Donald Trump ha una spiegazione sola per i saccheggi di Milano e per le rivolte francesi: l’immigrazione. Le parole di Trump sull’immigrazione in Italia e Francia sono arrivate il 19 ottobre, in risposta a una domanda dell’AdnKronos a Washington, e poi davanti ai cronisti alla Casa Bianca. «Colpa dell’immigrazione, l’avevo detto», ha esordito. Poi il giudizio più pesante: «Francia e Italia sono Paesi peggiori di quello che erano».
Una frase che pesa, perché mette l’Italia di Giorgia Meloni nello stesso sacco della Francia di Emmanuel Macron. E perché, come ogni frase di Trump, contiene una verità parziale e una semplificazione brutale. Vale la pena separare l’una dall’altra, numeri alla mano.
Cosa ha detto Trump sull’immigrazione in Italia e Francia
La risposta all’AdnKronos è stata lunga. «Ho visto quello che succede in Italia e in Francia, c’entra con l’immigrazione. E avevo detto a tutti che sarebbe successo». Poi la metafora: «È una polveriera pronta a esplodere, è molto triste per me assistervi».
Il confronto con gli Stati Uniti è il cuore del ragionamento: «Noi abbiamo chiuso le frontiere, non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte queste persone». Italia e Francia, al contrario, «hanno lasciato entrare le persone, non le hanno fatte uscire e sono entrate a milioni. E sinceramente, sono Paesi diversi da quelli di dieci anni fa».
Sulla Francia Trump è andato oltre: «Parigi diventerà una città musulmana molto presto». E ha rivendicato di aver avvertito Macron di persona: «Dovresti chiudere le tue frontiere, gliel’ho detto non appena l’ho incontrato. Noi abbiamo chiuso le nostre frontiere. Lui no». Alla Casa Bianca, infine, l’avvertimento all’intero continente: «Se l’Europa non chiude i confini è finita».
Non è la prima volta: la Francia come bersaglio fisso
Le dichiarazioni del 19 ottobre chiudono un ciclo iniziato due settimane prima. Il 6 ottobre, quando in Francia le proteste erano ancora una faccenda di licei e di professori mancanti, Trump aveva scritto su Truth che la questione non riguardava le scuole ma l’islam che vuole impadronirsi di una Nazione un tempo grande.
Il 18 ottobre, mentre Parigi e Marsiglia bruciavano, il post è diventato «La Francia è in fiamme!», con l’accusa a un’immigrazione «da un mondo completamente diverso» di aver mandato in frantumi la Nazione. Lo stesso giorno il vicepresidente JD Vance, alla CBS, ha parlato di liberali occidentali che hanno «importato il terzo mondo» in nome della diversità, ignorando assimilazione e compatibilità.
È la linea che Trump aveva già fissato in Scozia nel luglio 2025, quando disse che l’immigrazione sta uccidendo l’Europa. La novità del 19 ottobre è una sola: l’Italia è entrata nell’elenco.
Cosa è successo davvero in Francia
La cronologia francese non parte dalle banlieue. Parte dai licei, a metà settembre, con le proteste degli studenti sulle condizioni delle scuole. La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre ha messo insieme studenti, sindacati, attivisti e reduci dei gilet gialli attorno al caro vita, al rincaro dei carburanti e al taglio dei servizi pubblici.
Il bilancio è pesante: alle 8 di lunedì 19 ottobre il ministro della Giustizia Gérald Darmanin contava 2.331 fermi dall’inizio delle violenze. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha presentato le dimissioni, respinte da Macron. Darmanin ha ammesso: «Questo fine settimana abbiamo incontestabilmente fallito», indicando nell’intelligence insufficiente il problema principale, e ha inviato alle procure una direttiva per qualificare i fatti come criminalità organizzata.
Macron, domenica sera, ha parlato alla Nazione di «rabbia e vergogna» e annunciato restrizioni alle manifestazioni e coprifuoco in diverse città. Il governo e le destre accusano La France Insoumise di soffiare sul fuoco in vista delle presidenziali del 2027. Che dentro quelle piazze ci fosse anche la banlieue è probabile; che la banlieue le abbia prodotte è un’altra cosa.
Cosa è successo davvero a Milano
Anche a Milano la sequenza è la stessa. Venerdì migliaia di studenti hanno manifestato pacificamente per la scuola. Sabato il corteo di «Italia in piazza» contro il caro vita è degenerato in guerriglia tra piazza Duomo, via Mazzini e via Broletto: bombe carta, transenne, un bagno chimico in fiamme, 104 agenti medicati negli ospedali milanesi.
Domenica non c’era più nemmeno il corteo. Centinaia di ragazzini vestiti di nero, convocati via TikTok e Telegram, hanno sfondato vetrine tra Duomo, via Torino, Cairoli, Moscova e corso Garibaldi, saccheggiando un supermercato e un negozio di abbigliamento sportivo. Nessuno slogan, nessuna bandiera: telefono in mano, dirette social mentre si ruba. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha parlato di «razzie, non manifestazioni studentesche».
Nelle chat degli studenti, intanto, girava un’altra guerra, fatta di stupri di massa e machete a Cadorna, tutta falsa. Il panico correva più veloce dei fatti.
I numeri della questura: cittadinanza, non etnia
Qui sta il punto. Nessuna questura rileva l’etnia; rileva la cittadinanza. E i dati ufficiali di domenica sono questi: 271 persone accompagnate in questura, di cui 220 minorenni e 60 cittadini stranieri. Tra loro anche dodicenni. Per 174 è scattato il fermo di prevenzione.
