La Bulgaria sceglierà il nuovo presidente al ballottaggio del 1° novembre tra Iliana Iotova e Andrey Gyurov. Al primo turno di domenica 25 ottobre, con il 98,99% dei verbali scrutinati, la presidente uscente ha preso il 34,7% e l’ex premier ad interim il 32%, secondo i dati della Commissione elettorale centrale riportati dall’agenzia BTA.
Nessuno dei due ha raggiunto la soglia: per vincere al primo turno servono più della metà dei voti validi e un’affluenza superiore al 50% degli aventi diritto. Alle urne è andato circa un elettore su cinque, il dato più basso mai registrato in un’elezione presidenziale bulgara secondo l’Associated Press.
In palio c’è la collocazione della Bulgaria mentre al largo delle sue coste i droni affondano navi mercantili: Iotova chiede di trattare, Gyurov di stringersi alla NATO.
I numeri del primo turno
Il terzo posto va a Kostadin Kostadinov, leader di Rinascita (Vazrazhdane), con il 12,6%. Seguono Radostin Vasilev al 4,6% e Ivelin Mihaylov al 3,8%; il 4,4% degli elettori ha scelto l’opzione «non sostengo nessuno». Sulla scheda c’erano 27 coppie di candidati presidente e vicepresidente, un record.
Le stime della sera avevano fotografato la stessa corsa a due, ma non tutte con lo stesso ordine. I conteggi paralleli di Alpha Research e Myara davano Iotova avanti, rispettivamente 34,6% contro 32,7% e 35% contro 31,9%. Quello di Market Links dava invece Gyurov in testa, 33,5% contro 32,7%.
Il distacco è molto più stretto di quanto prevedessero i sondaggi della vigilia: Alpha Research dava Iotova al 41% e Gyurov al 28%, Market Links addirittura 47,3% contro 30,6%. Tra i bulgari all’estero, con il 96,57% dei verbali scrutinati, Gyurov vince nettamente: circa 45,2% contro 23,1%.
L’affluenza e l’assenza del GERB
Le agenzie demoscopiche stimano l’affluenza intorno al 22%. Alle 16 la Commissione elettorale centrale la misurava al 16,04%, contro il 24,12% alla stessa ora delle presidenziali del 2021.
Sul crollo ha pesato la scelta del GERB-SDS, seconda forza politica della Nazione, di non presentare un candidato. È la lettura della stessa Iotova, che dopo il voto ha detto: «Voglio dire ai cittadini bulgari che è un’illusione pensare di poter cambiare qualcosa nella Nazione senza votare».
Gyurov si rivolge proprio a chi è rimasto a casa. Ha invitato la rivale a «un dibattito aperto, onesto e civile davanti al popolo bulgaro», proponendo di presentarsi senza i rispettivi vicepresidenti. «Lo dobbiamo a tutti i cittadini bulgari che oggi hanno votato, ma soprattutto a quelli che sono rimasti a casa», ha aggiunto. Iotova, nelle prime dichiarazioni, non ha raccolto l’invito e ha rilanciato: «Il nostro messaggio di pace deve essere ascoltato, ed è su questo che ci concentreremo nella prossima settimana».
Chi sono i due sfidanti
Iotova è stata per nove anni vicepresidente di Rumen Radev. È diventata capo dello Stato il 23 gennaio 2026, quando Radev si è dimesso per candidarsi alle elezioni politiche; le ha vinte e da maggio guida il governo. Corre da indipendente, sostenuta dal partito di Radev, Bulgaria Progressista, e dal Partito socialista. Se vincesse, sarebbe la prima donna eletta presidente nella storia della Bulgaria.
La sua linea è il dialogo con Mosca e il no agli aiuti militari a Kiev, senza mettere in discussione l’appartenenza all’Europa. Sul Mar Nero propone una moratoria su tutte le ostilità militari, con un accordo tra i sei Stati costieri: Bulgaria, Romania, Turchia, Georgia, Ucraina e Russia. Per lei è il «primo passo realistico» per proteggere quel mare.
Gyurov, economista e banchiere, è stato vicegovernatore della Banca nazionale bulgara e premier ad interim da febbraio a maggio 2026, nominato proprio da Iotova. Da capo del governo ha firmato un accordo di cooperazione per la sicurezza con l’Ucraina. È sostenuto dall’opposizione filoccidentale di Continuiamo il Cambiamento e Bulgaria Democratica e dice di volere «una Bulgaria che guarda avanti, europea, libera e orgogliosa».
