Cosa propone Bardella sull’ordine pubblico lo ha detto lui stesso, lunedì 19 ottobre, in una conferenza stampa nella sede del Rassemblement National dal titolo «Face au chaos, la France en ordre». Due annunci in uno: né lui né Marine Le Pen andranno alla riunione dei capi di partito voluta da Emmanuel Macron e Sébastien Lecornu dopo le violenze del 17 ottobre, e il RN mette sul tavolo il proprio pacchetto sicurezza. In altre parole, la destra francese non si siede al tavolo dell’Eliseo: detta la sua agenda da fuori.
Il boicottaggio del vertice
La riunione dei capi di partito era stata evocata da Macron domenica sera, ma secondo quanto riferito dall’AFP la data non è ancora stata fissata. Bardella ha fatto sapere che il RN sarà «molto certamente rappresentato da uno dei suoi vicepresidenti». Né il presidente del partito né la sua candidata all’Eliseo, dunque.
Il messaggio politico è chiaro. Bardella ha parlato, secondo l’agenzia francese, di una «faillite sécuritaire et politique sans précédent» e di un potere che «deserta e crolla su se stesso». Mentre Macron respingeva le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nuñez e Lecornu chiedeva ai prefetti coprifuoco localizzati, il RN sceglieva di non prestare la propria presenza a un’unità nazionale che giudica tardiva.
Il pacchetto ordine del Rassemblement National
Le misure annunciate da Bardella, secondo quanto riportato dalle dirette di AFP e France 24, sono quattro. Abbassamento dell’età della responsabilità penale a 16 anni. Sospensione degli assegni familiari per le «famiglie di delinquenti recidivi». Obbligo di risarcire i danni per chi viene riconosciuto colpevole. Divieto per i fichés S, gli schedati per radicalizzazione, di partecipare ai raduni.
Su quest’ultimo punto Bardella ha indicato il modello: il trattamento «applicato con successo» contro gli hooligan, esteso alle «migliaia di militanti di ultra-sinistra fichés S». L’obiettivo dichiarato è «proteggere il diritto di manifestare dei francesi pacifici di fronte alla violenza». Il presidente del RN ha anche chiesto una cooperazione più stretta tra Stato e piattaforme di rivendita online per rintracciare chi tenta di piazzare la merce saccheggiata nel fine settimana.
L’attacco a Mélenchon: «Il suo obiettivo è la guerra civile»
La parte più dura della conferenza stampa è stata riservata a La France Insoumise. Bardella ha definito l’ultra-sinistra «il cancro della nostra democrazia» e ha accusato LFI di averne fatto il proprio «braccio armato». Ha chiesto a Jean-Luc Mélenchon e ai suoi eletti di condannare le violenze e di dire se stanno «dalla parte della Repubblica» o «dalla parte dell’insurrezione e della guerra civile».
Poi l’affondo: «L’obiettivo di Mélenchon non è essere presidente della Repubblica, è la guerra civile in Francia». E una richiesta che va oltre i confini nazionali: la Francia, secondo Bardella, dovrebbe chiedere l’inserimento dei gruppi di ultra-sinistra nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea. Il RN, infine, ha chiesto al governo garanzie di sicurezza per il proprio congresso del prossimo fine settimana a Orléans.
Il contesto: il 17 ottobre e l’«atto II»
Il pacchetto arriva a quarantotto ore dalla giornata che ha cambiato il clima politico francese. Il 17 ottobre ha portato oltre 1.200 fermi e il municipio di Limoges in fiamme, mentre i cortei sindacali, con 550.000 persone secondo il ministero dell’Interno, si sono svolti in gran parte senza incidenti. Il giorno dopo era già cominciata la resa dei conti, come raccontato nell’articolo su Lecornu e Le Pen che puntano il dito su Mélenchon.
E non è finita. Secondo le dirette di Europe 1 e BFM, la coordinazione dei gilet gialli del 17 ottobre ha annunciato un «atto II» per sabato prossimo. A Marseille il prefetto ha vietato ogni raduno per l’intera giornata di lunedì. Il vertice di Macron, quando si terrà, dovrà fare i conti con una piazza che ha già fissato la prossima data.
Roma e Parigi, lo stesso giorno
Il parallelo con l’Italia è nelle date. Mentre Bardella parlava, Giorgia Meloni riuniva il governo a Palazzo Chigi sull’ordine pubblico, dopo il secondo giorno di saccheggi in piazza Duomo a Milano e la nascita di un Movimento 17 ottobre che promette la piazza ogni sabato.
La differenza sta nella posizione. A Roma la destra governa e stringe: il vertice lo convoca lei. A Parigi la destra è all’opposizione e alza il prezzo: il vertice lo diserta e presenta il proprio programma come alternativa a quello dell’Eliseo. Ma il terreno è lo stesso, e la lettura che ne dà il RN, un’ultra-sinistra organizzata che usa le piazze del caro vita come copertura, è la stessa che circola nel centrodestra italiano.
Se ne era scritto quando l’Europa ha cominciato a bruciare da Milano a Parigi: la risposta alla crisi dell’ordine pubblico, in questa fase, la stanno scrivendo le destre. Con una differenza non piccola. Meloni deve rispondere dei risultati. Bardella, per ora, deve solo chiedere.
Fonti
- AFP via Le Matin – Violences en France: Le Pen et Bardella boycotteront la réunion des chefs de parti
- Boursorama – EN DIRECT: Macron refuse la démission de Nuñez, Lecornu demande des couvre-feux
- France 24 – En direct: Lecornu annonce des couvre-feux «localisés»
- Europe 1 – En direct: la coordination des gilets jaunes du 17 octobre annonce un «acte II»

