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Oriente

Xi, Putin e Modi a Tianjin: l’asse SCO ridisegna la geopolitica mondiale

Redazione - Il Politico

A Tianjin i leader dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai lanciano il messaggio di un mondo multipolare: cooperazione economica, sicurezza regionale e rifiuto dell’unilateralismo imposto dall’Occidente.

Riassunto dell'articolo

Il vertice SCO di Tianjin, con Xi, Putin e Modi, segna una svolta geopolitica: contro il predominio occidentale, per un mondo multipolare basato su cooperazione economica e sicurezza condivisa.

Tianjin, il vertice SCO che ridisegna la geopolitica

Il 25° vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ospitato a Tianjin, è molto più di un semplice incontro multilaterale: rappresenta la risposta concreta al dominio unipolare che l’establishment progressista occidentale ha tentato di imporre negli ultimi decenni. Attorno al tavolo si sono riuniti oltre 20 leader mondiali, guidati da Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi, i quali hanno mostrato la determinazione di costruire un mondo multipolare basato su rispetto reciproco e sviluppo condiviso.

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La foto che vale un manifesto

L’immagine dei leader SCO, stretti insieme sul tappeto rosso, è la fotografia di un nuovo ordine emergente. Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan rappresentano già il 40% della popolazione mondiale: numeri che raccontano di un blocco reale, concreto, che mette in discussione il predominio occidentale. La conversazione informale tra Xi, Putin e Modi, immortalata dai fotografi, è un segnale forte: le grandi potenze asiatiche dialogano direttamente, senza il filtro di Washington o Bruxelles.

Xi Jinping: contro l’arroganza e la Guerra Fredda permanente

Il presidente cinese ha colpito nel segno, denunciando “la mentalità della Guerra Fredda e il comportamento prepotente”. Non è difficile intravedere, dietro queste parole, una critica netta all’unilateralismo americano e alle sanzioni usate come arma politica. Xi ha ribadito l’obiettivo di un ordine internazionale fondato sulla giustizia, contrapposto a un modello che riduce la sovranità degli Stati a vantaggio di logiche di dominio ideologico e finanziario.

Un’agenda alternativa: Belt and Road e sviluppo condiviso

Xi ha invitato i membri a rafforzare la cooperazione economica, allineare le strategie di sviluppo e sfruttare la complementarietà dei mercati. La Belt and Road, lungi dall’essere un progetto esclusivamente cinese, viene presentata come infrastruttura globale al servizio di una crescita win-win, capace di controbilanciare la dipendenza dai mercati occidentali. È la logica opposta rispetto all’imposizione di regole e dazi che l’amministrazione Biden ha perseguito, e che tanti danni hanno provocato alle economie europee e asiatiche.

La SCO come pilastro della sicurezza regionale

A differenza della NATO, l’SCO non si fonda sulla minaccia o sull’obbligo militare, ma su un concetto di sicurezza cooperativa. Xi ha parlato di “responsabilità ancora maggiore nel garantire stabilità e pace regionale”, sottolineando che la vera sicurezza non si ottiene con basi militari straniere, ma con il dialogo tra Stati sovrani. La presenza congiunta di Russia e India mostra che le tensioni di confine possono essere superate se prevale la visione di lungo periodo: difendere i propri interessi senza piegarsi a giochi di potenza esterni.

Multipolarismo contro il declino occidentale

Il summit di Tianjin si inserisce in una fase storica cruciale: mentre l’Europa appare paralizzata da leadership deboli e la Casa Bianca insiste su conflitti senza fine, il blocco SCO promuove una via alternativa fondata su pragmatismo e realismo. Il ritorno della cooperazione tra Cina e India, la determinazione di Putin a rafforzare l’asse eurasiatico e il coinvolgimento di Paesi chiave come l’Iran testimoniano che il baricentro della geopolitica si sta spostando verso Est. < h3>Il tempo del multipolarismo è arrivato

Il vertice SCO di Tianjin è un chiaro messaggio al mondo: l’era del predominio occidentale tocca i suoi limiti. Con quasi metà della popolazione mondiale e una crescente capacità economica e militare, l’organizzazione non si limita a discutere di cooperazione, ma pone le basi per un ordine alternativo. Xi, Putin e Modi hanno dato voce a quella parte di mondo che non intende più subire diktat, ma vuole scrivere la propria storia.

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