Gli arrestati sono 32, di cui 13 stranieri e 23 minorenni. I denunciati 28, di cui 15 stranieri e 23 minorenni. Il sabato, a livello nazionale, aveva prodotto 28 arresti, di cui 12 minorenni e 6 stranieri; nella sola Milano 17 arrestati, 7 italiani, 5 stranieri e 5 minorenni.
Tradotto: gli stranieri sono il 22% dei fermati, cioè uno su cinque, in linea con il peso dei residenti stranieri a Milano, che il questore Bruno Megale stima a un quinto della popolazione. Ma salgono al 40% degli arrestati e a oltre metà dei denunciati. La sovrarappresentazione negli arresti c’è ed è netta. La tesi di Trump, se letta sulla cittadinanza, è però rovesciata: quattro fermati su cinque sono cittadini italiani.
Lo strato che i dati non misurano: le seconde generazioni
Tra cittadinanza e realtà c’è uno strato che nessun bollettino conta: i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, con passaporto italiano o con quello dei genitori. L’ANSA parla di molti minori e stranieri, «anche migranti di seconda generazione». Sky riferisce che gli undici maggiorenni per cui la Procura chiede il carcere sono nati in gran parte tra il 2007 e il 2008, non di area antagonista, e soprattutto giovani di origine straniera.
Il Giornale ha fotografato la fila dei genitori davanti alla questura: tunisini, ucraini, egiziani, italiani. C’è Adam, 14 anni, nato in Italia ma con cittadinanza ucraina, la cui madre non sapeva nemmeno che fosse andato a Milano. Il Giorno frena: in piazza c’erano ragazzi «tanto con genitori italiani di nascita quanto provenienti da famiglie con radici straniere», molti dall’hinterland e da Monza.
Nessuno ha un conteggio delle origini. Chi dice che la maggioranza era di seconda generazione lo dice a occhio, e chi lo nega fa lo stesso. Il dato certo è un altro: l’80% sono minorenni, arrivano dalle periferie e dall’hinterland, non da nessuna frontiera. Il presidente Mattarella li ha chiamati «soggetti inediti» e ha chiesto un’analisi approfondita. È la definizione più onesta sentita finora.
Perché Trump semplifica: la data del 3 novembre
C’è una ragione precisa per cui la Casa Bianca commenta le vetrine di via Torino. Il 3 novembre si vota per le midterm, e i sondaggi danno Trump al 36%, con Camera e Senato a rischio. L’Europa in fiamme è lo specchio perfetto per la campagna repubblicana: «noi abbiamo chiuso le frontiere, loro no», e la prova è in televisione tutte le sere.
In questa cornice l’Italia è un dettaglio, non un bersaglio. Ma mettere l’Italia di Meloni tra gli Stati «peggiori di dieci anni fa» è un colpo a un’alleata che sull’immigrazione ha costruito la propria credibilità, dai centri in Albania ai rimpatri. Palazzo Chigi, per ora, tace. Non è la prima freddezza tra i due, dopo il G7 di Evian e i mesi senza contatti raccontati dalla stessa premier al New York Times.
Il problema vero è quello che Trump sfiora e non vede
Trump ha torto sulla meccanica e ragione sul sintomo. Ha torto perché né in Francia né a Milano la scintilla è stata l’immigrazione: è stata la scuola, poi il caro vita, poi il contagio social. Ha ragione perché in quelle piazze la questione dell’assimilazione, delle seconde generazioni che non sentono di appartenere a niente, è comparsa senza che nessuno l’avesse invitata.
Ma il nodo non si scioglie chiudendo una frontiera che quei ragazzi non hanno mai attraversato, perché sono nati qui. Si scioglie, se si scioglie, ricostruendo quello che li tiene insieme: famiglia, scuola, quartiere, una comunità che sappia dire sì e no. È la tesi che il nostro Laboratorio ha messo nero su bianco: la violenza nelle piazze è il sintomo, la causa è un’Europa senza comunità e senza Dio.
Intanto il governo deve rispondere sul terreno suo: l’ordine pubblico. Il vertice a Palazzo Chigi è durato novanta minuti e non ha deciso nulla, con il decreto sui minorenni rinviato forse a venerdì, mentre la Lega deposita un emendamento «anti-saccheggio» sulla legge per la cittadinanza. Le parole di Trump sull’immigrazione in Italia e Francia faranno discutere per qualche giorno. I 220 minorenni di Milano, con o senza passaporto italiano, resteranno molto più a lungo.
Fonti
- AdnKronos – Guerriglia a Milano, Trump: «In Italia e Francia colpa dell’immigrazione, l’avevo detto»
- ANSA – Trump, ‘anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione’
- Open – Nuovi scontri a Parigi, Trump: «Colpa dell’immigrazione, chiudete le frontiere»
- ANSA (6 ottobre) – Trump, ‘Islam e immigrazione responsabili di quanto accade in Francia’
- AdnKronos – Scontri a Milano, il bilancio: 271 in questura, 32 arresti
- ANSA – Scontri ai cortei, 28 arresti e 197 identificati
- Il Giorno – Scontri di Milano, l’appuntamento su TikTok: chi sono i ragazzi fermati
- Il Giornale – Tunisini, ucraini, italiani: chi sono i ragazzi fermati a Milano
- Sky TG24 – Guerriglia a Milano, la diretta del 19 ottobre
- Il Post – Nel centro di Milano ci sono stati nuovi disordini e saccheggi
- Il Messaggero – Mattarella: «Violenze inaccettabili da soggetti inediti»
- AdnKronos – Francia, ministro Interno: “Polizia ha perso il controllo”. Macron respinge le dimissioni, 2.331 fermi
- AdnKronos – Francia, proteste contro il caro vita: scontri a Parigi e Marsiglia
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