C’è un quadro di Goya che tutti conoscono e nessuno appenderebbe in salotto: Saturno che divora i figli. Beppe Grillo lo ha appeso ieri nel posto più intimo che la politica conosca oggi, lo stato di WhatsApp. Al posto delle cinque stelle, uno zero spaccato: “Movimento Zero Stelle”. Il padre guarda la creatura e la dichiara vuota.
Solo che qui la storia è andata al contrario. Il figlio adottivo, Giuseppe Conte, il padre lo ha già digerito da un pezzo: statuto riscritto, garante rimosso, simbolo finito in tribunale. E adesso il padre torna a reclamare il conto.
Le voci dei fedelissimi dicono una cosa precisa: Grillo prepara un nuovo partito, una lista alle politiche collocata “a sinistra del campo progressista”. Non contro Meloni, che al fondatore non interessa da anni. Contro Conte, e contro il campo largo che Conte vorrebbe guidare. Il fondatore rientra per fare al Movimento ciò che il Movimento fece al Pd nel 2013: togliergli i voti da sinistra.
Il Tribuno registra la geografia. Dieci anni fa il Movimento si vantava di non essere né di destra né di sinistra. Oggi il suo padre, per fare un dispetto all’erede, deve piazzarsi a sinistra del Pd e persino a sinistra di Avs, in uno spazio già affollato prima che il Movimento nascesse. Una lista di Grillo a sinistra del campo largo non è una linea politica. È un indirizzo di ripicca.
Poi c’è la tribuna. Il 21 settembre, all’indomani della festa pentastellata Nova, Grillo riapparirà nel podcast di Fedez e Mr Marra. L’uomo che fondò un partito dal proprio blog, che disprezzava i salotti televisivi, che predicava l’uno vale uno contro le celebrità, sceglie per il ritorno il divano di un rapper. La trasmissione si chiama Pulp. Titolo che non ha bisogno di commento.
E il simbolo? L’udienza sulla titolarità delle cinque stelle è slittata a gennaio, cioè a elezioni forse già convocate. Grillo lo sa. Per questo la battaglia si sposta dal tribunale al deposito dei contrassegni: se le stelle non tornano, se ne fa uno nuovo, sottraendole una a una fino allo zero.
Il Tribuno non parteggia, nota solo l’aritmetica. Il Pd che invoca le primarie del campo largo, il Movimento che le teme, Renzi che apre la Leopolda, e ora un fondatore vicino agli ottanta che promette di piantarsi tra le due colonne della coalizione con una lista senza nome, senza struttura e senza stelle. A luglio aveva avvisato: si sono montati la testa senza leggere le istruzioni. Il guaio è che le istruzioni le aveva scritte lui, e prevedevano il limite dei due mandati, non un terzo giro del garante.
Saturno, nel quadro, ha gli occhi sbarrati. Non è ferocia: è la faccia di chi non riesce a smettere. Ave atque vale.
Fonti
- Il Tempo — Beppe Grillo torna in campo: lista “a sinistra del campo largo” per le prossime politiche
- il Giornale — Beppe Grillo prepara il ritorno in campo con un nuovo partito e attacca Conte
- La Notizia — Grillo vuole guastare la festa al campo largo

