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Europa

«La mia amica Giorgia»: Abascal copia il modello Meloni, Vox vola al 18,9% e l’asse punta a governare anche la Spagna

Carmen Ruiz

A Bruxelles Fratelli d'Italia guida i Conservatori europei e Vox siede nei Patrioti: l'alleanza è un ponte tra i due gruppi della destra, cementato da un'amicizia personale. Il 29 novembre PP e Vox valgono 206 seggi. Resta un attrito vero: Ceuta e i controlli di frontiera italiani

Riassunto dell'articolo

Il 15 ottobre 2026, dopo un bilaterale a Bruxelles, Santiago Abascal ha definito Giorgia Meloni «la mia amica» e ha indicato il modello italiano come la strada per rendere la Spagna «più forte e più rispettata». Vox ha lasciato i Conservatori europei (ECR) nel 2024 ed è entrato nei Patrioti per l'Europa, di cui Abascal presiede il partito europeo; Fratelli d'Italia resta la forza trainante dell'ECR. L'asse è quindi un ponte tra i due gruppi della destra europea, tenuto insieme dal rapporto personale: il 14 ottobre Le Pen, Orbán e Babiš hanno espresso sostegno ad Abascal per le elezioni generali anticipate del 29 novembre. PolitPro (23 ottobre) dà Vox al 18,9% e la somma PP+Vox a 206 seggi. Le tre condizioni di Abascal per i patti col PP: priorità nazionale, remigrazione, tagli fiscali. L'attrito: da agosto l'Italia applica controlli di frontiera ai viaggiatori dalla Spagna per la crisi di Ceuta; il 16 ottobre Meloni e Sánchez si sono incontrati per disinnescarla.

Punti chiave
  • Demócrata — il post di Abascal: «fruttuoso incontro con la mia amica…
  • Demócrata — incontro di Bruxelles e priorità condivise dei Patrioti
  • EFE — Le Pen, Orbán e Babiš sostengono Abascal per il 29…
  • EFE — Segovia: Abascal difende Milei e attacca il PP (22 ottobre)

«Fruttuoso incontro con la mia amica Giorgia Meloni. L’Occidente attraversa un momento decisivo e l’Europa non può continuare a governarsi dalla rassegnazione. L’Italia ha scelto un’altra strada e oggi è una Nazione più forte e più rispettata. La Spagna può sceglierla anche lei». Santiago Abascal lo ha scritto su X giovedì 15 ottobre, dopo un bilaterale con la presidente del Consiglio a Bruxelles. Non è una formula di cortesia: come nota la stampa spagnola, Abascal chiama Meloni «amica» di nuovo, è una parola ricorrente tra i due. E stavolta arriva a cinque settimane dalle elezioni generali anticipate del 29 novembre, con Vox al 18,9%.

CREAZIONE SITI WEB
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Un ponte tra due gruppi, non un gruppo solo

L’asse Abascal-Meloni non vive dentro un unico schieramento europeo. Fratelli d’Italia è la forza trainante dei Conservatori e Riformisti (ECR) al Parlamento europeo, il gruppo che Meloni ha guidato come partito fino al gennaio 2025, quando le è succeduto Mateusz Morawiecki. Vox l’ECR lo ha lasciato nel 2024 ed è entrato nei Patrioti per l’Europa: all’Eurocamera il gruppo è presieduto da Jordan Bardella, mentre Abascal presiede il partito europeo, Patriots.eu, eletto all’assemblea di Parigi del novembre 2024. Chi cerca l’alleanza in un organigramma non la trova: la trova nei bilaterali e nel coordinamento tra i due gruppi.

Jorge Martín Frías, direttore della Fundación Disenso ed eurodeputato di Vox, lo ha detto a Euractiv con parole nette: Abascal è legato a Meloni, a Javier Milei e a Marine Le Pen da una «vera amicizia personale», e questo facilita la cooperazione politica. Il 14 ottobre, sempre a Bruxelles, Abascal si è riunito con Le Pen, Viktor Orbán e Andrej Babiš, che gli hanno espresso sostegno per il voto del 29 novembre; Le Pen ha scritto che Vox «ha saputo conquistare il cuore degli spagnoli e domani potrebbe partecipare al governo». Nella stessa trasferta, una sessione congiunta dei dirigenti Patrioti ha fissato le priorità condivise: controllo delle frontiere, sicurezza, competitività economica, sovranità nazionale. A febbraio, al Parlamento europeo, Morawiecki e Abascal avevano già chiuso insieme, accanto al presidente eletto cileno José Antonio Kast, un vertice transatlantico sulla libertà di espressione: i due gruppi si muovono come alleati, pur restando separati.

Il modello italiano in campagna elettorale

Per Abascal, Meloni non è solo un’amica: è la prova che la destra sovranista può governare un grande Stato europeo senza essere scaricata dagli elettori né dai mercati. È l’argomento centrale della sua campagna. PolitPro, aggiornato al 23 ottobre, dà il PP al 31,8%, il PSOE al 26,4% e Vox al 18,9%, sei punti e mezzo sopra il risultato delle generali del 2023; in seggi: PP 129, PSOE 107, Vox 77. La somma PP-Vox arriva a 206 seggi, trenta sopra la maggioranza assoluta. Ieri a Segovia Abascal ha messo in dubbio che le elezioni saranno «pulite» e ha difeso Milei dagli attacchi degli stessi popolari; nell’intervista a La Razón di domenica ha fissato le tre condizioni per i patti col PP: priorità nazionale, remigrazione, tagli fiscali e deregolazione. Intanto i due partiti trattano in silenzio un patto sulle liste del Senato, con scadenza lunedì 26 ottobre per la presentazione delle candidature.

Pedro Sánchez ha capito la partita e la gioca al contrario: a Burgos, mercoledì, ha accomunato «Milei, Feijóo e Abascal» come «la stessa combriccola dei tagli e della motosega» e ha promesso di «portarli alla segheria» il 29 novembre. Il premier socialista trasforma il voto in un referendum sull’asse: esattamente lo specchio della strategia di Abascal, che di quell’asse fa la sua credenziale di governo. Come abbiamo raccontato nel pezzo sui sondaggi record di Vox, la destra spagnola non è mai arrivata a un voto nazionale con numeri simili.

L’attrito vero: Ceuta e i confini

L’amicizia politica non cancella gli interessi nazionali, e su un punto i due governi possibili già divergono. Da agosto l’Italia applica controlli di frontiera ai viaggiatori provenienti dalla Spagna per la crisi di Ceuta, prorogati più volte; il 16 ottobre Meloni e Sánchez si sono incontrati a Bruxelles per disinnescare il contenzioso, rinviando il dossier ai ministri dell’Interno. A Segovia, Abascal ha accusato il governo Sánchez di aver «tradito gli spagnoli», e «l’ultimo tradimento è Ceuta»: se Vox entrerà al governo di Madrid, il dossier migratorio tra Italia e Spagna si riaprirà da una posizione di forza spagnola, non di debolezza.

Il 29 novembre dirà se il ponte diventa un asse di governo. Con un esecutivo PP-Vox a Madrid, Roma avrebbe al Consiglio europeo un alleato di peso sulle partite che contano, frontiere e bilancio; e la divisione tra Conservatori e Patrioti, che a Bruxelles ha finora tenuto la destra sotto il suo potenziale, perderebbe la sua ragione pratica. Prima deve succedere in Spagna quello che Abascal dice essere già successo in Italia: «una Nazione più forte e più rispettata». La sua amica Giorgia è l’esempio; il 29 novembre, la verifica.

Fonti

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Carmen Ruiz
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