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Italia

Sondaggi, il centrodestra torna avanti: FdI al 28%, Lega al 5% e il sorpasso lo firma De Luca

Carlotta De Marchi

Piepoli per Agorà dà la coalizione di governo al 43,5% contro il 43% del campo largo. Il mezzo punto di vantaggio vale quanto Sud chiama Nord. Fratelli d'Italia cresce, la Lega arriva al congresso di Milano vicino ai minimi dell'era Salvini, Futuro Nazionale resta fermo al 7% fuori dalla porta

Riassunto dell'articolo

Il sondaggio dell'Istituto Piepoli per Agorà (Rai 3) riporta il centrodestra davanti al campo largo, 43,5% contro 43%. Il vantaggio di mezzo punto è inferiore all'1,5% di Sud chiama Nord, entrato nella coalizione a inizio ottobre: senza De Luca la somma scenderebbe al 42%. Dentro la coalizione Fratelli d'Italia sale al 28% e Forza Italia tiene il 7,5%, mentre la Lega perde mezzo punto e scende al 5% alla vigilia del congresso straordinario di Milano del 24-25 ottobre, dove Massimo Garavaglia sfida Matteo Salvini con voto a scrutinio segreto. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci resta al 7%, conteggiato fuori dal centrodestra.

Punti chiave
  • Fanpage – Sondaggi politici, la Lega cala ma il centrodestra supera il…
  • La Notizia – Sondaggi politici, campanello d'allarme per il campo largo: il…
  • L'Identità – Piepoli, centrodestra avanti sul campo largo senza Vannacci
  • StrettoWeb – Meloni e De Luca, l'accordo pesa sugli equilibri politici: centrodestra…

Gli ultimi sondaggi politici riportano il centrodestra davanti al campo largo, e lo fanno con un margine che sta tutto in una lista arrivata nella coalizione tre settimane fa. L’Istituto Piepoli, nella rilevazione per Agorà su Rai 3, assegna alla coalizione di governo il 43,5% e allo schieramento Pd-M5S-Avs-Iv-+Europa il 43%. Mezzo punto. Sud chiama Nord di Cateno De Luca, entrato nel centrodestra a inizio ottobre, vale l’1,5%: senza quel contributo la somma di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si fermerebbe al 42%, un punto sotto gli avversari.

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Il sorpasso ha un nome: Cateno De Luca

Nella rilevazione precedente dello stesso istituto le due coalizioni erano appaiate al 43%, e a settembre il campo largo era avanti di un punto e mezzo. Il controsorpasso arriva da due movimenti piccoli e opposti: Fratelli d’Italia guadagna mezzo punto, Alleanza Verdi e Sinistra lo perde. Tutto il resto è fermo, Pd compreso, al 20%.

Il dato che decide la classifica, però, non è un movimento ma un’aritmetica nuova. L’accordo tra Giorgia Meloni e De Luca, ufficializzato il 12 ottobre e valido per le Politiche ma non per la Sicilia, porta nella coalizione una lista che Piepoli stima all’1,5%, lo stesso peso di Noi Moderati. Il leader di Sud chiama Nord ha spiegato la scelta al Foglio con una frase sola: correre con Meloni per fermare Vannacci.

Il 43,5% ha anche un significato pratico. Il premio di maggioranza dello Stabilicum, la legge elettorale appena approvata, scatta per la coalizione che supera il 42%: con questi numeri il centrodestra lo prenderebbe, e il campo largo no. Chi vuole fare i conti su seggi e soglie può usare il simulatore dello Stabilicum con le percentuali di questa rilevazione.

Fratelli d’Italia al 28%, Forza Italia tiene

Dentro la coalizione il quadro è semplice: un partito cresce, uno tiene, uno scende. Fratelli d’Italia sale al 28%, mezzo punto in più, e allarga la distanza dal Pd a otto punti. Per Piepoli il periodo di calo che aveva accompagnato la nascita di Futuro Nazionale è finito: il partito di Meloni ha recuperato quello che aveva perso in primavera.

Forza Italia resta al 7,5%. È il secondo partito della coalizione e lo è da mesi, senza oscillazioni. La stabilità di Tajani pesa anche nella trattativa sulla manovra, dove Forza Italia frena sul contributo delle banche chiesto dalla Lega: chi ha i numeri fermi tratta con più calma di chi li vede scendere.

La Lega al 5% arriva al congresso con il voto segreto

La Lega perde mezzo punto e scende al 5%. Fanpage, commentando la rilevazione, scrive che Salvini si avvicina al congresso con un partito vicino al minimo dei consensi da quando lo guida. Il calo non è di questa settimana: il Carroccio arretra da mesi, e il mezzo punto perso ora è compensato esattamente dal mezzo punto guadagnato da Fratelli d’Italia.

Il tempismo conta. Sabato 24 e domenica 25 ottobre all’Allianz MiCo di Milano si tiene il congresso straordinario, e per la prima volta dall’aprile 2025, quando a Firenze Salvini fu riconfermato per acclamazione, il segretario ha uno sfidante. Massimo Garavaglia, senatore, ex ministro del Turismo del governo Draghi, ha consegnato mercoledì 21 ottobre le 80 firme necessarie, oltre cinquanta dalla Lombardia. Lo sostengono il presidente della Regione Attilio Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. La sua linea sta in una frase ripetuta in ogni intervista: la Lega non è un partito di estrema destra, è federalista e dei territori.

Con due candidati lo statuto impone lo scrutinio segreto. Votano circa 700 delegati, 400 eletti e 300 di diritto, gli stessi di Firenze. Salvini resta il favorito, e lui stesso ha definito la corsa «non una sfida ma un confronto». Il voto segreto, però, permette a chi è scontento di esprimersi senza esporsi, e il 5% di Piepoli è il numero che ogni delegato avrà in tasca entrando in sala. Il congresso voterà anche un nuovo simbolo, senza la dicitura «Salvini Premier». Arriva, oltre tutto, in una settimana in cui il segretario ha gestito in prima persona la vertenza degli autotrasportatori senza chiuderla.

Vannacci fermo al 7%: il serbatoio a destra non cresce

Futuro Nazionale resta al 7%. Piepoli lo conteggia fuori dal centrodestra, e la scelta non è solo grafica: la coalizione, con l’ingresso di De Luca, ha costruito un 43,5% che supera la soglia del premio senza il partito di Roberto Vannacci. A giugno gli stessi sondaggi davano Futuro Nazionale sopra la Lega e in salita: da settembre la corsa si è fermata, e il 7% di oggi è lo stesso di tre settimane fa.

Da qui si aprono tre domande che il sondaggio non chiude. La prima: un 7% che non cresce ma non scende è un elettorato di protesta che alle urne tornerebbe a casa, come scrive Fanpage, o una quota stabile che il centrodestra regalerebbe all’opposizione correndo senza Vannacci? La seconda: con un vantaggio di mezzo punto e un 28% di indecisi e astenuti dichiarati, la coalizione può davvero permettersi di lasciare fuori sette punti? La terza riguarda Milano: se sabato il voto segreto restituisse una Lega ridimensionata, il dibattito su chi occupa lo spazio a destra di Fratelli d’Italia tornerebbe aperto, e Futuro Nazionale sarebbe l’unico interlocutore disponibile. Il sondaggio fotografa un sorpasso; chi lo rende stabile, o lo cancella, si decide nelle prossime settimane e non nei grafici.

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Carlotta De Marchi
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