Niente piazza Duomo, niente Circo Massimo. Le proteste di domani del Movimento 17 Ottobre, almeno nelle intenzioni di chi le convoca, non avranno un punto di ritrovo annunciato in anticipo: lo dice un comunicato pubblicato oggi pomeriggio su Instagram dalla pagina del movimento, che annulla le piazze già convocate e promette tre concentramenti per città comunicati appena mezz’ora prima. La parola d’ordine è “be water”, essere acqua. Va detto subito: è un annuncio social e al momento non ha alcuna conferma ufficiale. Ma arriva nel giorno di massima allerta per l’ordine pubblico, e domani si capirà se è una tattica vera o un bluff.
Proteste domani, il piano del Movimento 17 Ottobre: tre ritrovi e una sola piazza finale
Nel comunicato, diffuso oggi pomeriggio dalla pagina @movimento17ottobre, seguita da oltre 22mila follower, il movimento scrive che «le piazze annunciate sono annullate» e invita a non presentarsi: «Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati». Le piazze convocate per le 15 di domani erano otto: Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova.
Al loro posto, domani alle 14:30 verranno comunicati tre concentramenti distinti per ciascuna città. I partecipanti sono invitati a organizzarsi in gruppi e a raggiungere quello più vicino; alle 15:30 verrà indicata la piazza finale, dove i tre cortei confluiranno in un’unica mobilitazione. L’obiettivo dichiarato è impedire alle forze dell’ordine di predisporre in anticipo i cordoni di sicurezza.
La formula “be water” arriva dalle proteste di Hong Kong del 2019: niente posizioni fisse da difendere, gruppi che si spostano e si ricompongono dove il dispositivo di controllo è più debole. È la prima volta che la mobilitazione nata una settimana fa sui social prova a darsi una dottrina di piazza.
L’allerta: divieti, la Folgore in strada e perquisizioni a Bari e Como
Il cambio di tattica annunciato arriva mentre il dispositivo di sicurezza per domani è già schierato. A Milano, teatro degli scontri e dei saccheggi di sabato 17 ottobre, chiusi con una cinquantina di arresti e quaranta feriti, domani pomeriggio le manifestazioni sull’asse San Babila-Cairoli-Duomo e nelle zone di Garibaldi e Porta Venezia saranno vietate. In strada, con circa mille tra poliziotti e carabinieri e 300 vigili, ci saranno anche i 500 paracadutisti della Folgore previsti dal decreto sicurezza. Gli anarchici hanno annullato il loro corteo e i collettivi studenteschi hanno annunciato che non scenderanno in piazza.
Nel frattempo le indagini corrono. A Bari, sotto il coordinamento della Dda e della Procura dei minori, la polizia sta eseguendo perquisizioni e interrogatori nei confronti di decine di giovani: secondo gli investigatori, un gruppo avrebbe pianificato di saccheggiare i negozi del centro — via Sparano, via Melo, via Argiro, corso Vittorio Emanuele — e sarebbe stato in procinto di procurarsi armi, munizioni e materiale esplodente. I reati ipotizzati sono istigazione a delinquere finalizzata a devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo. Perquisizioni anche a Como.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di «un coordinamento» tra i protagonisti dei disordini e forse di «una o più reti di dimensione nazionale», assicurando che per domani «abbiamo pianificato tutto quello che è pianificabile», con dispositivi rafforzati in tutte le città interessate, Roma in primis.
Perché l’annuncio va preso con cautela
Detto questo, il comunicato resta un post su Instagram. Nessuna conferma che la nuova tattica verrà davvero applicata, nessun commento ufficiale di Questure o Viminale sul cambio di strategia. E la settimana che si chiude insegna prudenza: pochi giorni fa le chat degli studenti hanno tenuto in scacco Milano e Cremona con allarmi rivelatisi falsi — aggressioni e ronde mai esistite — e la Digos è ancora al lavoro per identificarne gli autori.
Le ipotesi sono due, e domani si scioglieranno da sole. La prima: la tattica è reale, e le forze dell’ordine dovranno rincorrere concentramenti annunciati con mezz’ora di anticipo in decine di città. La seconda: è un bluff, un modo per tenere sotto pressione il dispositivo, costringerlo a presidiare tutto e rivendicare comunque una vittoria mediatica. In entrambi i casi la partita di domani non si gioca solo in strada: si gioca sui telefoni, dove finora il movimento ha dettato tempi e modi della mobilitazione.
Il primo banco di prova è alle 14:30 di domani: se i tre concentramenti verranno davvero annunciati e i gruppi si muoveranno, le proteste di domani del Movimento 17 Ottobre avranno cambiato natura. Se non succederà nulla, sapremo che era un bluff. In un caso e nell’altro, l’appuntamento è sui social prima ancora che in piazza.
Fonti
- Instagram, @movimento17ottobre — il comunicato sul cambio di strategia
- Il Fatto Quotidiano — Da Milano a Roma città blindate, la nuova strategia del Movimento 17 Ottobre
- Chronocol — La nuova strategia mobilitativa annunciata dal Movimento 17 Ottobre
- Io24 — Bari e Como, allerta saccheggi e perquisizioni per le manifestazioni del 24 ottobre
- Worldnotix — Italia blindata per i cortei del 24 ottobre, le parole del ministro Piantedosi
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