Il discorso è quello che ci si aspettava: i confini che «da storici ostacoli sono divenuti punti di incontro», l’articolo 3 della Costituzione, il «modello sviluppato in Alto Adige/Südtirol» definito «esemplare a livello internazionale». Chiusura in tedesco: «Vielen Dank».
Tutto perfetto, tutto vuoto. Perché a pochi chilometri da quella sala c’è una provincia italiana in cui i ragazzi escono dalle superiori senza saper parlare la lingua dello Stato in cui vivono. E il Presidente della Repubblica, in ottant’anni di celebrazione, non l’ha nominata neppure una volta.
Ciò che Mattarella non ha detto a Merano
Il Capo dello Stato ha parlato di allogeni, di popolazioni di frontiera, di Euroregione, di «comune vita europea». Ha ringraziato «le popolazioni di queste terre». Non ha mai pronunciato la parola «italiani»: né gli italiani dell’Alto Adige, minoranza dentro la minoranza, né la lingua italiana, che nello Statuto è lingua ufficiale della Repubblica e nella pratica quotidiana della provincia sta diventando un idioma straniero.
Accanto a lui sedeva Katharina Zeller, la sindaca di Merano che al momento dell’insediamento rifiutò la fascia tricolore preferendo il medaglione cittadino. Nessun accenno. Il Quirinale ha scelto la liturgia della concordia, e la liturgia non prevede domande scomode.
I numeri che il Quirinale ha ignorato
Le domande scomode le ha già poste, anni fa, un istituto che non è certo un covo di nazionalisti: l’Eurac di Bolzano. Lo studio Kolipsi II, condotto su circa 1.700 studenti delle quarte superiori, ha misurato le competenze nella seconda lingua. Tra i ragazzi delle scuole in lingua tedesca con una buona conoscenza dell’italiano si è passati dal 41% al 20% in sette anni. Uno su cinque riesce a farsi capire in italiano solo con grande difficoltà: nel 2008 erano il 3%.
La conclusione dei ricercatori è netta: il sistema altoatesino «non promuove l’incontro» tra i gruppi e finisce per creare «mondi paralleli, due realtà separate da mura invisibili». È il ritratto di una gioventù che cresce nel recinto del dialetto tirolese, con l’italiano ridotto a materia scolastica da dimenticare dopo il diploma. Un’indagine più recente, Kolipsi III, è in corso: nessuno in provincia si aspetta un’inversione.
Giugno 2026: la scuola bilingue bocciata
Lo Statuto del 1972, all’articolo 19, impone scuole separate per lingua materna. Per aggirare il muro, a giugno di quest’anno è arrivata in Consiglio provinciale una proposta di scuola bilingue volontaria: sezioni aggiuntive, materie divise tra italiano e tedesco, nessuna modifica all’impianto esistente. Bocciata. La SVP e i suoi alleati hanno chiuso il discorso per l’intera legislatura.
Nel frattempo il capogruppo SVP Harald Stauder si lamenta della «troppa pressione di bambini italiani nelle scuole tedesche»: famiglie italiane che, disperate, iscrivono i figli nelle scuole dell’altro gruppo per fargli imparare la lingua che la scuola italiana non riesce a insegnare. A Bolzano una dirigente ha risposto creando classi separate per chi il tedesco non lo parla. Questo è il «modello esemplare».
Una minoranza nella minoranza
L’autonomia altoatesina è finanziata da Roma con una generosità che non ha eguali in Europa, come ricordavamo raccontando le uscite di Sven Knoll. Il patto del 1946 prevedeva tutela della minoranza tedesca e parità di diritti. Ottant’anni dopo, la parità pende da una parte sola: chi vive nel recinto del dialetto tirolese ha tutto, chi parla italiano a Bolzano o a Merano è ospite in casa propria.
Mattarella ha citato l’articolo 3: «non si è stranieri a casa propria». Vale per tutti, Presidente. Vale anche per gli italiani dell’Alto Adige, che a Merano non hanno sentito una sola parola per loro. Un discorso di Stato che non nomina lo Stato è un discorso vuoto. E nel vuoto, in quella provincia, cresce un’altra lingua.
Fonti
- Quirinale – 80° anniversario dell’Accordo di Parigi, Merano
- AGI – Mattarella: «Con l’Ue confini non ostacoli ma punti d’incontro»
- Agenzia Vista – Mattarella chiude in tedesco il discorso di Merano
- Il Fatto Quotidiano – Studio Kolipsi II (Eurac) sulle competenze nella seconda lingua
- Eurac Research – Kolipsi III, indagine in corso
- Buongiorno Südtirol – Bocciata la scuola bilingue volontaria
- Orizzonte Scuola – Stauder (SVP): «Troppi alunni italiani nelle scuole tedesche»

