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Europa

Le Pen al 36%, al secondo turno batte chiunque: Macron vieta le piazze, domani Orléans la incorona

Philippe Dumont

Ifop dopo i disordini la dà tra il 34 e il 38% e vincente contro Mélenchon (68-32) e Philippe (56-44). L'Eliseo risponde con i divieti di manifestare, i giudici li annullano. Oggi Moody's decide sul rating, con l'Oat sopra il 5%

Riassunto dell'articolo

I sondaggi per le presidenziali francesi del 2027 danno Marine Le Pen stabilmente prima: OpinionWay per CNEWS la rilevava al 35% il 15 ottobre (Mélenchon 15%, Glucksmann 13%, Philippe 12%) e il barometro pubblicato giovedì 22 ottobre la porta al 36%. Ifop-Fiducial, in una rilevazione del 17-19 ottobre a cavallo dei disordini, la colloca tra il 34 e il 38% secondo gli scenari e la dà vincente al secondo turno contro chiunque: 68-32 contro Mélenchon, 56-44 contro Philippe. Macron ha annunciato il divieto delle manifestazioni richieste da soggetti «senza legittimità» e ha parlato di atti «sediziosi» dell'ultrasinistra; giovedì un tribunale amministrativo di Parigi ha annullato il divieto della prefettura. Sabato 24 ottobre i gilet jaunes tornano in piazza con l'Acte II e il Rassemblement National apre a Orléans il congresso che designa il candidato per il 2027. Oggi Moody's riesamina il rating Aa3 con outlook negativo, con l'Oat decennale sopra il 5%.

Punti chiave
  • OpinionWay per CNEWS — intenzioni di voto per le presidenziali 2027
  • ZDF Heute — sondaggio Ifop dopo i disordini: Le Pen tra il…
  • Reuters via Boursorama — Macron annuncia il divieto delle manifestazioni «senza legittimità»
  • AFP via Le Journal des Français — i gilet jaunes annunciano l'Acte…

I sondaggi sulle presidenziali in Francia dicono la stessa cosa con tre istituti diversi: Marine Le Pen è la candidata da battere e, al momento, nessuno la batte. OpinionWay per CNEWS la rilevava al 35% al primo turno nella rilevazione del 13-14 ottobre, e il barometro pubblicato giovedì 22 ottobre la porta al 36%. Ifop-Fiducial, con un sondaggio condotto dal 17 al 19 ottobre, a cavallo dei disordini che hanno scosso il Paese, la colloca tra il 34 e il 38% secondo gli scenari. Al secondo turno, per Ifop, Le Pen vince contro ogni avversario testato.

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I numeri: tre istituti, lo stesso verdetto

Nella rilevazione OpinionWay documentata dall’istituto (978 iscritti alle liste elettorali, margine di incertezza tra 1,4 e 3,1 punti), dietro Le Pen c’è il vuoto: Jean-Luc Mélenchon al 15%, Raphaël Glucksmann al 13%, Édouard Philippe al 12%, poi Bruno Retailleau al 6%, Gabriel Attal e Éric Zemmour al 5%. Il barometro uscito giovedì aggiorna le distanze: Le Pen al 36%, Mélenchon al 16%, gli altri fermi o in calo.

Ifop aggiunge il dato che chiude la discussione sul fronte repubblicano: al secondo turno Le Pen batterebbe Mélenchon 68 a 32 e Philippe 56 a 44. Il meccanismo che per tre volte l’ha fermata sull’uscio dell’Eliseo, la convergenza di tutti gli altri elettorati contro di lei, nelle simulazioni di oggi non funziona più. Anche Toluna Harris Interactive la rilevava al 36% a inizio ottobre; la nuova ondata pubblicata oggi la dà in lieve calo, tra il 33 e il 35%: resta comunque prima, con oltre il doppio dei voti del secondo.

L’effetto disordini: la candidata dell’ordine

Frédéric Dabi, direttore generale di Ifop, lega la crescita alla credibilità di Le Pen sul tema dell’ordine pubblico: i giorni dei saccheggi e degli scontri hanno spostato elettori verso chi da anni mette la sicurezza al centro. Il Rassemblement National si presenta come l’alternativa d’ordine e accusa La France Insoumise di aver alimentato l’escalation. Un deputato RN ha riassunto a France Info il giudizio sul vecchio sistema dei partiti: «LR e il PS non rappresentano più niente».

Mélenchon respinge ogni responsabilità per i disordini, condanna saccheggi e devastazioni e accusa i media di oscurare le rivendicazioni dei manifestanti pacifici. Ma il suo 15-16% non cresce: la sinistra radicale non raccoglie il malcontento delle piazze, che si divide tra astensione e voto Le Pen. L’ostacolo vero alla corsa di Le Pen non è elettorale: la Corte d’appello di Parigi ha confermato a luglio la condanna nel caso degli assistenti parlamentari, e il ricorso in Cassazione è ancora pendente. La decisione che può fermarla non la prenderanno gli elettori.

Macron vieta le piazze, i giudici le riaprono

Giovedì, dopo la riunione di sicurezza all’Eliseo, Emmanuel Macron ha annunciato che i prefetti vieteranno le manifestazioni richieste da persone «senza alcuna legittimità», offrendo ai sindacati percorsi alternativi per proteggere i centri delle città. Ha parlato di «atti politici e persino sediziosi» compiuti da «gruppi organizzati di ultrasinistra che mirano a far cadere la Repubblica». Per oggi è convocato un Consiglio di difesa.

Nelle stesse ore un tribunale amministrativo di Parigi ha annullato il divieto emesso dalla prefettura e migliaia di persone hanno manifestato pacificamente nella capitale. Due organizzazioni hanno adito il Consiglio di Stato in urgenza contro i divieti annunciati per sabato, quando i gilet jaunes tornano in piazza con l’«Acte II», seconda giornata nazionale dopo quella del 17 ottobre: 111 punti di mobilitazione già sulla mappa degli organizzatori, rivendicazioni sul carovita e sui prezzi dell’energia, e nell’appello anche la richiesta di dimissioni di Macron. Lo avevamo anticipato ieri: tra piazze vietate, congresso RN e verdetto di Moody’s, la Francia arriva al fine settimana che può chiudere la partita.

Orléans incorona, Moody’s giudica

Sabato a Orléans si apre il XIX Congresso del Rassemblement National: voto elettronico per la presidenza del movimento e per il Consiglio nazionale, con Jordan Bardella unico candidato alla propria successione, e designazione formale del candidato per le presidenziali del 18 aprile 2027. Domenica, alla Co’Met Arena, Le Pen e Bardella terranno il comizio di lancio della campagna. Il partito che i sondaggi danno al governo del Paese si dà la forma definitiva per la corsa all’Eliseo.

L’altro verdetto arriva oggi. Moody’s riesamina il rating sovrano della Francia, Aa3 con outlook negativo: con quell’outlook, la mossa più probabile è il declassamento. Intanto l’Oat decennale ha superato il 5% per la prima volta dal 2002: giovedì ha toccato il 5,06% e lo spread sul Bund è salito a 164 punti base, il più ampio dal 2011. La Francia politica si sposta a destra a passo di sondaggio; la Francia dei conti paga interessi da periferia dell’euro. Tra le due, il 18 aprile 2027 sceglieranno gli elettori: se i numeri di oggi reggono, la partita dell’Eliseo ha già una favorita e un solo possibile colpo di scena, quello giudiziario.

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