16 Visualizzazioni
Europa

Abascal a Segovia: «Perché dovremmo fidarci che le elezioni del 29N siano pulite?»

Carmen Ruiz

A 38 giorni dal voto e con Vox al 18,9%, il leader difende Milei, accusa Sánchez di «tradimento» su Ceuta e bacchetta il PP che ha preso le distanze dall'argentino: «Così il governo non lo mandiamo a casa»

Riassunto dell'articolo

Al comizio di Segovia di giovedì 22 ottobre 2026 Santiago Abascal ha chiesto «perché dovremmo fidarci che le elezioni del 29N siano pulite», ha accusato il governo Sánchez di aver «tradito» gli spagnoli su Ceuta, ha difeso gli insulti di Javier Milei a Sánchez e ha rimproverato i dirigenti del PP Juanma Moreno e Xavier García Albiol per averli condannati: «Così il governo non lo mandiamo a casa». La frase sulla pulizia del voto si lega alla battaglia di Vox sulla ley de nietos, che il Tribunale Supremo ha congelato in via cautelare. Il comizio arriva il giorno dopo gli scontri di A Coruña e con Vox al 18,9% nella media PolitPro, a 38 giorni dalle generali del 29 novembre.

A trentotto giorni dal voto Santiago Abascal ha scelto Segovia per dire che le elezioni del 29 novembre potrebbero non essere regolari. «Perché dovremmo fidarci che queste elezioni siano pulite?», ha chiesto alla platea giovedì sera, nel comizio delle 19 allo spazio Zibá José María Eventos. È la frase che chiude una settimana di precampagna iniziata martedì a Ponferrada e passata mercoledì per A Coruña e Avilés, dove i comizi di Vox sono finiti tra cariche e arresti. Un partito in crescita che semina dubbi sul voto prima di contarlo: per capire il perché bisogna seguire l’ordine in cui Abascal ha costruito il discorso.

CREAZIONE SITI WEB
CREAZIONE SITI WEB

La frase sulla pulizia del voto

Il dubbio non è nuovo e non è un’uscita a braccio. Il 18 ottobre, in un’intervista a La Razón, Abascal aveva già detto di essere «molto preoccupato» per il risultato: le elezioni «non saranno pulite» perché Sánchez «può fare qualunque cosa per restare al governo» e «ha intenzione di continuare a fare trucchi».

Il trucco che Vox ha in mente ha un nome: la ley de nietos, la norma della Ley de Memoria Democrática che concede la nazionalità ai discendenti degli esuli del franchismo. Secondo Abascal il PSOE voleva usarla per far entrare nel censo elettorale dell’estero «180.000 persone che in realtà non dovrebbero votare». Il Tribunale Supremo ha sospeso in via cautelare le iscrizioni derivate dall’interpretazione estensiva della legge e il 12 ottobre ha respinto il ricorso del governo: quei nuovi cittadini il 29N non voteranno.

Vox ha quindi già incassato una vittoria. Ma Abascal non ha chiuso la partita: giovedì mattina a Burgos ha annunciato che chiederà al Supremo di verificare quali autorità stiano disattendendo le sue decisioni, e la sera a Segovia ha riproposto il sospetto come domanda retorica. Il messaggio è che il governo ha «altri conigli nel cilindro», come aveva detto a La Razón.

Il governo «ha tradito gli spagnoli» su Ceuta

Il secondo bersaglio è l’esecutivo, e l’accusa è la più pesante del repertorio di Vox. «È un governo che ha mentito agli spagnoli e li ha tradito, l’ultimo tradimento è Ceuta», ha detto Abascal secondo EFE. Il riferimento è all’ingresso di decine di migliaia di migranti nell’enclave il 30 e 31 luglio: Vox sostiene che il governo sapesse in anticipo e non abbia fatto nulla, e da agosto chiede di attivare l’articolo 102 della Costituzione per processare Sánchez per tradimento.

A Segovia Abascal ha aggiunto una promessa: «recuperare» Ceuta «a qualunque prezzo e con tutte le conseguenze», e «che nessuno osi reclamare parte del nostro territorio nazionale», con il Marocco come destinatario implicito. Il tema è lo stesso che Il Politico Web ha seguito quando la Marina spagnola ha cambiato le regole d’ingaggio con le navi marocchine.

Da Ceuta Abascal è passato alla legittimità del governo in quanto tale: l’esecutivo «semplicemente non è democratico» perché è arrivato al potere «mentendo agli spagnoli». E ai pensionati ha detto che «il rischio per la sicurezza dei pensionisti è la continuità di Pedro Sánchez». Prima si mette in dubbio il voto, poi chi lo gestisce: i due passaggi si tengono.

