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Vox si ferma al 12%, ma non si arrende: la sfida di Abascal a Sánchez e Feijóo

24 Lug 2023 - Approfondimenti Politici

Vox si ferma al 12%, ma non si arrende: la sfida di Abascal a Sánchez e Feijóo

Le elezioni politiche in Spagna hanno visto la vittoria del Partito Popolare (Pp) di centrodestra, che ha ottenuto il 33,05% dei voti e 136 seggi su 350 al Congresso dei Deputati. Il partito guidato da Alberto Nuñez Feijóo ha superato di poco il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) del premier uscente Pedro Sánchez, che ha raggiunto il 31,7% dei voti e 122 seggi. Tuttavia, nessuna delle due forze politiche ha la maggioranza assoluta per formare un governo da sola, e dovrà cercare degli alleati tra le altre formazioni.

Tra queste, la più attesa era Vox, il partito di estrema destra che aveva fatto della sua opposizione al governo socialista e alle sue politiche progressiste sui temi di genere e immigrazione il suo cavallo di battaglia. Vox era stato al centro della campagna elettorale e molti sondaggi lo davano in crescita, tanto da poter essere decisivo per una possibile alleanza con il Pp a livello nazionale. Invece, il partito guidato da Santiago Abascal ha subito una battuta d’arresto, perdendo oltre 600mila voti e 19 seggi rispetto alle elezioni del 2019. Vox si è fermato al 12,39% dei voti e 33 seggi, confermandosi come terzo partito di Spagna ma senza avere il peso politico sperato.

Questa sconfitta è stata accolta con soddisfazione dal Psoe e dalle forze di sinistra, che hanno visto nel risultato di Vox una bocciatura del suo progetto nazionalista e reazionario. Sánchez ha detto che “il blocco involuzionista ha fallito” e che “il machismo e l’arretramento delle libertà sono stati sconfitti”. Anche la vicepremier Yolanda Diaz, leader della coalizione di sinistra Sumar (che ha ottenuto il 12,31% dei voti e 31 seggi), ha celebrato la “caduta libera” di Vox.

Tuttavia, non tutti sono d’accordo nel considerare il risultato di Vox come un crollo. Alcuni commentatori hanno sottolineato che il partito di Abascal ha comunque mantenuto una quota significativa di consenso, superiore a quella di altri partiti di estrema destra in Europa. Inoltre, Vox ha perso voti soprattutto a favore del Pp, che ha recuperato parte del suo elettorato tradizionale grazie alla sua immagine moderata e rassicurante. Questo significa che la destra spagnola non si è spostata verso il centro, ma verso una posizione più pragmatica e competitiva.

Abascal ha rivendicato il suo ruolo di “opposizione patriottica” al governo socialista e ha accusato il Pp di aver contribuito a “demonizzare Vox” per guadagnare voti. Ha anche denunciato i media e i sondaggi di aver creato un clima ostile al suo partito, senza fare autocritica sul suo operato. Vox non sembra intenzionato a cambiare la sua linea politica né a cercare intese con altre forze. Al contrario, potrebbe radicalizzare ulteriormente le sue posizioni per contrastare il Pp e il Psoe.

In conclusione, Vox non è crollato come molti commentatori vogliono far credere, ma ha sicuramente perso terreno e influenza nel panorama politico spagnolo. Il partito di estrema destra dovrà affrontare una fase difficile, in cui dovrà difendere la sua identità e la sua base elettorale da un Pp più forte e aggressivo. Allo stesso tempo, dovrà fare i conti con una società spagnola che sembra non essere stata totalmente convinta dalle sue proposte più estreme e divisive.

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