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Europa

Berlino, la CDU di Reinickendorf voterà un AfD vicesindaco del distretto: la Brandmauer alla prova

Hans Keller

Giovedì 29 ottobre il consiglio distrettuale elegge l'esecutivo. Per il presidente della CDU locale Marvin Schulz all'AfD spetta un posto per legge. La SPD parla di Brandmauer caduta, la CDU di Berlino esclude ogni collaborazione

Riassunto dell'articolo

La CDU di Reinickendorf, distretto di Berlino, voterà giovedì 29 ottobre l'AfD Thomas Ruschin, giurista ed ex CDU passato all'AfD nel 2020, come assessore e vicesindaco del distretto. Il presidente locale Marvin Schulz, deputato al Bundestag, richiama la legge che assegna i posti dell'esecutivo distrettuale in proporzione ai voti: l'AfD ha preso il 18,5%. Esclude coalizioni. La SPD parla di Brandmauer caduta, la CDU di Berlino ribadisce che non c'è collaborazione con l'AfD. Merz non si è espresso sul caso.

La CDU di Reinickendorf, distretto nel nord di Berlino, voterà giovedì 29 ottobre Thomas Ruschin, candidato dell’AfD, come assessore distrettuale e vicesindaco del distretto. Il voto è previsto nella seduta costitutiva della Bezirksverordnetenversammlung (BVV), il consiglio distrettuale eletto il 20 settembre insieme al parlamento cittadino. L’annuncio, riportato martedì 27 ottobre dalla Bild, ha riaperto in Germania il dibattito sulla Brandmauer, il «muro tagliafuoco» con cui la CDU esclude ogni collaborazione con l’AfD.

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A difendere la scelta è Marvin Schulz, 31 anni, presidente della CDU di Reinickendorf e deputato al Bundestag. La sua tesi: gli elettori hanno dato all’AfD un posto nell’esecutivo del distretto, e la CDU non intende negarglielo.

Chi è Thomas Ruschin

Ruschin ha 53 anni ed è giurista. Nell’amministrazione di Reinickendorf non è un esordiente: è entrato nel consiglio distrettuale nel 1995 con la CDU e tra il 2006 e il 2011 è stato assessore distrettuale ai servizi ai cittadini e all’ordine pubblico. Nel 2020 è passato all’AfD.

Il seggio che spetta all’AfD

A Berlino ogni distretto è governato da un Bezirksamt di sei membri: il sindaco distrettuale e cinque assessori. La legge berlinese sull’amministrazione dei distretti assegna i posti ai partiti in proporzione alla loro forza nel consiglio. Il 20 settembre a Reinickendorf l’AfD ha preso il 18,5%, seconda dietro la CDU (27,4%) e davanti alla Linke (14,9%): abbastanza per un assessore.

Ai gruppi, però, la legge garantisce solo il diritto di proporre il candidato. L’elezione resta un voto libero dei consiglieri, e finora i candidati AfD sono stati quasi sempre respinti. Nella legislatura 2021-2026 il partito aveva diritto a posti nell’esecutivo di quattro distretti, ma ha ottenuto un assessore solo a Treptow-Köpenick, al quarto scrutinio.

Nel settembre 2024 il tribunale amministrativo di Berlino ha respinto i ricorsi dell’AfD di Marzahn-Hellersdorf, Lichtenberg e Spandau: secondo i giudici, la Costituzione berlinese riconosce un diritto di proposta, non il diritto a occupare il posto. Quando l’assessore non viene eletto, le sue competenze passano al sindaco e agli altri assessori. È lo scenario che si profila di nuovo a Lichtenberg, dove l’AfD rivendica due posti.

La linea di Schulz

Schulz rompe con questa prassi. «L’AfD ha un diritto di legge a un candidato nel Bezirksamt», ha spiegato alla Bild. «Come partito dello Stato di diritto, lo prendiamo sul serio». Il diritto, precisa, verrebbe meno solo in presenza di fatti contrari alla Costituzione a carico del candidato. Bloccare le nomine, aggiunge, «porta a inefficienze. Non sono disposto ad accettarlo».

La decisione discende dal «Reinickendorfer Kompass», il documento approvato a metà ottobre dalla CDU distrettuale con la formula «politica dei contenuti invece che politica degli schieramenti». Le mozioni non saranno più respinte solo per il partito che le presenta. Restano esclusi accordi di maggioranza e strategie comuni con l’AfD. «Non facciamo collaborazioni con nessuno, non formiamo coalizioni», ha detto Schulz. E al Tagesspiegel: «La politica dell’esclusione non ha avuto successo».

