Il giorno dopo la sconfitta al ballottaggio, Flávio Bolsonaro ha ricevuto due segnali opposti. Lunedì 26 ottobre Donald Trump ha detto che l’elezione brasiliana gli è sembrata «truccata». Nelle stesse ore, a Brasilia, la Polizia federale ha intimato al senatore di consegnare i passaporti entro 24 ore, su ordine del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, che gli ha anche vietato di lasciare il Brasile.
Domenica 25 ottobre Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto con il 51,79% dei voti validi contro il 48,21%, circa 4,4 milioni di voti di scarto, ribaltando il primo turno, come abbiamo raccontato nel resoconto del ballottaggio. Entrerà in carica il 5 gennaio 2027 per il quarto mandato.
Flávio chiede l’annullamento
Flávio, senatore del Partito Liberale e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, non ha riconosciuto il risultato. Domenica sera ha detto che è «impossibile riconoscere il risultato» e ha annunciato la richiesta di annullamento del voto. Lunedì ha ribadito che chiederà di invalidare l’elezione di Lula e del suo vice «per tutti gli abusi che ha commesso». E ha aggiunto: «Non sono io che ho perso, è il sistema che ha vinto».
L’appiglio è la proroga di due ore decisa domenica, a pochi minuti dalla chiusura dei seggi, dal giudice della Corte Suprema Cristiano Zanin, già avvocato personale di Lula. Zanin ha accolto un ricorso della coalizione del presidente sulla mancanza di autobus per gli elettori a Salvador, Feira de Santana e Lauro de Freitas, in Bahia, e ha esteso il voto fino alle 19 in tutto il Brasile. Dove i seggi avevano già chiuso, però, non hanno riaperto. Anche la campagna di Flávio aveva chiesto proroghe, in alcune zone del sud colpite dalla pioggia.
Su quale via legale possa portare all’annullamento, per ora, non c’è chiarezza.
Trump: «Un’altra elezione truccata»
Trump ha parlato ai giornalisti prima di partire per un comizio a Corinth, nel Mississippi, in vista del voto americano di metà mandato. «Mi è sembrata un’altra elezione truccata, francamente», ha detto, senza fornire prove. «Le elezioni devono essere incontestabili, e a me è sembrata molto brutta». Ha aggiunto di aver seguito lo spoglio e di averlo trovato «così corrotto, così terribile».
Il bersaglio dichiarato è la proroga. «Mi piace Lula, vado molto d’accordo con lui», ha detto. «Ho solo pensato che fosse una pessima immagine, il modo in cui è stato fatto il conteggio, con l’estensione». Trump sostiene di non essersi schierato. Alla domanda su eventuali iniziative di Washington ha risposto: «Non sono candidato in Brasile, sono candidato negli Stati Uniti».
I passaporti annullati
Il provvedimento è stato reso pubblico dallo stesso Flávio, con un video sui social: il procedimento è coperto da segreto, e né la Corte Suprema né la Polizia federale lo hanno commentato. Gli agenti lo hanno raggiunto per strada lunedì, all’uscita dalla casa del padre, che si trova agli arresti domiciliari. Flávio ha detto che rispetterà la decisione e ha negato di voler lasciare il Brasile.
Secondo Metrópoles e Gazeta do Povo, Moraes ha ordinato alla Polizia federale di annullare tutti i passaporti del senatore, compreso quello diplomatico. Gli ha vietato di uscire dal Brasile e di avere contatti, anche tramite terzi, con l’avvocato Willer Tomaz.
Il quadro è un’indagine per presunto riciclaggio, di cui Moraes è relatore, che riguarda Flávio e Tomaz. Secondo la stampa brasiliana, gli investigatori hanno trovato un’email che indica il senatore come «utente master» di un conto legato all’avvocato. Entrambi negano irregolarità e la difesa di Flávio parla di un’amicizia tra famiglie. Indagato non significa colpevole.