Il Mar Nero, nuova frontiera della guerra
La campagna è stata dominata dagli attacchi con droni contro navi mercantili al largo della costa bulgara, che secondo Al Jazeera hanno probabilmente ucciso circa due dozzine di marittimi stranieri. Il 6 ottobre due navi civili sono state colpite nella zona economica esclusiva bulgara, a circa 130 chilometri dalla costa. Il 13 ottobre è affondato il cargo HS Dignity, con 11 dispersi, mentre il Chelsea 3 è stato colpito da tre droni e i suoi 15 marinai sono stati salvati.
Chi abbia lanciato i droni non è stato stabilito. Dopo il primo attacco Radev ha detto che «sono russi o ucraini»; dopo il secondo ha convocato l’ambasciatore russo e ha osservato che l’esito «avvantaggia la Federazione Russa», pur ammettendo di non avere prove contro nessuno. Zelensky ha accusato Mosca, il governo bulgaro non lo ha fatto. La tensione riguarda tutta la costa: pochi giorni fa gli F-16 romeni hanno abbattuto due droni russi sul Mar Nero.
Su come rispondere, i due finalisti si dividono. Radev ha escluso di invocare gli articoli 4 e 5 del Trattato atlantico. Gyurov, il 13 ottobre, ha scritto: «Esorto il governo a chiedere immediatamente consultazioni ai sensi dell’articolo 4 del Trattato NATO», parlando di una «guerra ibrida» e di una reazione bulgara «timida». Iotova punta sulla trattativa tra gli Stati rivieraschi.
Cosa decide il 1° novembre
La presidenza bulgara ha poteri in gran parte cerimoniali, ma il capo dello Stato comanda le forze armate, può porre il veto sulle leggi, firma i trattati internazionali e nomina gli ambasciatori. Il mandato dura cinque anni: quello in corso scade a fine gennaio 2027.
Con Iotova presidente, il governo Radev avrebbe una presidenza allineata sulla linea della trattativa. Con Gyurov, l’opposizione filoccidentale avrebbe un contrappeso istituzionale proprio sul dossier del Mar Nero.
Il ballottaggio si decide in pochi punti. Il bacino più ampio è quello di Kostadinov, il cui partito Rinascita è il più vicino a Mosca nel panorama bulgaro; l’altra incognita è quanti degli elettori rimasti a casa torneranno alle urne. I risultati ufficiali del primo turno sono attesi entro martedì sera.
Fonti
BTA, “After 98.99% of Tally Sheets Processed: 2.7% Gap Between First Two Tickets in Bulgaria’s Presidential Elections” (26 ottobre 2026)
BTA, “Iotova and Gurov to Face Off in Presidential Runoff on November 1” (25 ottobre 2026)
BTA, “Voter Turnout at 4:00 P.M. Stands at 16.04% Compared to 24.12% in 2021 Presidential Election” (25 ottobre 2026)
Standart, “ЦИК допълни резултатите. Йотова води пред Гюров с 2,7 пункта” (26 ottobre 2026)
AP via PBS News, “Presidential race in Bulgaria heads to runoff due to record low turnout” (25 ottobre 2026)
Xinhua, “Bulgaria’s incumbent president leads presidential election, but runoff required” (26 ottobre 2026)
Radio Bulgaria, “Iotova: It’s an illusion to think we can change Bulgaria without voting” (25 ottobre 2026)
Novinite, “Yotova Calls for \”Peace\”, Gyurov Invites Her to Presidential Debate” (26 ottobre 2026)
Al Jazeera, “Bulgaria election heads to a run-off amid low voter turnout” (25 ottobre 2026)
Al Jazeera, “Bulgarians vote for president in shadow of Russia’s war on Ukraine” (25 ottobre 2026)
Euronews, “Bulgaria’s Yotova narrowly leads Gyurov in first round of presidential election, according to exit polls” (25 ottobre 2026)
ANSA Nuova Europa, “Black Sea attacks raise stakes in Bulgaria presidential vote” (23 ottobre 2026)
BTA, “Moratorium on Military Hostilities in Black Sea Would Help Ensure Safe Shipping, Presidential Candidate Iotova Says” (9 ottobre 2026)
Fakti.bg, “Andrey Gyurov Requests Consultations Under NATO Article 4” (13 ottobre 2026)
Kyiv Post, “Russia Behind Drone Strikes on Ships Off Bulgaria, Zelensky Says, as Radev Rules Out Invoking NATO Articles” (6 ottobre 2026)
Euronews, “At least 11 missing after two ships struck off Bulgaria in latest Black Sea attack, official says” (13 ottobre 2026)
Rapporteur, “Bulgaria heads for tight presidential run-off after record low turnout” (26 ottobre 2026)
Wikipedia, “Iliana Iotova”
Wikipedia, “Andrey Gyurov”
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