46 Visualizzazioni
Italia

Manovra, il Cdm slitta al 28 ottobre: Salvini vuole 5 miliardi dalle banche, Tajani frena

Antonio Antipari

Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi dura due ore e non chiude sul contributo del settore finanziario. Giorgetti blinda il perimetro: 23,5 miliardi e deficit al 3,5%, in attesa della risposta di Bruxelles sulla flessibilità per l'energia

Riassunto dell'articolo

Il Consiglio dei ministri che doveva approvare la legge di bilancio 2027 slitta al 28 ottobre. Il vertice di maggioranza del 19 ottobre a Palazzo Chigi, durato circa due ore, ha fissato le priorità (giovani, anziani, sanità, famiglie, energia) ma non ha chiuso sul contributo chiesto a banche e assicurazioni: la Lega di Salvini vuole almeno 5 miliardi, Forza Italia di Tajani respinge ogni imposizione e chiede di proseguire il dialogo con gli istituti. Pesa anche l'attesa della risposta di Bruxelles sulla possibilità di usare la flessibilità energia per aiuti diretti a famiglie e imprese. Il ministro Giorgetti tiene fermo il perimetro: manovra da 23,5 miliardi, 5 dal settore finanziario, deficit al 3,5% nel 2027 secondo il Dpfp (3,4% nel Dpb).

Perché slitta la manovra 2027 lo hanno spiegato, a sera, le stesse fonti di maggioranza uscite da Palazzo Chigi: il via libera del Consiglio dei ministri alla legge di bilancio è rinviato «di qualche giorno», con il 28 ottobre come data più probabile. Il vertice convocato lunedì 19 ottobre da Giorgia Meloni con i leader della coalizione e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è durato circa due ore e non ha trovato la quadra sul punto più spinoso: il contributo straordinario chiesto a banche e assicurazioni. Secondo l’ANSA, la Lega spinge per una cifra sostanziosa, Forza Italia frena e chiede di proseguire il confronto con gli istituti.

CREAZIONE SITI WEB
CREAZIONE SITI WEB

Perché slitta la manovra 2027: Bruxelles e le banche

Il rinvio ha due cause che si sommano. La prima è esterna: il governo attende dalla Commissione europea una risposta sui margini di utilizzo della flessibilità concessa per l’energia. Come riporta l’AGI, l’esecutivo chiede di poter destinare le risorse dello scostamento da circa 29 miliardi per il biennio 2027-2028 (metà per la difesa, metà per l’energia) non solo agli investimenti ma anche ad aiuti diretti a famiglie e imprese contro il caro bollette. La decisione di Bruxelles potrebbe arrivare all’Ecofin del 9 e 10 novembre, scrive Il Giornale.

La seconda causa è interna ed è quella che ha riempito la giornata di ieri. Il Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles il 15 ottobre, di cui abbiamo dato conto in Manovra 2027, la tassa sulle banche c’è: 5 miliardi, mette nero su bianco un contributo da 5 miliardi dal settore finanziario per il 2027. Ma sul «come» la maggioranza non è d’accordo: cosa deve essere vincolante e cosa può restare facoltativo, con quale strumento e con quale destinazione.

Salvini: almeno 5 miliardi. Tajani: niente imposizioni

La posizione della Lega è nota dal 9 ottobre. Rispondendo all’ipotesi di un contributo da 2-3 miliardi circolata dopo gli incontri al Ministero dell’Economia, Matteo Salvini ha detto all’ANSA che da banche e assicurazioni «potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi». Il vicepremier ha presentato la richiesta come una partecipazione «volontaria», da raggiungere senza una norma, e l’ha giustificata con utili bancari attesi intorno ai 50 miliardi nell’anno in corso.

Forza Italia è su un’altra linea. Secondo Sky TG24, Antonio Tajani ha ricordato che le banche «già hanno dato molto» e che esiste un accordo triennale con gli istituti, respingendo ogni «imposizione» per via legislativa. Al vertice di ieri, riporta La Verità, il partito azzurro ha ribadito di voler portare avanti il dialogo con il settore prima di fissare cifre. È la stessa frattura che un anno fa aveva portato la maggioranza a tre vertici notturni prima dell’intesa sulla manovra 2026: anche allora Salvini parlava di «doverosi 5 miliardi» e Tajani di contributo «frutto di accordo, non di imposizione».

I numeri di Giorgetti: 23,5 miliardi e deficit al 3,5%

In mezzo c’è il ministro dell’Economia, che insieme a Meloni ha usato il vertice per «scremare» le richieste aggiuntive dei partiti, come scrivono le cronache d’agenzia. Il perimetro era già stato fissato il 2 ottobre, quando Giorgetti aveva frenato gli alleati e tagliato lo scostamento per la difesa, come raccontato in Manovra 2027, Giorgetti frena gli alleati. Da allora la cornice non è cambiata: manovra da circa 23,5 miliardi, 5 miliardi da banche e assicurazioni, interventi sul settore dei giochi e tagli ai ministeri tra le coperture.

Sul deficit la rotta è quella indicata nel Dpfp: sotto il 3% nel 2026, poi 3,5% nel 2027 e 3,3% nel 2028, per effetto dello scostamento su energia e difesa. Il Dpb inviato a Bruxelles arrotonda al 3,4% per il 2027. Giorgetti sostiene che, depurati dallo 0,6% della clausola di salvaguardia, i dati restano sotto la soglia del 3%, condizione per uscire dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera del 2027. È questo il vincolo che rende il ministro poco disponibile a nuove spese non coperte: ogni miliardo in più per i partiti deve avere una copertura, e il contributo delle banche è la copertura più grande sul tavolo.

Le priorità fissate e il calendario che resta

Il vertice ha comunque prodotto un elenco di priorità, riferito dalle fonti di maggioranza: «gli interventi a favore dei giovani e degli anziani, il rafforzamento della sanità, il sostegno alle famiglie e le misure per fronteggiare il costo dell’energia». Le singole misure sono ancora in definizione. Tra le ipotesi circolate, secondo Affaritaliani, la crescita dei salari degli under 35 e un incentivo fiscale sulle spese sanitarie.

Il calendario è ora questo. Il 20 ottobre, scadenza ordinaria per l’invio alle Camere, è superato. Il Consiglio dei ministri di venerdì 23 appare difficile. La data da cerchiare è il 28, salvo nuovi rinvii legati alla risposta europea. Nel frattempo la Cgil ha già fissato lo sciopero generale per il 20 novembre, prima ancora di leggere il testo, come abbiamo notato in Landini sciopera contro la manovra prima di leggerla. E la giornata di ieri a Palazzo Chigi era iniziata con un altro vertice senza decisioni, quello sull’ordine pubblico dopo gli scontri di Milano: due dossier aperti nello stesso giorno, nessuno dei due chiuso.

La partita delle banche, in fondo, è la stessa di ogni autunno: la Lega cerca una bandiera, Forza Italia difende il mercato, Giorgetti difende i conti. La differenza, quest’anno, è che la Nazione aspetta anche Bruxelles. E finché la Commissione non dice quanto si può spendere per l’energia, la maggioranza non sa quanto deve chiedere agli istituti.

Fonti

Tag: , , , , , , ,
Scritto da
Antonio Antipari
Sostieni il giornalismo indipendente
Il tuo contributo ci permette di continuare a informarti liberamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per rimanere aggiornato/a iscriviti al nostro canale WhatsApp
Iscriviti al Canale