Le elezioni Andalusia 2026 hanno consegnato un verdetto che va molto oltre la singola Comunità autonoma. Il PSOE precipita al ventidue virgola otto per cento e a ventotto seggi su centonove: è il peggior risultato di sempre dei socialisti nella regione che hanno governato per quasi quarant’anni, da quando si vota nel 1982. Il Partido Popular di Juanma Moreno resta primo partito al quarantuno virgola cinque per cento, ma scende a cinquantatré seggi, cinque in meno rispetto ai cinquantotto della legislatura precedente, due in meno della soglia di cinquantacinque necessaria per la maggioranza assoluta. Vox di Santiago Abascal sale al tredici virgola otto per cento e quindici seggi. La somma è netta: nessuno può governare l’Andalusia senza Vox.
Risultati elezioni Andalusia 2026: il peggior PSOE di sempre
Il crollo PSOE Andalusia non è un incidente di percorso. È la quarta sconfitta consecutiva dei socialisti in un ciclo regionale che il leader popolare Alberto Núñez Feijóo aveva impostato proprio per certificare la debolezza territoriale del sanchismo: prima Estremadura, poi Aragona, poi Castiglia e León, oggi Andalusia. La candidata María Jesús Montero, ex vicepremier e ministra delle Finanze, è stata mandata al massacro come emblema dell’esecutivo madrileno, indebolito dal mancato varo della legge di bilancio e dalle inchieste che lambiscono la cerchia ristretta del premier. L’affluenza ha superato il sessantaquattro per cento, otto punti in più rispetto al 2022: non è il PSOE che ha perso per stanchezza degli elettori, è una mobilitazione attiva che ha votato contro.
La frammentazione del campo progressista racconta il resto. Adelante Andalucía, formazione anticapitalista e andalucista guidata da José Ignacio García, passa da due a otto seggi e supera Por Andalucía, la coalizione in cui Podemos era confluito all’ultimo. I partiti alla sinistra del PSOE totalizzano tredici seggi, sei in più del 2022. È un travaso interno che indebolisce ulteriormente il PSOE senza costruire un’alternativa di governo: cresce la sinistra anticapitalista, cresce Vox, evapora il centrosinistra di governo.
Juanma Moreno vince ma perde la maggioranza assoluta
Il dato che la stampa internazionale ha sottovalutato è il calo del Partido Popular. Moreno aveva costruito tutta la campagna su un profilo deliberatamente moderato, evitando per mesi di nominare anche solo l’ipotesi di un’alleanza con Vox, sperando di trattenere elettori centristi attraverso il messaggio della gestione amministrativa competente. La strategia ha fallito due volte. Non ha portato voti aggiuntivi dal centro — il PP perde cinque seggi rispetto al 2022 — e non ha intercettato la domanda di destra sovrana che è cresciuta nonostante tutto a destra del Partido Popular. Lo scandalo regionale sugli screening oncologici, che ha coinvolto circa duemilatrecento donne, ha pesato sulla giunta uscente. Ma il vero punto strutturale è un altro: in un elettorato che si sposta a destra, la via centrista non è premiata dagli elettori del centro — semplicemente sposta voti verso chi propone la destra in modo netto.
Vox ago della bilancia per la quarta volta consecutiva
Abascal lo ha detto con freddezza chirurgica nella notte dello spoglio: Vox è decisivo per la quarta volta consecutiva nelle ultime quattro elezioni regionali in Spagna. Estremadura, Aragona, Castiglia e León, Andalusia. Vox ago della bilancia non è più una formula giornalistica: è una condizione strutturale del sistema politico spagnolo. In due di quelle regioni — Estremadura e Aragona — Vox ha già firmato coalizioni di governo con il PP. Le tensioni programmatiche esistono, in particolare sulla redistribuzione dei minori non accompagnati e sulla priorità nazionale nell’accesso ai servizi pubblici, ma il quadro politico costringe entrambi a trattare. Vox non è più una forza di protesta esterna al sistema: è un partito di governo regionale che pone condizioni programmatiche concrete.
