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Sequestro da 463 Milioni per Unicredit in Russia: Nuova Mossa Difensiva?

17 Mag 2024 - Finanza

Una Corte di San Pietroburgo sequestra beni di Unicredit in risposta a una controversia contrattuale del 2022. La decisione potrebbe segnare un cambiamento nella strategia economica della Russia. Il Ministero degli Esteri italiano segue il caso da vicino.

Sequestro da 463 Milioni per Unicredit in Russia: Nuova Mossa Difensiva?

Una Corte di San Pietroburgo ha recentemente sequestrato conti e proprietà di Unicredit in Russia per un valore di circa 463 milioni di euro. La decisione è stata presa su richiesta della RusChemAlliance, una joint venture di Gazprom e RusGazDobycha. La controversia nasce da un contratto del 2022 per la costruzione di un impianto di trattamento del gas vicino a San Pietroburgo, affidato alla società tedesca Linde.

Origini della Controversia

Nel 2022, le controparti europee hanno cercato di rescindere l’accordo a causa delle sanzioni imposte dall’UE alla Russia. Queste sanzioni rendevano impossibile il proseguimento dei lavori, soprattutto dal punto di vista finanziario. Le banche coinvolte, tra cui Unicredit, Deutsche Bank, Commerzbank, Bayerische LB e Landesbank Baden-Württemberg, erano impossibilitate a operare. Questo ha portato alla causa contro Linde e le banche finanziatrici.

Giurisdizione e Sequestro

Nonostante Linde avesse tentato di adire una corte di arbitrato a Hong Kong, la Russia ha rivendicato la giurisdizione del caso. RusChemAlliance ha quindi presentato un’istanza presso la Corte commerciale di San Pietroburgo e Leningrado contro Unicredit Bank Ag e gli altri istituti. È stato contestato loro di non aver rispettato le garanzie a fronte della rescissione unilaterale del contratto, rifiutandosi di effettuare pagamenti per evitare violazioni delle sanzioni.

Dettagli degli Asset Sequestrati

Tra gli asset sequestrati ci sono titoli, proprietà immobiliari e fondi, comprese le partecipazioni in UniCredit Leasing LLC e UniCredit Garant LLC. È stato vietato a queste ultime di alienare proprietà il cui valore contabile superi il 5% degli asset in bilancio. Un tribunale di Londra aveva già rimandato la questione a un arbitrato a Parigi, ma gli accantonamenti di Unicredit relativi al business russo sono consistenti, quindi il sequestro non ha un impatto significativo. “Il provvedimento non tocca Unicredit Russia nella sua totalità. La vicenda sarà monitorata con attenzione”, dichiara Piazza Gae Aulenti.

Una Mossa Difensiva della Russia?

La decisione sembra una ritorsione, simile a quella contro Ariston Thermo con la nazionalizzazione del suo impianto a San Pietroburgo. Tuttavia, potrebbe anche indicare una nuova strategia della Russia per difendere i propri interessi economici. Il Ministero degli Esteri sta seguendo il caso. Fonti della Farnesina hanno comunicato che la disputa sarà discussa nella riunione del “tavolo Russia”, convocata dal ministro Antonio Tajani. “Vogliamo tutelare le nostre imprese”, aveva affermato il ministro.

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