Su Tomaz Moraes era già intervenuto il 23 ottobre, con il blocco di beni fino a 6 miliardi di real e l’annullamento dei passaporti. Secondo la Gazeta do Povo, la Polizia federale ha accertato che l’avvocato si trova a Miami.
La frase di Eduardo
Flávio lega il provvedimento a un’intervista del fratello Eduardo, che in un podcast aveva sostenuto che, in caso di sconfitta, Flávio avrebbe dovuto lasciare il Brasile. «Io non l’ho mai detto. È un motivo per togliermi il passaporto? Questa è giustizia?», ha protestato. Le motivazioni della decisione non sono pubbliche. Nei giorni precedenti alcuni deputati vicini al governo, tra cui Duda Salabert del PSOL e Rogério Correia del Partito dei Lavoratori, avevano chiesto a Moraes il sequestro dei passaporti.
Eduardo il Brasile lo ha già lasciato. L’8 ottobre Moraes ne ha ordinato l’arresto e ha annullato i suoi passaporti brasiliani, dopo la condanna definitiva a quattro anni e due mesi per coazione: secondo la Corte Suprema aveva sollecitato sanzioni straniere contro le autorità brasiliane per interferire nel processo al padre. Eduardo, che vive a Dallas, in Texas, ha risposto con un video in cui mostra un passaporto italiano.
Chi ha riconosciuto il voto
Fuori dal campo dei Bolsonaro il risultato non è in discussione. Domenica sera lo ha proclamato il presidente del Tribunale superiore elettorale, Kassio Nunes Marques, che alla Corte Suprema era stato nominato da Jair Bolsonaro. Lo hanno riconosciuto i presidenti delle due Camere, Hugo Motta e Davi Alcolumbre. Alcolumbre ha chiesto a Lula di «unire il Brasile, pacificare il Brasile».
All’estero si sono congratulati anche presidenti di destra della regione: il cileno José Antonio Kast, il paraguaiano Santiago Peña, l’ecuadoriano Daniel Noboa. Lo hanno fatto Mosca, con una nota del ministero degli Esteri a nome di Vladimir Putin, e Bruxelles, con Ursula von der Leyen e António Costa. Al momento della pubblicazione delle rassegne brasiliane mancavano Trump e l’argentino Javier Milei.
Per Flávio la partita si sposta su due tavoli: un ricorso che nessuna istituzione ha mostrato di voler accogliere e un’inchiesta che, per ora, lo trattiene in Brasile.
Fonti
Associated Press (Boston Globe), “Lula mobilized millions to win Brazil’s election, while Bolsonaro contests loss and Trump cries foul” (26 ottobre 2026)
AFP (Yahoo News), “Trump slams ‘rigged’ Brazil election after ally loses” (26 ottobre 2026)
A News, “Trump says Brazil’s presidential election looked ‘rigged’ and ‘corrupt'” (26 ottobre 2026)
Reuters (Internazionale), “Flavio Bolsonaro says Brazil federal police asked for his passports” (26 ottobre 2026)
Gazeta do Povo, “Flávio diz ter sido intimado pela PF a entregar passaportes por ordem de Moraes” (26 ottobre 2026)
Metrópoles, “Moraes manda PF cancelar até passaporte diplomático de Flávio” (26 ottobre 2026)
Vatican News, “Lula é reeleito presidente do Brasil no segundo turno com 51,79% dos votos válidos” (25 ottobre 2026)
Agência Brasil, “Zanin manda ampliar horário de votação até 19h” (25 ottobre 2026)
Poder360, “Alcolumbre e Motta reconhecem vitória de Lula, mas fazem cobranças” (25 ottobre 2026)
Poder360, “Líderes internacionais dão parabéns a Lula pela vitória” (26 ottobre 2026)
O Tempo, “Moraes manda prender Eduardo Bolsonaro e cancela passaportes após condenação definitiva” (8 ottobre 2026)
Italianismo, “Eduardo Bolsonaro exibe passaporte italiano e dirige palavrão a ministro Moraes” (11 ottobre 2026)
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