Il fallimento della “via andalusa”: perché il centrismo di Moreno non basta più
Per cinque anni, l’Andalusia di Moreno è stata il laboratorio della destra moderata spagnola: la dimostrazione, secondo la narrazione del Partido Popular, che si potesse governare una grande Comunità autonoma senza Vox, conquistando voti al centro e contendendo al PSOE la sua roccaforte storica. Il voto del 18 maggio ha chiuso quel laboratorio. La maggioranza assoluta del 2022 è evaporata, l’autosufficienza è finita, la “via andalusa” si è dimostrata un’ipotesi tattica vincente in una congiuntura specifica, non un modello replicabile. Moreno dovrà ora negoziare con Abascal una giunta che includerà, in qualche forma, le priorità di Vox. Per il PP nazionale è una doccia fredda: il candidato che doveva incarnare l’alternativa moderata diventa, suo malgrado, il quarto presidente regionale popolare costretto a passare per la destra sovrana.
Cosa significa il voto andaluso per Sánchez e le legislative 2027
La Sánchez sconfitta Andalusia non è solo regionale. L’Andalusia conta quasi nove milioni di abitanti, il diciotto per cento della popolazione spagnola, e dispone di competenze ampie in sanità, istruzione, politiche abitative. Perdere qui dopo aver perso Estremadura, Aragona e Castiglia e León significa che il PSOE ha perso il radicamento territoriale che storicamente compensava le difficoltà nazionali. Le voci interne al partito che chiedono un cambio di leadership o elezioni anticipate si stanno moltiplicando. Il sanchismo regge formalmente in Parlamento grazie agli accordi con gli indipendentisti catalani e baschi, ma il consenso reale nella società spagnola si sta erodendo elezione dopo elezione. La regolarizzazione di mezzo milione di clandestini decisa dal governo nell’aprile 2026, che Vox aveva denunciato come sostituzione etnica per via amministrativa, pesa su queste urne più di quanto i media madrileni vogliano ammettere.
Spagna senza cordone sanitario: il modello che l’Europa osserva
Il dato politico più rilevante per l’Europa è questo: in Spagna il cordone sanitario contro Vox non esiste. Il PP governa già in coalizione formale con Vox in due regioni e si appresta a farlo in Andalusia. Feijóo ha apertamente lasciato aperta la cooperazione a livello nazionale per le legislative del 2027. La differenza con la Germania, dove la CDU di Merz mantiene formalmente l’esclusione di AfD, è di natura: in Spagna la destra di governo ha scelto da anni la cooperazione con la destra sovrana, riconoscendola come parte legittima del sistema. Non è un’eccezione iberica, è la traiettoria europea che il Partido Popular ha intercettato per primo. La Spagna oggi anticipa quello che in altri sistemi continentali è ancora trattenuto da costruzioni artificiali: il riconoscimento che le forze sovrane non sono un’anomalia da contenere, ma una componente strutturale del paesaggio politico europeo. L’Andalusia 2026, da questo punto di vista, non chiude un ciclo. Ne apre uno.
Fonti
- AGI — Spagna: crollo storico dei socialisti in Andalusia. Vox ago della bilancia
- Europa Today — Elezioni in Andalusia, i socialisti di Sánchez firmano una sconfitta storica
- Il Post — Il risultato più significativo delle elezioni in Andalusia è che i Socialisti hanno perso
- Sky TG24 — Elezioni Andalusia, PP vince senza maggioranza. Crollo PSOE
- ANSA — Il PP vince in Andalusia ma dipende da Vox, il PSOE resiste
- Il Tempo — Andalusia, débâcle per i socialisti di Sánchez
- Il Giornale — Andalusia, crollo PSOE. La fronda anti-Sánchez
- Il Politico Web — Spagna, Sánchez regolarizza 500mila clandestini: sostituzione etnica
- Il Politico Web — Trump accusa Sánchez di indebolire la NATO
- Il Politico Web — Orbán sconfitto, Magyar vince: risultati elezioni Ungheria

