Per mesi Elly Schlein ha ripetuto la stessa frase: prima il programma, poi il nome. Sabato Giuseppe Conte l’ha accontentata. Dal palco di Nova, al World Join Center di Milano, ha presentato i venti punti del programma del M5S e li ha chiamati «mandato». Poi ha aggiunto: «non pensate che sia disponibile a diluirlo, mi conoscete». Il programma c’è. È di uno solo, ed è già chiuso a chiave.
Il mandato arriva da una votazione online degli iscritti, che si chiude oggi, e da una sala con oltre mille persone. Conte è stato presidente del Consiglio due volte senza vincere un’elezione, ed è comprensibile che la parola gli piaccia: la scopre adesso, e la scopre con un clic. Il Tribuno annota: nella Nazione il mandato si prende alle urne. A Nova si prende con la password.
Dentro il pacchetto c’è il punto 17, «L’Italia ripudia la guerra»: no al piano Rearm EU, no al 5 per cento del Pil in sede NATO, basta armi a Kiev perché «allontanano la pace». Sul merito il Tribuno non solleva obiezioni: contro il riarmo di Bruxelles scriveva prima di Conte. Il problema è il destinatario. Il Pd ha votato ogni decreto di aiuti militari all’Ucraina, e già ad agosto Schlein aveva risposto a Conte con tre parole: «non funziona così». Allora la linea sulle armi era il primo scontro vero del campo largo. Oggi è la clausola 17 di un contratto firmato da una parte sola.
Poi la coreografia. Chiara Appendino sfida gli alleati: «se qualcuno ha paura di fare le primarie, ed è chi le ha inventate, cioè il Partito Democratico, ce lo dica». Il sondaggio Ipsos-Doxa dà Conte al 38 per cento e Schlein al 22. In sala ovazione per Francesca Albanese e boato quando Conte pronuncia il nome di Alessandro Di Battista, invitato a tornare. Da Foligno la segretaria risponde con la formula di sempre: prima il programma comune.
Il Tribuno ha già visto le primarie diventare inutili e poi tornare utili al primo sondaggio, ha visto una platea scrivere il programma con un cartello, e intanto Grillo prepara la sua lista dal podcast. Stavolta il programma lo ha scritto un uomo solo, e lo ha dichiarato intoccabile prima ancora di sedersi al tavolo.
C’è un’immagine antica che calza. Nell’Iliade il re Preto manda Bellerofonte dal suocero con una tavoletta sigillata: dentro ci sono i segni che ordinano di uccidere il latore. Bellerofonte la porta, la consegna, non la legge. Schlein andrà al tavolo del campo largo con i venti punti di Nova sotto il braccio. Sigillati. Con il punto 17 dentro.
Il Tribuno non ha consigli, solo un dubbio. Se il mandato non si diluisce, che cosa resta da discutere al tavolo delle primarie del campo largo? Il colore delle sedie. Ave atque vale.
Fonti
- ANSA – Conte avverte gli alleati: «Il mandato di Nova è chiaro, sulle armi non cedo»
- Il Fatto Quotidiano – Nei 20 punti del programma 5 Stelle nessuno sconto a Schlein sull’Ucraina
- Il Giorno – Conte avverte il campo largo, Appendino sfida il Pd sulle primarie
- Secolo d’Italia – Conte alza la posta con Schlein: sulle armi non cedo

