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Santanchè si salva dalla sfiducia, la maggioranza respinge la mozione del M5S

26 Lug 2023 - Italia

Santanchè si salva dalla sfiducia, la maggioranza respinge la mozione del M5S

Il Senato ha respinto con 162 voti contrari e 116 favorevoli la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro del Turismo Daniela Santanchè, presentata dal Movimento 5 Stelle e sostenuta da Pd-AVS.

Il Terzo Polo ha abbandonato l’Aula prima del voto, mentre il resto della maggioranza ha fatto fronte comune per difendere la ministra, travolta dalle accuse di irregolarità fiscali e bancarie relative alle sue aziende.

La mozione si basava sull’inchiesta della trasmissione Report che aveva ricostruito una serie di vicende intricate riguardanti le presunte evasioni fiscali e le false fatturazioni commesse dalle società Visibilia e Visibilia Banca, di cui Santanchè è stata amministratrice e azionista.

Inoltre, il M5S contestava alla ministra di aver mentito in Aula sul fatto di aver ricevuto o meno un avviso di garanzia dalla Procura di Milano.

Nel suo intervento in Senato, Santanchè ha ribadito di aver detto la verità e di non aver ricevuto alcuna informazione o avviso di garanzia al momento della sua informativa del 5 luglio. Ha anche sostenuto di non comprendere una mozione di sfiducia che non riguarda il suo operato da ministro, ma fatti antecedenti al suo giuramento e per i quali ha già chiarito in quest’Aula tutta la verità. Ha infine definito l’inchiesta di Report una “pseudo-giornalistica” e ha accusato il M5S di fare una “caccia alle streghe”.

I senatori del M5S hanno replicato alla ministra sottolineando le sue contraddizioni e le sue responsabilità politiche e morali. Hanno anche ricordato che Santanchè potrebbe essere a breve iscritta anche per un’altra ipotesi di reato, quella di truffa aggravata ai danni dello Stato. Hanno quindi chiesto al presidente del Consiglio Mario Draghi di intervenire per salvaguardare la credibilità del governo.

Anche i senatori del Pd-AVS hanno espresso il loro sostegno alla mozione, ritenendo che Santanchè abbia perso la fiducia dell’opinione pubblica e che il suo caso sia una macchia per l’immagine dell’Italia nel mondo.

Hanno inoltre criticato l’atteggiamento della maggioranza, che ha blindato la ministra senza ascoltare le ragioni dell’opposizione.

Il Terzo Polo, invece, ha deciso di non partecipare al voto, ritenendo che la mozione fosse un atto politico e non giudiziario. Il capogruppo di Azione-Italia Viva Carlo Calenda ha dichiarato che la questione Santanchè andrebbe affrontata in sede giurisdizionale e non parlamentare, e ha invitato la ministra a fare chiarezza sulle sue vicende personali.

Infine, i senatori della maggioranza hanno difeso con forza la ministra, sostenendo che non ci sono elementi per mettere in discussione la sua fiducia e che le accuse sono infondate o pretestuose. Hanno anche attaccato il M5S per aver usato la mozione come uno strumento di propaganda elettorale e per aver violato il principio della presunzione di innocenza.

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