A trentotto giorni dal voto Santiago Abascal ha scelto Segovia per dire che le elezioni del 29 novembre potrebbero non essere regolari. «Perché dovremmo fidarci che queste elezioni siano pulite?», ha chiesto alla platea giovedì sera, nel comizio delle 19 allo spazio Zibá José María Eventos. È la frase che chiude una settimana di precampagna iniziata martedì a Ponferrada e passata mercoledì per A Coruña e Avilés, dove i comizi di Vox sono finiti tra cariche e arresti. Un partito in crescita che semina dubbi sul voto prima di contarlo: per capire il perché bisogna seguire l’ordine in cui Abascal ha costruito il discorso.
La frase sulla pulizia del voto
Il dubbio non è nuovo e non è un’uscita a braccio. Il 18 ottobre, in un’intervista a La Razón, Abascal aveva già detto di essere «molto preoccupato» per il risultato: le elezioni «non saranno pulite» perché Sánchez «può fare qualunque cosa per restare al governo» e «ha intenzione di continuare a fare trucchi».
Il trucco che Vox ha in mente ha un nome: la ley de nietos, la norma della Ley de Memoria Democrática che concede la nazionalità ai discendenti degli esuli del franchismo. Secondo Abascal il PSOE voleva usarla per far entrare nel censo elettorale dell’estero «180.000 persone che in realtà non dovrebbero votare». Il Tribunale Supremo ha sospeso in via cautelare le iscrizioni derivate dall’interpretazione estensiva della legge e il 12 ottobre ha respinto il ricorso del governo: quei nuovi cittadini il 29N non voteranno.
Vox ha quindi già incassato una vittoria. Ma Abascal non ha chiuso la partita: giovedì mattina a Burgos ha annunciato che chiederà al Supremo di verificare quali autorità stiano disattendendo le sue decisioni, e la sera a Segovia ha riproposto il sospetto come domanda retorica. Il messaggio è che il governo ha «altri conigli nel cilindro», come aveva detto a La Razón.
Il governo «ha tradito gli spagnoli» su Ceuta
Il secondo bersaglio è l’esecutivo, e l’accusa è la più pesante del repertorio di Vox. «È un governo che ha mentito agli spagnoli e li ha tradito, l’ultimo tradimento è Ceuta», ha detto Abascal secondo EFE. Il riferimento è all’ingresso di decine di migliaia di migranti nell’enclave il 30 e 31 luglio: Vox sostiene che il governo sapesse in anticipo e non abbia fatto nulla, e da agosto chiede di attivare l’articolo 102 della Costituzione per processare Sánchez per tradimento.
A Segovia Abascal ha aggiunto una promessa: «recuperare» Ceuta «a qualunque prezzo e con tutte le conseguenze», e «che nessuno osi reclamare parte del nostro territorio nazionale», con il Marocco come destinatario implicito. Il tema è lo stesso che Il Politico Web ha seguito quando la Marina spagnola ha cambiato le regole d’ingaggio con le navi marocchine.
Da Ceuta Abascal è passato alla legittimità del governo in quanto tale: l’esecutivo «semplicemente non è democratico» perché è arrivato al potere «mentendo agli spagnoli». E ai pensionati ha detto che «il rischio per la sicurezza dei pensionisti è la continuità di Pedro Sánchez». Prima si mette in dubbio il voto, poi chi lo gestisce: i due passaggi si tengono.
Il PP che condanna Milei: «Così il governo non lo mandiamo a casa»
Il terzo passaggio è quello che distingue Vox dal resto dell’opposizione. Mercoledì a Madrid Javier Milei ha chiamato Sánchez «impresentabile dittatore» e «ladro», e ha chiesto agli spagnoli di cacciare i socialisti «a calci» il 29N. Il ministero degli Esteri ha risposto con la «più energica condanna» per «insulti e calunnie». Nel PP la reazione si è divisa: Isabel Díaz Ayuso ha difeso l’argentino, mentre Juanma Moreno, presidente dell’Andalusia, ha parlato di «esabruti» e il sindaco di Badalona Xavier García Albiol gli ha chiesto forme più adeguate al ruolo. Feijóo non lo ha incontrato né si è fatto fotografare con lui; il portavoce Borja Sémper ha minimizzato, dicendo che Sánchez «non può dare lezioni» dopo che i suoi ministri avevano chiamato Milei «lunatico» e «drogato».
