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Le recenti sentenze della Corte Suprema mettono in discussione l’agenda di Biden

1 Lug 2023 - USA

Le recenti sentenze della Corte Suprema mettono in discussione l’agenda di Biden

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente emesso due sentenze che hanno un impatto significativo sull’agenda del presidente Joe Biden. La prima sentenza riguarda l’affermazione dell’incostituzionalità dell’affirmative action, il principio secondo il quale le università possono considerare la razza degli studenti nel processo di selezione e ammissione. Questo colpo alla discriminazione positiva è stato inflitto dalla Corte con una maggioranza di 6 a 3, composta da giudici conservatori e alcuni giudici vicini alle posizioni liberal.

No alla cancellazione del debito scolastico

Successivamente, la Corte ha stabilito con un voto di 6 a 3 che il presidente non ha il potere di cancellare una parte del debito contratto dagli studenti universitari. Questo ha un impatto diretto sul piano di Biden da 500 miliardi di dollari per consentire agli studenti di riscattare i propri debiti. Il presidente democratico sosteneva di avere l’autorità per attuare questo piano in base alla legge Heroes del 2003, che consente al ministro dell’Istruzione di rinunciare ai prestiti o modificarne le cifre in risposta a un’emerigenza nazionale, come la pandemia di coronavirus. Tuttavia, la Corte ha negato a Biden questo potere, basandosi su due ricorsi presentati da Stati governati dai repubblicani e da cittadini texani.

Difesa dell’obiezione di coscienza

Poco dopo, la Corte ha emesso un’altra sentenza, questa volta riguardante il Primo Emendamento. I giudici, sempre con una maggioranza di 6 a 3, hanno stabilito che una web designer del Colorado ha il diritto di rifiutarsi di creare siti web per matrimoni tra coppie omosessuali, citando motivazioni religiose. Questa decisione solleva questioni sul conflitto tra la libertà di espressione e le leggi antidiscriminazione. Il giudice Neil M. Gorsuch, che ha stilato la sentenza, ha affermato che il Primo Emendamento protegge la web designer dal dover creare contenuti con cui non è d’accordo per motivi religiosi.

Contrarietà di Biden

Entrambe le sentenze hanno suscitato reazioni contrastanti. Biden si è detto contrariato dalla sentenza sull’affirmative action, sostenendo che indebolisce le leggi che proteggono tutti gli americani dalla discriminazione. Riguardo alla sentenza sulla web designer, il presidente ha espresso preoccupazione per la possibilità che possa aumentare la discriminazione contro le persone LGBTQ+.

Sentenza sull’aborto

È importante notare che queste due sentenze arrivano dopo un anno dalla decisione sulla legalità dell’aborto emessa nel giugno 2022, quando la Corte ha ribaltato la sentenza del 1973 Roe contro Wade. In quella decisione, con una maggioranza di 5 voti a 4, i giudici hanno stabilito che l’interruzione della gravidanza non è un diritto costituzionalmente riconosciuto a livello federale negli Stati Uniti.

La longa manus di Trump?

Queste sentenze riflettono la complessità e l’importanza delle decisioni prese dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che possono influenzare profondamente l’agenda politica e legale del paese.

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