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Italia

Decreto sicurezza è legge: il metodo del “correttivo contestuale” tra Governo e Quirinale

Redazione - Il Politico

Camera approva con 162 sì, Mattarella promulga e firma in giornata anche il decreto correttivo. Oltre lo scontro sull'articolo 30-bis, il provvedimento ridisegna concorsi delle forze dell'ordine, tutele legali per gli agenti e poteri di spesa dei Comuni.

Riassunto dell'articolo

Il decreto sicurezza n. 23 del 2026 è stato approvato dalla Camera il 24 aprile 2026 con 162 voti favorevoli e contestualmente integrato da un decreto correttivo che modifica l'articolo 30 bis sui rimpatri volontari assistiti, recependo i rilievi tecnici del Presidente Mattarella. Il provvedimento introduce nuove misure su violenza giovanile, sicurezza urbana, DASPO, occupazioni di immobili, gratuito patrocinio per stranieri e funzionalità delle forze di polizia, con un onere certificato di 50,5 milioni nel 2026. Si tratta del primo caso nella storia repubblicana di decreto correttivo contestuale alla legge di conversione, firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno.

Il decreto sicurezza è diventato legge il 24 aprile 2026 con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto alla Camera dei deputati. A meno di un’ora dal voto finale, un Consiglio dei ministri lampo ha approvato il decreto correttivo sull’articolo 30 bis dei rimpatri volontari assistiti, recependo i rilievi tecnici del Quirinale. Sergio Mattarella ha promulgato la legge di conversione e contestualmente emanato il nuovo decreto-legge nel pomeriggio dello stesso giorno. La cronaca delle ultime settantadue ore racconta uno scontro istituzionale risoltosi con un meccanismo procedurale che merita attenzione tanto quanto i contenuti del provvedimento stesso.

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Decreto sicurezza: cosa prevede il testo approvato il 24 aprile 2026

Il decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026, varato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio dopo l’omicidio di Rogoredo e la guerriglia urbana a Torino conseguente allo sgombero del centro sociale Askatasuna, si compone di 33 articoli originari diventati 38 dopo l’esame parlamentare. Le finalità dichiarate nel preambolo sono quattro: contrasto ai reati in materia di armi e violenza giovanile, potenziamento della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico, disposizioni sulle indagini in presenza di cause di giustificazione, misure per la funzionalità delle forze di polizia e in materia di immigrazione.
Sul piano finanziario, gli oneri certificati dalla Ragioneria generale dello Stato valgono 50,5 milioni di euro nel 2026, con una proiezione decennale che supera i cento milioni. La fetta più consistente arriva dall’articolo 6 sulla sicurezza urbana: 48 milioni complessivi, di cui 19 destinati alla videosorveglianza comunale e 29 al fondo sicurezza urbana. L’articolo 18, che anticipa al 2027 il concorso per 2.400 ispettori superiori della Polizia di Stato, produce una spesa di 7,6 milioni nel 2027 e 4,8 milioni annui per gli straordinari fino al 2034.

Articolo 30 bis: perché Mattarella ha chiesto la correzione

L’articolo 30 bis, introdotto durante l’esame al Senato con un emendamento di maggioranza, riconosceva un compenso di 615 euro agli avvocati che assistono cittadini stranieri nei programmi di rimpatrio volontario assistito, condizionandolo all’effettiva partenza del migrante. Il Consiglio nazionale forense ha espresso opposizione netta, lamentando il mancato coinvolgimento nelle consultazioni. Il rilievo tecnico decisivo è arrivato però dal Quirinale: legare il compenso del difensore al risultato favorevole alla pubblica amministrazione configurerebbe un possibile contrasto con il diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione, oltre a una potenziale fattispecie di “infedele patrocinio” definita da alcuni costituzionalisti come strutturalmente problematica.
Il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano è salito al Colle lunedì 21 aprile per un confronto diretto con il Capo dello Stato. Di fronte al rischio concreto che Mattarella non controfirmasse il provvedimento, il governo ha innestato la retromarcia. La modifica in corsa attraverso emendamento parlamentare avrebbe richiesto una terza lettura al Senato impossibile da chiudere entro la scadenza del 25 aprile, con conseguente decadenza dell’intero decreto.