La CDU, ha spiegato Schulz, voterà tutti i candidati che hanno diritto a un seggio, compreso quello della Linke, Felix Lederle. Per il posto di sindaco distrettuale punta su Sebastian Pieper, con maggioranze variabili. CDU e AfD insieme hanno 27 seggi su 55, uno sotto la maggioranza. Schulz ha respinto l’offerta di SPD, Verdi e Linke di trattare una maggioranza senza i voti dell’AfD, definendola un «gruppo casuale, messo insieme senza legittimazione democratica».

Le reazioni

Per la SPD è un tabù infranto. «Allora cade la Brandmauer!», ha detto alla Bild Jörg Stroedter, ex presidente della SPD di Reinickendorf. E ha chiamato in causa il cancelliere: «Se il presidente del partito Friedrich Merz vuole restare credibile, queste persone non hanno più posto nella CDU».

La CDU di Berlino prende le distanze. «Per la CDU vale questo: non c’è alcuna collaborazione con l’AfD», ha detto alla Bild il segretario generale Lukas Krieger. Il vertice regionale avverte che Reinickendorf non deve diventare un modello per gli altri distretti, dove secondo la Bild i candidati AfD dovrebbero essere di nuovo respinti.

Merz non si è espresso sul caso. Il precedente a cui tutti guardano è la sua frase del 7 ottobre, dopo l’elezione di Tobias Rausch (AfD) a presidente del parlamento della Sassonia-Anhalt con 48 voti su 82, quattro in più dei seggi di AfD e BSW: «Chi dà il suo voto all’AfD gioca il gioco degli estremisti e distrugge la credibilità. Con i valori del mio partito, la CDU, questo non si concilia». Merz non annunciò provvedimenti. Là si trattava della presidenza di un parlamento regionale, qui di un assessorato di distretto.

Perché il caso pesa oltre Berlino

Reinickendorf arriva mentre i numeri mettono sotto pressione la linea della CDU. In Sassonia-Anhalt l’AfD ha vinto le elezioni regionali del 6 settembre con il 43,8%. A livello nazionale è il primo partito: l’ARD-DeutschlandTrend di ottobre la dà al 27%, con CDU e CSU al 20%, il dato più basso dal settembre 2021. Nel Partito popolare europeo il dubbio era già emerso: a ottobre Manfred Weber, capogruppo del PPE, ha detto che la Brandmauer nel senso di «o loro o noi» deve essere storia.

Anche a Berlino gli equilibri sono cambiati con il voto del 20 settembre, quando la Linke è diventata il primo partito della capitale e l’AfD la terza forza con il 16,3%. Nei distretti l’AfD potrebbe rivendicare fino a 13 posti negli esecutivi. A Marzahn-Hellersdorf, dove è prima con il 33,8%, le spettano tre assessori su sei e il diritto di proporre il sindaco distrettuale.

Il peso concreto del posto, invece, è limitato. Il Bezirksamt decide a maggioranza come organo collegiale, con il voto del sindaco che prevale in caso di parità, e ogni assessore deve attuare anche le decisioni prese contro il suo parere. La partita di giovedì riguarda meno il governo del distretto che il principio: se il diritto di proposta previsto dalla legge debba tradursi in un’elezione anche quando a esercitarlo è l’AfD.

Fonti

t-online, “CDU will AfD-Mann zum Vize-Bürgermeister in Berlin-Reinickendorf wählen” (27 ottobre 2026)
Berliner Zeitung, “CDU will AfD-Politiker wählen: In Reinickendorf gerät die Brandmauer ins Wanken” (27 ottobre 2026)
Web.de, “Politik der Ausgrenzung war nicht erfolgreich: CDU will AfD-Politiker wählen” (27 ottobre 2026)
Apollo News, “Sachpolitik statt Lagerpolitik: CDU-Bundestagsabgeordneter plant Kooperation mit der AfD” (27 ottobre 2026)
nd, “Reinickendorf und Marzahn: Risse in der Brandmauer gegen die AfD” (26 ottobre 2026)
Abgeordnetenwatch, profilo di Thomas Ruschin
taz, “Gerichtsentscheidung zur AfD in Berlin: Kein Anspruch auf den Posten” (20 settembre 2024)
dts Nachrichtenagentur, “Merz nennt Stimmen für AfD unvereinbar mit Werten der CDU” (7 ottobre 2026)
Bundestag, “Konsequenzen aus der Landtagswahl in Sachsen-Anhalt” (ottobre 2026)
bpb, “Landtagswahl in Sachsen-Anhalt 2026: AfD stärkste Kraft” (8 settembre 2026)
infratest dimap, “ARD-DeutschlandTrend ottobre 2026”

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