Abascal è andato nella direzione opposta. Aveva già applaudito Milei in videochiamata («tutto detto molto bene») ricordando di averlo chiamato lui stesso «autocrate e apprendista tiranno». A Segovia ha preso di mira proprio i dirigenti popolari che si erano smarcati: ha ironizzato su Albiol, «il più duro del PP», che se la prende con il presidente argentino, e ha concluso: «Per spaventarsi c’è già il PP. Così difficilmente la finiamo con questo governo».
È la stessa logica con cui Vox tratta con il PP sulle liste del Senato: conversazioni che Abascal ha definito «serie e importanti» chiedendo «prudenza e discrezione», senza annunciare accordi. L’intesa dove serve, la competizione sul voto ovunque, come questa testata ha raccontato quando PP e Vox hanno deciso di fare liste comuni al Senato senza fondersi. Il messaggio di Segovia dice ai delusi del PP che l’unica opposizione senza riguardi verso Sánchez è Vox.
Il 18,9%, A Coruña e il calcolo dietro il dubbio
Il contesto spiega il tono. La media PolitPro aggiornata al 22 ottobre dà Vox al 18,9%, il livello più alto mai registrato, con una proiezione di 77 seggi e un blocco PP-Vox a 206 su 350, come riportato nell’articolo di oggi su Vox al 18,9% e il comizio di Segovia. Il sondaggio Sigma Dos per El Mundo di lunedì lo collocava al 19,5%.
Proprio i sondaggi, però, sono il punto debole secondo Abascal: li definisce «controproducenti» perché nel 2023 annunciavano un cambio che non si è prodotto. Chiedere ai propri elettori di non fidarsi delle cifre e insieme di non fidarsi del conteggio serve a tenerli mobilitati fino all’ultimo giorno. E prepara il terreno per qualunque esito: se Vox arriva sotto il 18% la colpa può essere delle «trappole», se arriva sopra il merito è di chi ha vigilato.
Il giorno prima ha dato ad Abascal l’argomento più concreto. A A Coruña, in plaza de María Pita, la contromanifestazione contro il comizio di Vox è finita con cariche della polizia, due arresti e una dozzina di feriti tra cui una fotoreporter, secondo le cronache locali; ad Avilés gli arresti sono stati tre. Abascal ha parlato di «violenza organizzata dal Palazzo della Moncloa» per impedire a Vox di spiegare il programma, indicando il ministero dell’Interno e la Delegazione del governo senza esibire documenti. Il ministro Óscar Puente ha condannato gli incidenti «se ci sono stati» e ha invitato a combattere Vox con il voto; Feijóo ha scritto che «la Galizia non è così».
Il calendario ora porta Abascal a Minorca, Palma e Ibiza nel fine settimana, e lunedì 26 a Talavera de la Reina per la presentazione congiunta dei candidati. Da lì in poi la frase di Segovia resterà il metro con cui leggere ogni mossa di Vox sul voto: chi dubita in anticipo della regolarità di un’elezione si riserva di non riconoscerne il risultato, e lo fa sapere a tutti, alleati compresi.
Fonti
- Demócrata/EFE – Abascal cuestiona la limpieza electoral del 29N y acusa al Gobierno de “traicionar” a los españoles en Ceuta
- El Constitucional – Abascal defiende los insultos de Milei a Sánchez y reprende al Partido Popular por su condena
- The Objective – Abascal alerta de que el 29-N «no va a ser limpio» y acusa a Sánchez de preparar trampas
- Pressdigital – Abascal advierte de que velará para que el proceso electoral sea “limpio” y pide no confiar en las encuestas
- Moncloa.com – Buxadé celebra que el Supremo avale a Vox: los nacionalizados por la ley de nietos no votan el 29-N
- Infobae – Javier Milei llama “impresentable dictador” a Pedro Sánchez
- Red Uno/EFE – España condena declaraciones de Javier Milei contra Pedro Sánchez
- El Plural – Sémper: Sánchez “no puede dar lecciones” sobre los insultos de Milei
- Infobae/EFE – Abascal acusa a Sánchez de abandonar deliberadamente Ceuta para entregársela a Marruecos
- Moncloa.com – El mitin de Vox en A Coruña deja dos detenidos y una decena de heridos
- Telemadrid – “Galicia no es así”, Feijóo condena los altercados en el acto de Abascal en A Coruña
- Heraldo de León – Abascal vuelve a Castilla y León la próxima semana con tres actos
- PolitPro – Spain Election Polls, Election Trend as of 22 October 2026
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