C’è una regola non scritta della politica che molti dirigenti continuano ostinatamente a ignorare: un leader di rottura non si combatte fingendo che non esista.
Eppure è esattamente ciò che sta accadendo con Roberto Vannacci.
Il fenomeno Vannacci e la strategia di chi prova a fermarlo
Da mesi una parte della politica e dell’informazione tenta di affrontare il fenomeno Vannacci attraverso scomuniche, allarmi, accuse, richieste di isolamento e veti preventivi. Raramente, però, si entra nel merito delle sue proposte. Raramente si cerca di smontarne le tesi con argomenti politici. Molto più spesso si punta sulla delegittimazione personale o sull’esclusione.
Il risultato?
Vannacci continua a crescere.
Perché Vannacci cresce: i numeri di una tendenza costante
I numeri raccontano una storia difficile da contestare. A febbraio il suo nuovo soggetto politico veniva accreditato tra l’1,6% e il 4% a seconda degli istituti demoscopici. Pochi mesi dopo era già al 4,3%. Poi al 4,6%. Poi al 4,8%. Oggi alcune rilevazioni lo collocano oltre il 5%, ormai a ridosso di partiti storici presenti in Parlamento da decenni. Non stiamo parlando di una fiammata di pochi giorni ma di una tendenza progressiva e costante.
Perché Vannacci è percepito come un soggetto antisistema
La ragione è semplice.
Vannacci non è percepito dall’elettorato come un uomo di governo. Non è considerato parte dell’establishment. Non rappresenta una struttura consolidata. Piaccia o non piaccia, viene visto come un soggetto di rottura.
E i soggetti di rottura si alimentano proprio del conflitto con il sistema.
Quando vengono esclusi, sostengono di essere censurati.
Quando vengono attaccati, sostengono di dare fastidio.
Quando vengono ignorati, sostengono che qualcuno abbia paura delle loro idee.
Ogni tentativo di marginalizzazione finisce così per rafforzare il racconto che propongono ai loro sostenitori.
È un meccanismo che la sociologia politica conosce bene. Gli elettori che scelgono forze antisistema non cercano necessariamente il consenso delle élite. Anzi, spesso interpretano l’ostilità delle élite come una conferma della bontà della propria scelta.
Per questo motivo il continuo tentativo di isolare Vannacci rischia di trasformarsi nel suo più efficace strumento di propaganda.
Come si può contrastare davvero il fenomeno Vannacci
Se davvero si vuole limitarne la crescita esiste una sola strada: affrontarlo sul terreno politico.
Rispondere alle sue proposte.
Contestare i suoi numeri.
Smontare le sue argomentazioni.
Dimostrare eventuali contraddizioni.
Invece gran parte del dibattito continua a ruotare attorno alla sua persona, alimentando esattamente quella centralità mediatica che un leader emergente desidera ottenere.
Il paradosso è evidente. Chi vorrebbe ridurne il peso politico contribuisce quotidianamente ad aumentarlo.
E mentre gli avversari discutono se sia opportuno invitarlo, allearsi con lui o escluderlo, i sondaggi continuano a registrare una crescita che, settimana dopo settimana, appare tutt’altro che occasionale.
Vannacci si sconfigge con le idee, non con l’isolamento
La vera domanda, quindi, non è se Vannacci abbia ragione o torto.
La vera domanda è se chi lo combatte abbia capito la natura del fenomeno che sta cercando di contrastare.
Perché la storia politica insegna una lezione molto semplice: i leader di rottura raramente vengono sconfitti dall’emarginazione. Molto più spesso vengono sconfitti quando qualcuno riesce a convincere i loro elettori che esistono risposte migliori delle loro.
Fonti
Il Sole 24 Ore — Vannacci cresce nei sondaggi ai danni della Lega
il Nord Est — Sondaggi SWG: Futuro Nazionale aggancia la Lega
Corriere Adriatico — Vannacci supera la Lega e arriva quasi al 6% (YouTrend)

