Trump alza il livello: Antifa nel mirino
Donald Trump ha confermato di voler designare Antifa e altri gruppi della sinistra radicale come terroristi interni. «È qualcosa che farei, sì. Ho parlato con il Procuratore Generale Pam Bondi per valutare l’applicazione della legge RICO contro chi finanzia l’agitazione con milioni e milioni di dollari», ha dichiarato dallo Studio Ovale. Un annuncio che segna l’inizio di una nuova fase nello scontro con chi fomenta violenza politica negli Stati Uniti.
Chi sono gli Antifa
Il movimento Antifa nasce con l’etichetta di “anti-fascista”, ma nei fatti si è distinto negli anni per scontri di piazza, vandalismi, aggressioni e intimidazioni. «Abbiamo alcuni gruppi piuttosto radicali, e se la sono cavata con un omicidio», ha detto Trump, evidenziando il salto di pericolosità che impone risposte più severe rispetto al passato.
Cos’è la legge RICO
La RICO Act (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act) è una legge federale introdotta nel 1970 per combattere le mafie e le organizzazioni criminali complesse. La sua forza sta nel consentire alle autorità di perseguire non solo gli autori diretti dei reati, ma anche chi partecipa o finanzia in modo sistematico l’organizzazione. Applicare la RICO ad Antifa significherebbe trattare i gruppi radicali e i loro sostenitori come un’impresa criminale organizzata, con pene severe e confische patrimoniali. Non si punirebbero solo i singoli episodi di violenza, ma l’intera rete che li sostiene.
Una mossa politica e di sicurezza
Trump manda così un doppio messaggio: da un lato, riafferma la centralità della legge e dell’ordine; dall’altro, avverte che non saranno più tollerati i finanziatori occulti che alimentano il caos nelle città americane. È un cambio di prospettiva radicale: non più tolleranza verso le “zone franche” della sinistra radicale, ma un approccio federale che equipara il sostegno agli Antifa al sostegno a organizzazioni mafiose.
Il valore simbolico del funerale di Charlie Kirk
Il presidente ha anche confermato la sua presenza domenica a Phoenix, in Arizona, al funerale di Charlie Kirk, leader conservatore assassinato. «Avremo uno stadio, credo sarà affollato. Porterò un intero aereo di persone», ha spiegato. Un omaggio che assume un significato politico preciso: la lotta contro la violenza ideologica non si fermerà e diventerà parte integrante della nuova stagione americana.