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Italia

Manovra 2027, Giorgetti frena gli alleati: meno soldi alla difesa, più all’energia

Redazione - Il Politico

Il Dpfp riduce lo scostamento da 36 a 29 miliardi e chiede prudenza. Irpef, tredicesime, pensioni: cosa può entrare davvero nell'ultima legge di bilancio prima del voto

Riassunto dell'articolo

Il 2 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica: crescita 2026 all'1%, deficit al 2,9%, debito al 138,1% del Pil. Lo scostamento per la clausola di salvaguardia vale fino a 29 miliardi nel biennio 2027-2028, contro i 36 annunciati, divisi a metà tra energia e difesa. Tra le misure allo studio per la manovra 2027: Irpef al 33% fino a 60mila euro (circa 3 miliardi), tredicesima tassata al 15% per i redditi bassi, proroga della tassa al 5% sugli aumenti contrattuali, blocco dell'aumento dell'età pensionabile, tassa piatta per le partite IVA fino a 100mila euro. Giorgetti chiede un approccio prudente; il deficit 2025 al 3,1% tiene aperta la procedura UE.

La manovra 2027 ha da ieri un perimetro. Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione sullo scostamento di bilancio. Le anticipazioni delle ultime settimane vanno rilette alla luce di quei numeri: i partiti chiedono molto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti chiede prudenza.

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Manovra 2027: cosa ha deciso il Consiglio dei ministri

Il Dpfp rivede al rialzo la crescita del 2026: più 1%, contro lo 0,6% stimato in primavera. Per il 2027 il governo prevede un più 0,8%.

Il deficit di quest’anno si ferma al 2,9% del Pil. Nel 2027 sale al 3,4%, nel 2028 scende al 3,2%, nel 2029 al 2,3%.

Il salto oltre il 3% dipende dalla clausola nazionale di salvaguardia. Senza quelle spese il deficit sarebbe al 2,8% nel 2027 e al 2,6% nel 2028.

Il debito resta la zavorra: 138,1% del Pil nel 2026, 138,4% nel 2027. La discesa comincia solo nel 2028.

Quanti soldi ci sono per la manovra 2027

Lo scostamento vale lo 0,6% del Pil l’anno per due anni. In tutto fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028.

Un mese fa Giorgetti aveva parlato in Parlamento di 36 miliardi. Sette sono spariti lungo la strada.

C’è poi un punto che gli elenchi di misure non spiegano. Quei soldi sono vincolati: metà all’energia, metà a sicurezza e difesa. Non possono pagare un taglio delle tasse.

Il margine per il resto nasce in modo indiretto. Alcune spese già programmate finiscono dentro la clausola e liberano risorse ordinarie. Quante, lo dirà il testo della legge.

Meno difesa, più energia: la scelta di Giorgetti

La decisione politica del Dpfp è qui. «Abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa», ha detto il ministro in conferenza stampa.

La quota per le armi scende, quella per l’energia sale fino a pareggiarla. La Lega ha espresso soddisfazione.

È una scelta che parla alle famiglie e alle imprese. Dopo la crisi di Hormuz il costo dell’energia è il primo problema della Nazione, come mostra anche il deficit straordinario varato dal Giappone.

Bruxelles spinge sul riarmo. Roma risponde mettendo le bollette sullo stesso piano dei cannoni. Non è poco.

Taglio Irpef 2027: chi ci guadagna

La misura più attesa è l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60mila euro. Oggi quella fascia paga il 43% sopra i 50mila.

La chiedono Forza Italia e il viceministro Maurizio Leo. Il costo stimato è di circa 3 miliardi.

Il beneficio massimo è di mille euro l’anno. Chi dichiara 52mila euro ne risparmia circa 200. Sotto i 50mila euro non cambia nulla.

Marco Osnato, di Fratelli d’Italia, propone invece di ridurre la prima aliquota dal 23 al 22%. Aiuterebbe i redditi più bassi, ma le coperture sono da trovare.

Tredicesime e stipendi: le ipotesi allo studio

Sulla tredicesima l’ipotesi di Osnato è un’imposta sostitutiva del 15% per i redditi fino a 15mila euro. Costo: circa 500 milioni.

Antonio Tajani chiede di più, fino ad azzerare il prelievo per chi ha l’Isee più basso. Senza indicare una soglia.

Una conferma invece c’è. Giorgia Meloni ha annunciato la proroga della tassa al 5% sugli aumenti dei contratti collettivi, che ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori.

Giorgetti ha poi evocato una tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio dei giovani. Aliquota e platea non sono ancora note.

Manovra 2027 e pensioni: cosa chiede la Lega

Senza interventi, nel 2027 la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e un mese. La Lega vuole bloccare quel mese in più.

C’è poi l’uscita a 64 anni estesa a chi ha contributi prima del 1996. Sarebbe una sperimentazione per il triennio 2027-2029, con assegno ricalcolato tutto con il metodo contributivo.

Sulle minime scade a fine anno l’aumento straordinario dell’1,3%. Forza Italia chiede di portare gli assegni più bassi a 800-850 euro.

Partite IVA, banche e sanità

Per gli autonomi Giorgetti ha aperto all’aumento della soglia della tassa piatta da 85mila a 100mila euro. È un’ipotesi, non una decisione.

Sulle banche circola un contributo del 5% sugli utili, per recuperare 2-3 miliardi. Il ministro non l’ha fatto proprio.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci chiede 5 miliardi in più. Lo scenario realistico è di 2 o 3, oltre al miliardo già previsto.

Resta il capitolo famiglia. La scorsa legge di bilancio ha messo un miliardo su natalità e figli, mentre i nati sono al minimo storico. È lì che una manovra di fine legislatura può lasciare un segno.

Il vincolo di Bruxelles e il peso del Superbonus

Il limite alle promesse non nasce a Palazzo Chigi. L’Istat ha confermato il deficit 2025 al 3,1%: un decimale sopra la soglia, e la procedura UE resta aperta.

Un decimale basta a tenere una Nazione sotto tutela contabile. È il paradosso di regole scritte per un’altra epoca.

Giorgetti non chiede nuova flessibilità. Chiede che Bruxelles tenga conto dell’inflazione nel calcolo della spesa, perché prezzi più alti gonfiano i costi a parità di servizi.

L’altra eredità è interna. Il debito scenderà solo quando si esaurirà la cassa del Superbonus, costato 170 miliardi. Ogni taglio di tasse rinviato porta quella firma.

Le prossime date della legge di bilancio 2027

Il Parlamento deve ora votare lo scostamento. Il 9 ottobre l’Ecofin esamina la clausola di salvaguardia.

Entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio va a Bruxelles. Entro il 20 il disegno di legge arriva alle Camere, che devono approvarlo entro il 31 dicembre.

Forza Italia ha già chiesto che la manovra «non sia restrittiva». Ma chi chiede di più deve dire dove prendere i soldi.

La manovra 2027 sarà l’ultima prima del voto. Il governo ha scelto di arrivarci con i conti in ordine e l’energia davanti alle armi. Le anticipazioni diventeranno misure solo dove ci sarà una copertura vera.

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