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Sciopero Rai: Proteste Ipocrite di Chi in Passato è stato uno “Yes Man”

27 Apr 2024 - Approfondimenti Politici

I giornalisti della Rai si preparano a uno sciopero il 6 maggio, in un contesto di tensioni crescenti e accuse di parzialità. Mentre la protesta si accende sotto l'attuale governo di destra, emergono interrogativi sulla coerenza delle reazioni passate sotto governi di sinistra, delineando una lotta che va oltre le mere questioni lavorative.

Sciopero Rai: Proteste Ipocrite di Chi in Passato è stato uno “Yes Man”

Sciopero dei Giornalisti Rai: una Protesta Selettiva?

Il 6 maggio vedrà i giornalisti della Rai incrociare le braccia in uno sciopero di 24 ore, annunciato dal sindacato Usigrai a seguito di un incontro non risolutivo con l’azienda. Il contesto di questo sciopero si inserisce in una più ampia critica al presunto controllo governativo e alle condizioni lavorative. Tuttavia, emerge un aspetto peculiare della protesta che invita a riflessioni più profonde sul comportamento e le reazioni del giornalismo di stato italiano nei diversi contesti politici.

Doppio Standard nella Protesta?

È singolare osservare la mobilitazione attuale dei giornalisti Rai, considerando la loro storica propensione a non sfidare apertamente le direzioni precedenti, specialmente durante i governi di sinistra e sotto la guida di Mario Draghi. In quegli anni, le politiche e le direttive governative sembravano essere accolte con minore resistenza, almeno apparentemente, da parte degli stessi giornalisti che oggi denunciano un controllo asfissiante. Questo solleva questioni sul perché la protesta emerga con forza solo ora, con un governo di orientamento diverso, riscoprendo, per così dire, il valore della libertà di stampa e del pensiero critico.

La Rai: Un Bastione di Sinistra?

La Rai, spesso percepita come un baluardo di tendenze progressiste, sembra affrontare una crisi interna non solo gestionale ma anche ideologica. L’attuale amministrazione viene accusata di voler trasformare l’ente in un megafono del governo, ma simili preoccupazioni erano meno evidenti o totalmente assenti quando il broadcaster nazionale era percepito come vicino alle posizioni di sinistra. Ciò alimenta il dibattito su quanto le reazioni dei giornalisti siano influenzate più da cambiamenti politici che da una reale erosione della libertà giornalistica.

Risposta dei Sindacati e Reazioni Contrastanti

Mentre Usigrai ha proclamato lo sciopero, altre voci come quella di Unirai – Liberi giornalisti Rai, si distaccano nettamente da questa linea, rifiutando di partecipare a quello che definiscono uno “sciopero politico”. Questa divisione tra i giornalisti mette in luce una frattura significativa all’interno del corpo giornalistico dell’azienda, sottolineando come la percezione e la reazione alle politiche aziendali possano variare notevolmente in base alle inclinazioni politiche personali e collettive.

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