Il PP che condanna Milei: «Così il governo non lo mandiamo a casa»

Il terzo passaggio è quello che distingue Vox dal resto dell’opposizione. Mercoledì a Madrid Javier Milei ha chiamato Sánchez «impresentabile dittatore» e «ladro», e ha chiesto agli spagnoli di cacciare i socialisti «a calci» il 29N. Il ministero degli Esteri ha risposto con la «più energica condanna» per «insulti e calunnie». Nel PP la reazione si è divisa: Isabel Díaz Ayuso ha difeso l’argentino, mentre Juanma Moreno, presidente dell’Andalusia, ha parlato di «esabruti» e il sindaco di Badalona Xavier García Albiol gli ha chiesto forme più adeguate al ruolo. Feijóo non lo ha incontrato né si è fatto fotografare con lui; il portavoce Borja Sémper ha minimizzato, dicendo che Sánchez «non può dare lezioni» dopo che i suoi ministri avevano chiamato Milei «lunatico» e «drogato».

Abascal è andato nella direzione opposta. Aveva già applaudito Milei in videochiamata («tutto detto molto bene») ricordando di averlo chiamato lui stesso «autocrate e apprendista tiranno». A Segovia ha preso di mira proprio i dirigenti popolari che si erano smarcati: ha ironizzato su Albiol, «il più duro del PP», che se la prende con il presidente argentino, e ha concluso: «Per spaventarsi c’è già il PP. Così difficilmente la finiamo con questo governo».

È la stessa logica con cui Vox tratta con il PP sulle liste del Senato: conversazioni che Abascal ha definito «serie e importanti» chiedendo «prudenza e discrezione», senza annunciare accordi. L’intesa dove serve, la competizione sul voto ovunque, come questa testata ha raccontato quando PP e Vox hanno deciso di fare liste comuni al Senato senza fondersi. Il messaggio di Segovia dice ai delusi del PP che l’unica opposizione senza riguardi verso Sánchez è Vox.

Il 18,9%, A Coruña e il calcolo dietro il dubbio

Il contesto spiega il tono. La media PolitPro aggiornata al 22 ottobre dà Vox al 18,9%, il livello più alto mai registrato, con una proiezione di 77 seggi e un blocco PP-Vox a 206 su 350, come riportato nell’articolo di oggi su Vox al 18,9% e il comizio di Segovia. Il sondaggio Sigma Dos per El Mundo di lunedì lo collocava al 19,5%.

Proprio i sondaggi, però, sono il punto debole secondo Abascal: li definisce «controproducenti» perché nel 2023 annunciavano un cambio che non si è prodotto. Chiedere ai propri elettori di non fidarsi delle cifre e insieme di non fidarsi del conteggio serve a tenerli mobilitati fino all’ultimo giorno. E prepara il terreno per qualunque esito: se Vox arriva sotto il 18% la colpa può essere delle «trappole», se arriva sopra il merito è di chi ha vigilato.

Il giorno prima ha dato ad Abascal l’argomento più concreto. A A Coruña, in plaza de María Pita, la contromanifestazione contro il comizio di Vox è finita con cariche della polizia, due arresti e una dozzina di feriti tra cui una fotoreporter, secondo le cronache locali; ad Avilés gli arresti sono stati tre. Abascal ha parlato di «violenza organizzata dal Palazzo della Moncloa» per impedire a Vox di spiegare il programma, indicando il ministero dell’Interno e la Delegazione del governo senza esibire documenti. Il ministro Óscar Puente ha condannato gli incidenti «se ci sono stati» e ha invitato a combattere Vox con il voto; Feijóo ha scritto che «la Galizia non è così».

Il calendario ora porta Abascal a Minorca, Palma e Ibiza nel fine settimana, e lunedì 26 a Talavera de la Reina per la presentazione congiunta dei candidati. Da lì in poi la frase di Segovia resterà il metro con cui leggere ogni mossa di Vox sul voto: chi dubita in anticipo della regolarità di un’elezione si riserva di non riconoscerne il risultato, e lo fa sapere a tutti, alleati compresi.

Fonti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: , , , , , , , , ,
Scritto da
Carmen Ruiz
Sostieni il giornalismo indipendente
Il tuo contributo ci permette di continuare a informarti liberamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per rimanere aggiornato/a iscriviti al nostro canale WhatsApp
Iscriviti al Canale