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Cooperazione Strategica tra Turchia e Iraq per Combattere il Separatismo Curdo

23 Apr 2024 - Medio Oriente

In una mossa significativa, la Turchia intensifica le operazioni militari contro il PKK nel nord dell'Iraq, con 19 militanti uccisi, segnando una nuova fase di cooperazione con il governo iracheno per stabilizzare la regione e combattere il separatismo curdo.

Cooperazione Strategica tra Turchia e Iraq per Combattere il Separatismo Curdo

Turchia e Iraq Uniscono le Forze Contro i Separatisti Curdi del PKK

La Turchia ha intensificato le sue operazioni contro i miliziani separatisti curdi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nel nord dell’Iraq. Durante un’operazione militare recente, i militari turchi hanno ucciso 19 membri del PKK sulle montagne del nord dell’Iraq. Questa azione segue l’importante visita a Baghdad del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha incontrato il premier iracheno Mohammed Shia Al Sudani.

Dichiarazioni Concorde di Erdogan e Al Sudani a Baghdad

Il presidente turco, durante la sua visita, ha confermato che la Turchia e l’Iraq collaboreranno strettamente nella lotta contro il separatismo curdo. Erdogan ha evidenziato l’importanza di questa cooperazione, sottolineando che l’eliminazione del PKK porterà benefici all’intera regione. “Abbiamo parlato della lotta al PKK e abbiamo sottolineato che eliminare questa minaccia porterà benefici a tutta la regione”, ha dichiarato Erdogan. Il leader turco ha espresso apprezzamento per la decisione dell’Iraq di inserire il PKK nella lista delle organizzazioni terroristiche e ha ribadito l’impegno della Turchia a continuare la lotta, rispettando la sovranità dell’Iraq.

Cambio di Strategia e Creazione di una Zona Cuscinetto

La cooperazione tra Turchia e Iraq segna un cambiamento significativo rispetto agli ultimi anni, durante i quali le ripetute operazioni e raid aerei turchi hanno rafforzato i legami con il Kurdistan iracheno, una regione dominata dal clan Barzani. Ora, con il rinnovato impegno con il governo centrale di Baghdad, la Turchia è determinata a stabilire una zona cuscinetto profonda 30 km oltre il confine. Questa mossa è intesa a prevenire che Iraq e Siria diventino un rifugio per attività terroristiche, con Erdogan e Al Sudani concordi nel non volere che le loro nazioni diventino una “palude per terroristi”.

Queste azioni rappresentano un passo cruciale nella lotta contro il PKK, mirando a stabilizzare la regione e a ridurre la minaccia di separatismo che ha a lungo tormentato i rapporti tra la Turchia, il PKK e i vari attori regionali.

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