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Il contributo determinante di Ungheria e Serbia nella lotta all’immigrazione illegale

7 Lug 2023 - Europa

Il contributo determinante di Ungheria e Serbia nella lotta all’immigrazione illegale

Il premier ungherese Viktor Orban ha sottolineato il ruolo cruciale svolto da Ungheria e Serbia nella lotta contro l’immigrazione illegale e nel frenare gli incessanti flussi lungo la rotta balcanica. Secondo Orban, senza l’azione di controllo di questi due Paesi, l’Europa si troverebbe ad affrontare centinaia di migliaia di migranti in più.

La conferenza stampa a Vienna

Durante una conferenza stampa congiunta a Vienna al termine di un incontro trilaterale con il cancelliere austriaco Karl Nehammer e il presidente serbo Aleksandar Vucic, Orban ha evidenziato il ruolo di primo piano di Ungheria e Serbia nella difesa dei confini esterni dell’Europa. Ha sottolineato che su 330.000 migranti fermati alle frontiere ungheresi, ben 270.000 sono stati bloccati al confine con la Serbia.

Orban ringrazia la Serbia

Orban ha ringraziato il presidente Vucic per la loro collaborazione e per gli sforzi compiuti a beneficio dell’Europa. Senza l’Ungheria e la Serbia, ha affermato, paesi come l’Austria, la Germania e i Paesi Bassi avrebbero affrontato un numero significativamente maggiore di migranti rispetto a quello attuale.

Ungheria e Serbia difendono l’Europa

Il premier ungherese ha evidenziato la posizione particolare dell’Ungheria, situata in prossimità dell’Ucraina, dove è in corso una guerra e dove i flussi migratori sono molto intensi. Ha affermato che Ungheria e Serbia difendono l’intera Europa lungo le frontiere esterne e senza di loro ci sarebbero gravi problemi.

Critiche sulla gestione dell’immigrazione

Orban ha ribadito le sue critiche nei confronti dell’Unione Europea riguardo alla gestione dell’immigrazione. Ha osservato che a Bruxelles sono state prese decisioni sulle quote migratorie che rappresentano un aiuto per l’Italia, ma un problema per l’Austria. Ha sottolineato che nessuno può entrare in Ungheria senza passare attraverso una procedura d’asilo, e che il sistema efficace dell’Ungheria non sarà sostituito da un sistema inefficace di Bruxelles. “Noi non ci difendiamo solo dai migranti, ma anche da Bruxelles”, ha affermato.

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