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Il Mosaico di Mosca: La Scomparsa, l’Esistenza e l’Insurrezione del Gruppo Wagner

14 Lug 2023 - Geopolitica

Il Mosaico di Mosca: La Scomparsa, l’Esistenza e l’Insurrezione del Gruppo Wagner

Era un freddo pomeriggio a Mosca quando il Presidente russo, con un cenno della testa e uno sguardo di sfida, dichiarò al mondo che il Gruppo Wagner “semplicemente, non esiste”. Queste parole, pronunciate durante un’intervista al quotidiano Kommersant, non erano solo una smentita, ma una linea tracciata sulla sabbia, un punto di rottura in una storia che sembrava divenire sempre più intricata.

Con la sua affermazione, Putin dava una svolta a una saga che si stava evolvendo con la stessa impraticabilità di una strada in rovina. L’insurrezione fallita del Gruppo Wagner, guidata dal capo Yevgeny Prigozhin, aveva rappresentato la più seria minaccia al potere di Putin in 23 anni, proprio nel mezzo della guerra in Ucraina.

Nel corso dell’intervista, Putin ha fornito dettagli sorprendentemente rivelatori di un incontro segreto al Cremlino, che avrebbe coinvolto 35 comandanti Wagner, cinque giorni dopo il colpo di stato fallito. L’incontro, a cui partecipò anche Prigozhin, era avvenuto in una nebbia di incertezza e di timore, ma per Putin era stato un’opportunità per presentare un’offerta di tregua: le truppe di Wagner avrebbero potuto rimanere in Ucraina sotto la guida del loro comandante, Andrey Troshev.

Troshev, meglio conosciuto con il nome di battaglia “Sedoy”, era una figura importante all’interno di Wagner, con un’esperienza notevole nel campo di battaglia. In cambio della sua fedeltà, Putin avrebbe permesso a Wagner di continuare a servire come sempre. Ma la proposta, a quanto pare, fu respinta da Prigozhin.

In seguito a questa sequenza di eventi, il destino di Prigozhin e del Gruppo Wagner è avvolto da un alone di mistero. Le indiscrezioni si sono rincorse, compresi i rapporti sulla salute precaria di Prigozhin e il suo sospetto ritiro dalla vista pubblica. Le domande sul futuro del Gruppo Wagner rimangono aperte, sebbene il Pentagono abbia confermato che il gruppo non sta partecipando in modo significativo alle operazioni militari in Ucraina.

È qui che ci ritroviamo ora, in un limbo di incertezze e segreti non rivelati. La verità sulla ribellione del Gruppo Wagner e sulle dichiarazioni di Putin sono sospese tra la realtà e la finzione, un mosaico complesso che riflette il caos e l’intrigo della politica di Mosca. Come un puzzle con pezzi mancanti, la storia continua a svilupparsi, lasciandoci a chiederci quale sarà la prossima mossa di Putin e quale sarà il destino del Gruppo Wagner.

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