Witkoff a Mosca: ultima chiamata prima della stretta di Trump
Mercoledì 6 agosto 2025, l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, è atterrato a Mosca accolto dal rappresentante di Putin, Kirill Dmitriev. La missione arriva a meno di 48 ore dalla scadenza dell’ultimatum fissato dal presidente Donald Trump (qui l’articolo): o la Russia accetta un cessate il fuoco con l’Ucraina, o scatteranno sanzioni pesanti e tariffe commerciali potenzialmente devastanti.
La strategia di Trump: pressione economica al posto delle guerre infinite
Il leader americano ha chiarito che non intende trascinare gli Stati Uniti in un altro conflitto militare diretto, ma sfruttare la leva economica per forzare Mosca a negoziare. Niente interventi armati, ma sanzioni mirate, dazi sui paesi che comprano petrolio russo — come India e Cina — e misure contro la “flotta ombra” con cui il Cremlino aggira le restrizioni. Un approccio pragmatico e di forza, in netto contrasto con la debolezza mostrata da precedenti amministrazioni.
Agenda riservata, ma possibile incontro con Putin
Il Cremlino mantiene il riserbo sui dettagli della visita, ma non esclude un faccia a faccia tra Witkoff e Putin. Per Mosca, questo canale diretto è “utile e costruttivo”, ma per Trump è un’ulteriore occasione per mettere sul tavolo un messaggio chiaro: il tempo delle concessioni unilaterali è finito.
Se salta l’accordo: stangata economica globale
Se l’ultimatum scadrà senza risultati, Washington è pronta a colpire non solo Mosca, ma anche quei paesi che alimentano le sue casse acquistando energia. Una mossa che potrebbe ridefinire gli equilibri commerciali globali e che mostra come Trump stia usando l’economia come arma geopolitica per difendere gli interessi occidentali senza gravare sui contribuenti americani con nuove avventure belliche.
Mosca non arretra: escalation militare e missili in Bielorussia
Lontano dal mostrare cedimenti, il Cremlino ha confermato la prosecuzione dell’“operazione militare speciale” e, nelle ultime settimane, ha annunciato sia la produzione di nuovi missili ipersonici, sia la revoca della moratoria sui missili a medio-corto raggio. Segnali di potenziamento militare, non di apertura diplomatica.
Zelensky punta sulle sanzioni di Trump
A Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky vede nelle misure punitive annunciate da Trump l’arma più efficace per piegare la Russia. Dopo un colloquio definito “produttivo” con la Casa Bianca, Zelensky ha ribadito che le sanzioni stanno già erodendo l’economia russa e che un ulteriore giro di vite potrebbe cambiare il corso della guerra.

