6 Visualizzazioni
Italia

Manovra, FdI gela la Lega sulla Fornero: «Non è il superamento», gli 850 milioni forse agli usuranti

Federico Galli 4 min di lettura

Salvini aveva presentato il fondo per la flessibilità in uscita come il superamento della Fornero. Osnato frena: la riforma arriverà «in un momento di maggiore serenità economica». E Durigon ammette: il meccanismo è ancora tutto da scrivere

Riassunto dell'articolo

Prima crepa nella maggioranza sulla manovra 2027: le pensioni. Matteo Salvini aveva presentato il fondo da 850 milioni per la flessibilità in uscita come lo strumento per superare la legge Fornero. Il presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI), ospite di Start su Sky Tg24 il 29 ottobre, ha frenato: la riforma delle pensioni arriverà solo in un momento di maggiore serenità economica, e intanto la cifra accantonata potrà servire per i lavoratori usuranti o per misure sociali. Il sottosegretario leghista Claudio Durigon, a Economica 2026, ha confermato che il meccanismo del fondo è ancora tutto da scrivere e che servono altre risorse.

Nella manovra 2027 le pensioni sono la prima crepa. Il «superamento della Fornero» annunciato da Matteo Salvini mercoledì sera, a Consiglio dei ministri appena chiuso, è durato un giorno: giovedì il presidente della commissione Finanze della Camera, il deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato, lo ha ridimensionato in diretta televisiva, e il sottosegretario leghista Claudio Durigon, che sul fondo ha lavorato in prima persona, ha ammesso che per ora esistono soltanto i soldi.

CREAZIONE SITI WEB
CREAZIONE SITI WEB

L’annuncio: un fondo «pensato per superare la Fornero»

Il fondo per la flessibilità in uscita è la principale novità previdenziale della legge di bilancio approvata il 28 ottobre: 850 milioni di euro accantonati con l’obiettivo, spiegato da Durigon, di permettere ai lavoratori di andare in pensione a 64 anni e di favorire il ricambio generazionale. Nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, Salvini è andato oltre la prudenza tecnica: «Il fondo per la flessibilità è sostanzialmente pensato per superare la Legge Fornero». Per la Lega, che della battaglia contro la riforma del 2011 ha fatto un pezzo della propria identità, la frase è un titolo di giornale pronto: la Fornero si supera, la promessa si mantiene.

La doccia fredda di Osnato

Giovedì 29 ottobre, ospite di Start su Sky Tg24, Osnato ha raccontato un’altra cosa. Il fondo, ha spiegato, nasce da «una richiesta molto forte che viene da ambienti della Lega, anche rispetto al lavoro fatto dal sottosegretario Durigon» sul tema delle uscite anticipate per alcuni lavoratori: «Siccome non c’è una contrarietà di fondo, il governo ha deciso di accantonare una cifra e capire come arrivare a questo superamento». La riforma vera e propria, però, non è in questa manovra: «Penso che quando ci sarà un momento di maggiore serenità economica in Italia, una riforma delle pensioni andrà fatta. Intanto si può valutare, accantonando una cifra che non si butta via: se verrà utilizzata come strumento per aiutare lavoratori usuranti bene, altrimenti sarà sempre destinata a misure sociali. Non credo che sia né il superamento della Fornero né un disastro come qualcuno ha detto».

Tradotto: gli 850 milioni sono un accantonamento in cerca di destinazione — potrebbero finire ai lavoratori usuranti, potrebbero diventare misure sociali — e la riforma delle pensioni resta rinviata a tempi migliori. È la linea della prudenza contabile di Fratelli d’Italia, ed è l’esatto contrario del messaggio che Salvini aveva consegnato ai suoi elettori ventiquattr’ore prima.

Durigon ammette: il meccanismo non è scritto

La conferma che il fondo è una scatola vuota è arrivata, lo stesso giorno, dal suo stesso progettista. In videocollegamento con Economica 2026, l’evento Anpit a Roma, Durigon ha detto che «la norma non è ancora inserita nel contesto di questa manovra: abbiamo stanziato soltanto le risorse, alle quali poi vedremo come aggiungerne altre». Servono dunque altre risorse oltre agli 850 milioni, e le modalità della mini-riforma — chi potrà uscire a 64 anni, a quali condizioni, con quale copertura — sono ancora tutte da scrivere. Durigon ha ribadito l’obiettivo politico, «difendere il diritto a 64 anni di voler andare in pensione» e costruire un cambiamento generazionale che trattenga i giovani in Italia. Ma sull’esistenza della misura, alla prova dei fatti, le sue parole e quelle di Osnato coincidono: c’è lo stanziamento, non c’è la norma.

La crepa è politica, e si sposta in Parlamento

Quando il testo arriverà in Parlamento, la partita sulle pensioni si giocherà sugli emendamenti: è lì che la Lega dovrà dimostrare se il fondo è l’anticamera del superamento della Fornero o, come lo descrive FdI, un salvadanaio per gli usuranti.

Sulle pensioni si misurano due idee del governo: per Salvini la Fornero è un’identità da rivendicare davanti alle telecamere, per Fratelli d’Italia è una partita contabile da non aprire finché i conti non danno serenità. Il fondo da 850 milioni è il compromesso che tiene insieme le due versioni per qualche settimana. Poi, in Parlamento, una delle due dovrà cedere.

Fonti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: , , , , , , , ,
Scritto da
Federico Galli
Sostieni il giornalismo indipendente
Il tuo contributo ci permette di continuare a informarti liberamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per rimanere aggiornato/a iscriviti al nostro canale WhatsApp
Iscriviti al Canale