I sondaggi sulle elezioni in Spagna del 29 novembre si riassumono in due cifre: PP a 133 seggi, Vox a 66. Vox raddoppia i 33 deputati del 2023 e, insieme al Partido Popular, arriva a 199 seggi, ben oltre i 176 della maggioranza assoluta. A sei settimane dal voto, la destra ha un margine che nel 2023 non aveva.
Sondaggi elezioni Spagna: 199 seggi alla destra
La media elaborata da Electocracia su sei rilevazioni private pubblicate tra il 5 e l’11 ottobre assegna al PP il 31,67% dei voti e 133 deputati, a Vox il 18,88% e 66 seggi: esattamente il doppio di questa legislatura. Il PSOE di Pedro Sánchez si fermerebbe a 104.
Le altre rilevazioni convergono. GAD3 (lavoro di campo 6-8 ottobre) dà PP 133 e Vox 65, per 198 seggi. 40dB per El País e la Cadena SER stima PP 132 e Vox 66. RTVE arriva a PP 137 e Vox 65, per 202.
Tutta la crescita porta il nome di Vox
Il dato che conta è quello di Abascal: sei punti e mezzo in più del 2023, mentre il PP è fermo dov’era. Tutta la crescita della destra spagnola porta un solo nome. E il crollo è a sinistra: Sumar, la formazione di Yolanda Díaz, passerebbe da 31 deputati a una decina.
Il Politico Web aveva già ricostruito il sorpasso della destra nei sondaggi con la lezione tedesca del cordone sanitario: i nuovi numeri confermano la diagnosi.
Feijóo apre: «Vox non è il nostro nemico»
La novità politica è l’apertura di Alberto Núñez Feijóo. In un’intervista a esRadio il leader del PP ha detto che la formazione di Abascal ha «legittimità democratica totale» e che «Vox non è il nostro nemico: il nostro avversario sono le politiche di Sánchez». Parole che chiudono la stagione del distinguo e aprono quella della trattativa.
Feijóo da solo non governa: senza i seggi di Vox non esiste alcuna maggioranza al Congresso. È lo schema già visto nelle regioni, e stavolta vale per la Nazione intera.
Abascal pressa da destra
Ma Abascal non regala nulla. Da Jaca, in Aragona, dove è in precampagna per le regionali dell’8 febbraio, il leader di Vox ha accusato Feijóo di fare un’opposizione «molto morbida». E gli ha chiesto perché lunedì 19 ottobre incontrerà Sánchez alla Moncloa, se il governo «è la mafia». Il vertice tra Sánchez e Feijóo, su Ucraina, difesa e Venezuela, avverrà in un clima di massima tensione pre-elettorale.
È la tattica di sempre di Abascal: marcare la differenza con il PP per non farsi fagocitare, e presentarsi come l’unica garanzia che un governo di destra faccia davvero una politica di destra. Nel 2024 uscì dalle giunte regionali per uno scontro con il PP sui migranti: l’intesa va costruita, non presunta.
La lezione del 2023
Nulla è scontato. Nel 2023 i sondaggi davano a PP e Vox 178 seggi, una maggioranza risicata: le urne ne consegnarono 170, otto in meno, e Sánchez restò a galla. Stavolta il margine è più ampio, tra 198 e 205 seggi nelle stime centrali, ma gli ultimi seggi provinciali sono sensibilissimi a piccoli spostamenti di partecipazione e di voto.
Sánchez, intanto, vende ottimismo: dopo l’annuncio dell’anticipo elettorale ha detto di non contemplare «altra opzione che continuare a governare». La Spagna offre all’Europa l’altra strada rispetto alla Germania: dove la destra moderata non esclude quella nazionale, i voti si sommano. I sondaggi sulle elezioni in Spagna dicono che Vox raddoppia; il 29 novembre le urne diranno se basta.
Fonti
- El Folio – Encuestas 29N: PP y Vox rondan los 200 escaños del Congreso
- Demócrata – 40dB: el PSOE acorta distancias, pero PP y Vox conservarían la mayoría
- Noticias Jóvenes – El último barómetro electoral: PP y Vox suman 200 escaños