Decreto correttivo sui rimpatri: cosa cambia rispetto al testo originario

Il decreto-legge “Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti”, approvato in Consiglio dei ministri sotto la presidenza del vicepremier Antonio Tajani mentre Giorgia Meloni era impegnata al vertice di Cipro, modifica tre elementi qualificanti dell’articolo 30 bis. Il primo: l’assistenza al rimpatrio non è più riservata esclusivamente agli avvocati ma estesa a tutti i rappresentanti muniti di mandato, inclusi mediatori culturali, associazioni e onlus convenzionate con il Viminale. Il secondo: il compenso non è più subordinato alla partenza effettiva del migrante ma alla conclusione del procedimento amministrativo. Il terzo: scompare il riferimento esplicito al Consiglio nazionale forense come soggetto collaboratore.
Le risorse stanziate aumentano da 246mila a 281.055 euro per il 2026 e da 492mila a 561.495 euro annui per il biennio 2027-2028, per un totale di circa 1,4 milioni fino al 2028. La stima governativa ipotizza una remigrazione volontaria di circa 800 persone l’anno, contro le 330 annue registrate nel triennio 2023-2025.

Quanti precedenti di decreto contestuale esistono nella storia repubblicana

La premier Meloni, parlando da Cipro, ha respinto l’accusa di “pasticcio istituzionale” sostenendo l’esistenza di precedenti. La rilevazione dell’agenzia ANSA conferma quattro casi nella storia repubblicana di decreti correttivi adottati per intervenire su misure non ancora entrate in vigore. Tre riguardavano correzioni ad articoli di leggi finanziarie. Il caso del 24 aprile 2026 rappresenta l’unico precedente di contestualità piena: legge di conversione e decreto correttivo firmati nello stesso pomeriggio dal Capo dello Stato e pubblicati insieme in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di un meccanismo procedurale che richiede una condizione politica precisa: la disponibilità del Quirinale a controfirmare entrambi i provvedimenti garantendone l’entrata in vigore simultanea, e la disponibilità del governo a riconoscere pubblicamente la fondatezza dei rilievi senza far cadere l’impianto generale del decreto principale. Il correttivo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro fine giugno, partendo dal Senato; in caso di mancata conversione, tornerebbe in vigore la formulazione originaria dell’articolo 30 bis.

Le misure oltre il 30 bis: forze dell’ordine, baby gang, sicurezza urbana

Il dibattito pubblico concentrato sulla polemica del 30 bis ha oscurato l’intera architettura del provvedimento. Sul fronte della violenza giovanile, il decreto sicurezza introduce una sanzione pecuniaria a carico dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale qualora un minore di diciotto anni commetta reati di porto abusivo di armi. Viene inoltre disposto il divieto di vendita o cessione a minori di strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, una misura nata dopo i casi di cronaca legati alle aggressioni con coltelli nelle aree urbane.
L’articolo 4 amplia il DASPO urbano e l’ordine di allontanamento, estendendoli alle nuove “zone a vigilanza rafforzata” individuate dal prefetto. Vengono potenziati i poteri del questore con discipline specifiche per soggetti recidivi e pericolosi. L’articolo 3 estende la confisca allargata al reato di rapina aggravata e alla nuova ipotesi di rapina aggravata di gruppo, ricomprende nel furto con strappo anche le sottrazioni con destrezza di mezzi di pagamento e dispositivi elettronici.
Per le forze dell’ordine, sale fino a 10mila euro per ciascuna fase del procedimento il tetto delle spese legali rimborsabili agli agenti indagati per fatti connessi al servizio. Viene autorizzato l’uso di bodycam durante i servizi di mantenimento dell’ordine pubblico. Una novità rilevante riguarda la deroga ai vincoli di spesa dei Comuni: i proventi dell’imposta di soggiorno, delle multe del codice della strada e del fondo sicurezza urbana possono essere destinati anche al pagamento degli straordinari della polizia municipale e ad assunzioni a tempo determinato di personale di polizia locale, in deroga ai limiti ordinari di finanza pubblica.

