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Scontro Violento sui Convogli Umanitari: la Guerra a Gaza Infiamma anche gli Aiuti

25 Mag 2024 - Medio Oriente

Gli attivisti di destra intensificano gli attacchi contro i convogli di aiuti diretti a Gaza, mentre i pacifisti israeliani si mobilitano per garantire il passaggio delle forniture vitali in un clima di crescente tensione e violenza.

Scontro Violento sui Convogli Umanitari: la Guerra a Gaza Infiamma anche gli Aiuti

Il conflitto a Gaza si svolge su molteplici fronti, uno dei quali riguarda la distribuzione degli aiuti umanitari. Negli ultimi mesi, le proteste contro i convogli di aiuti diretti a Gaza si sono intensificate, spostandosi in diversi punti di accesso strategici e coinvolgendo diversi gruppi di attivisti.

Le Proteste e i Blocchi

Inizialmente, le manifestazioni contro i camion di aiuti si sono concentrate presso il valico principale di Kerem Shalom. Tuttavia, recentemente, il conflitto si è spostato verso altri snodi cruciali, dove gli attivisti di destra hanno cercato di bloccare o ostacolare i convogli. Le immagini di questi blocchi e degli atti di vandalismo sono diventate virali sui social media.

Attivisti di Destra all’Azione

Coloni ebrei della Cisgiordania occupata, insieme ad altri attivisti di destra, hanno diffuso numerosi video che mostrano folle, comprese alcune persone molto giovani, intenti a gettare cibo a terra e calpestare scatole di aiuti. “Dobbiamo fermare gli aiuti,” afferma un attivista, “è l’unico modo per vincere e per riavere i nostri ostaggi.”

La Resistenza dei Pacifisti

In reazione agli attacchi, alcuni israeliani si stanno mobilitando per proteggere i convogli umanitari. Gli attivisti per la pace seguono i movimenti dei loro avversari sui social media e si presentano nei punti di attraversamento cruciali per garantire la sicurezza degli aiuti. Al checkpoint di Tarqumiya, il gruppo “Standing Together” organizza veglie regolari per assicurarsi che gli aiuti raggiungano Gaza.

Le Testimonianze dei Conducenti

I camionisti palestinesi, spesso vittime di violenze, esprimono il loro timore di raggiungere i punti di attraversamento. Adel Amro, che trasportava merci dalla Cisgiordania a Gaza, ha raccontato di essere stato aggredito. Molti conducenti scelgono ora strade secondarie per evitare i settler.

Critiche alla Forza di Polizia

Gli attivisti per la pace accusano la polizia, sotto il controllo del Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, di non fare abbastanza per fermare gli attacchi. Sostengono che i coloni ricevano supporto dalle autorità, e mostrano messaggi di testo che dimostrerebbero la cooperazione tra i gruppi di aggressori e la polizia. “La polizia dovrebbe far rispettare la legge,” dichiara Suf Patishi, uno dei fondatori di “Standing Together”.

 

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