Il dossier Oleshky arriva alla Casa Bianca, e a portarcelo è Melania Trump. L’Ufficio della First Lady ha annunciato oggi che giovedì 5 novembre la moglie del presidente «riunirà personalmente i rappresentanti di Russia e Ucraina, due Nazioni attivamente in guerra, alla Casa Bianca». Alle 11 di Washington, le 17 in Italia, Melania Trump terrà un intervento sul cessate il fuoco di Oleshky. Il comunicato definisce l’evento «un momento straordinario nella storia americana» e rivendica il percorso: la first lady «ha avviato in modo indipendente il confronto tra le due Nazioni in guerra e ha ottenuto con successo un cessate il fuoco a Oleshky e nella regione circostante di Kherson», «un’iniziativa diplomatica senza precedenti da parte di una first lady americana». La Casa Bianca non ha reso noti i nomi; secondo un funzionario ucraino sentito dal Kyiv Independent sono attesi il commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, e la sua omologa russa Yana Lantratova, sotto sanzioni americane.
È la prima volta che la mediazione della first lady diventa un appuntamento istituzionale sul suolo americano. Finora il canale aveva lavorato lontano dai riflettori: contatti avviati da Melania Trump, con il coinvolgimento di Papa Leone XIV, un annuncio arrivato alla fine di ottobre e, il 30 ottobre, la conferenza stampa congiunta di Lubinets e Lantratova ad Armiansk, in Crimea. Giovedì, per la prima volta, delegati di Mosca e di Kyiv si ritroveranno alla Casa Bianca, ospiti della moglie del presidente, mentre la guerra continua su tutti gli altri fronti.
Oleshky: sei giorni di tregua e i civili evacuati
Il cessate il fuoco di Oleshky, cittadina occupata dai russi sulla riva sinistra del Dnipro, è entrato in vigore il 27 ottobre ed è stato poi esteso alla regione circostante di Kherson, per consentire il passaggio sicuro dei convogli umanitari e l’evacuazione dei residenti. Come abbiamo raccontato all’avvio, la tregua riguardava una sola città mentre la guerra continuava altrove: a Oleshky erano rimasti tra 1.700 e 2.000 residenti, dai 24.000 di prima della guerra, senza cibo né medicine. Nei sei giorni di pausa sono stati evacuati quasi 800 civili, secondo i dati di Melania Trump, e sabato gli evacuati sono rientrati in Ucraina: per Reuters è la più lunga pausa locale dei combattimenti dall’invasione su larga scala del 2022.
La tregua è scaduta tra le accuse
La scadenza è arrivata domenica sera, 1° novembre. Secondo Kyiv, che aveva proposto di prorogare il cessate il fuoco, Mosca ha rifiutato. E lunedì lo Stato maggiore ucraino ha accusato le forze russe di aver usato la settimana di pausa umanitaria per ruotare i reparti e rafforzare le posizioni a Oleshky. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha replicato di non avere informazioni precise, che aggiustare le posizioni durante una tregua è «pratica standard» e che si può presumere che anche gli ucraini abbiano fatto lo stesso. La tregua che giovedì verrà celebrata alla Casa Bianca, insomma, non esiste più: quello che resta è il canale che l’aveva prodotta, e la domanda è se quel canale possa produrre altro — nuove tregue locali, corridoi umanitari, scambi — o se resti un episodio.
Due tavoli: Washington il 5, Abu Dhabi il 10
L’appuntamento di giovedì non è isolato. Arriva a cinque giorni dalla trilaterale di Abu Dhabi del 10 e 11 novembre, che il Cremlino ha confermato oggi: a guidare la delegazione russa sarà Vladimir Medinsky, mentre per gli Stati Uniti, secondo un alto funzionario americano sentito da Reuters, sono attesi Steve Witkoff e Jared Kushner. La trattativa ucraina si gioca così su due tavoli paralleli e di natura diversa. Ad Abu Dhabi si parla di politica e di assetto finale, tra negoziatori professionisti. A Washington si parla di una città sul Dnipro e dei suoi civili, con una mediatrice che non ha un ruolo formale nell’amministrazione e a cui Washington attribuisce sei giorni di silenzio dei cannoni. Un merito che Le Monde ridimensiona: secondo il quotidiano francese l’operazione è stata negoziata per quattro mesi dai servizi d’intelligence militare russo e ucraino, il GRU e l’HUR.
È anche una questione di formato. Il tavolo della first lady non può chiudere la guerra, ma può tenere in vita l’unico meccanismo che finora ha funzionato, quello delle tregue locali verificabili, mentre il tavolo politico cerca l’accordo grande. Giovedì si misurerà la consistenza dell’operazione: nelle parole di Melania Trump, nella presenza effettiva delle due delegazioni e in ciò che verrà annunciato dopo. Se da Washington uscirà una nuova tregua o un corridoio permanente, il canale umanitario diventerà un pezzo stabile dell’architettura negoziale. Se resterà una cerimonia, Abu Dhabi resterà l’unico tavolo vero.
Fonti
- Casa Bianca – First Lady Melania Trump to Convene Russian and Ukrainian Representatives at the White House
- Reuters – Melania Trump to host Russia, Ukraine representatives at White House
- Kyiv Independent – Ukraine’s ombudsman, sanctioned Russian commissioner invited to Melania Trump’s White House event, source says
- Reuters – Russia, Ukraine begin Oleshky ceasefire but keep up strikes elsewhere
- Reuters – Ukraine says rare ceasefire was cover for Russian regrouping
- AFP – Kherson ceasefire expires as Russia declines to extend pause in fighting
- The Moscow Times – Melania Trump to Host Russian and Ukrainian Delegations at White House
- Reuters – Kremlin confirms trilateral Ukraine peace talks in Abu Dhabi next week
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