Articolo 18 e nuovi concorsi: 2.400 ispettori superiori entro il 2027

L’intervento sull’assetto delle forze di polizia rappresenta una delle componenti meno discusse ma più strutturali del provvedimento. Il concorso per 2.400 ispettori superiori della Polizia di Stato viene anticipato al 2027 e trasformato in concorso per soli titoli, riservato al personale interno con almeno quattro anni di servizio effettivo. Fino al 31 dicembre 2027 i concorsi per ispettori vengono riservati ai laureati. Il mandato del vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri viene fissato a due anni, quello del comandante generale della Guardia di finanza prorogato al 31 dicembre 2026.
L’articolo 21-bis introdotto al Senato modifica gli avanzamenti di carriera nella Guardia di finanza prevedendo, come causa di esclusione dalle promozioni, la sentenza di condanna in primo grado, il patteggiamento o il decreto penale di condanna esecutivo per delitto non colposo. Si tratta di un irrigidimento dei requisiti di integrità che incide direttamente sui meccanismi di selezione delle carriere.

Cosa cambia per i cittadini: occupazioni, blocchi stradali, gratuito patrocinio

Il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, introdotto dal precedente pacchetto sicurezza del 2025, viene rafforzato con la possibilità per la polizia giudiziaria di ordinare il rilascio immediato dell’immobile in casi di flagranza, anche in assenza di un provvedimento del giudice. Il blocco stradale o ferroviario resta illecito penale punito con un mese di carcere e fino a 300 euro di multa, con pena che sale da sei mesi a due anni se commesso da più persone riunite.
Il comma 3 dell’articolo 29 abroga la norma del Testo unico spese di giustizia che consentiva di ottenere un avvocato a spese dello Stato anche fuori dai limiti reddituali ordinari per chi impugna provvedimenti di espulsione. Dall’entrata in vigore del decreto, lo straniero che impugna l’espulsione dovrà rientrare nella disciplina ordinaria del gratuito patrocinio e dimostrare il requisito reddituale secondo le regole comuni. La misura si combina con la possibilità di trattenimento diretto in CPR senza nuovo provvedimento in caso di violazione reiterata degli ordini di espulsione.

Il significato politico del metodo Quirinale-Governo

Il vero punto di interesse di questa vicenda non sta nel merito dell’articolo 30 bis ma nella procedura adottata per risolverlo. Il sistema istituzionale italiano ha funzionato secondo il disegno costituzionale: un Capo dello Stato che esercita il proprio potere di moral suasion attraverso rilievi tecnici, un governo che li recepisce senza far decadere il provvedimento, un Parlamento che mantiene la propria funzione attraverso la conversione successiva del correttivo. La sostanza politica del decreto sicurezza, ovvero il rafforzamento dell’azione amministrativa contro la criminalità urbana e l’irregolarità migratoria, viene preservata. La forma giuridica viene corretta laddove presentava profili di criticità costituzionale.
Resta aperta una questione di metodo legislativo che riguarda la prassi sempre più diffusa di approvare decreti-legge con il vincolo della fiducia parlamentare in tempi compressi, riducendo lo spazio di emendamento sostanziale. È un problema strutturale del sistema italiano che attraversa governi di ogni colore e che il caso del decreto sicurezza ripropone con particolare evidenza, ma che non può essere addebitato esclusivamente all’attuale esecutivo. La scadenza dei sessanta giorni costituzionali per la conversione costringe a procedure d’urgenza che il decreto correttivo contestuale, in questo specifico caso, ha trasformato in occasione di mediazione istituzionale anziché di rottura.

Fonti

Normattiva – Decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, testo integrale
Camera dei Deputati – Dossier D.L. 23/2026
Il Sole 24 Ore – Sicurezza, ok del Cdm al decreto correttivo sui rimpatri
ANSA – Il decreto sicurezza è legge con 162 sì
Euronews – Il decreto sicurezza è legge: via libera della Camera e correzione lampo
Editoriale Domani – Mattarella promulga la legge ed emana il decreto correttivo
CityNext – Decreto Sicurezza, ok definitivo della Camera
Secolo d’Italia – Dl Sicurezza: la stretta su baby gang e immigrazione è legge
Sistema Penale – Decreto sicurezza in Gazzetta Ufficiale

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