Il Rassemblement National entra ufficialmente nella campagna presidenziale con un ticket già scritto. Domenica pomeriggio, al Co’Met di Orléans, Marine Le Pen ha tenuto il primo grande comizio della sua quarta campagna presidenziale, davanti a oltre 8.500 persone secondo gli organizzatori. Un’ora di discorso, un concetto centrale, la rinascita («renaissance»), e una scelta di governo già annunciata: in caso di vittoria, il primo ministro sarà Jordan Bardella, rieletto sabato presidente del RN col 98,98%, alla testa di un governo che Le Pen vuole di unione nazionale.
La parola d’ordine del discorso è stata rassicurare senza rinnegare. La rinascita promessa da Le Pen, ha detto dal palco, non sarà né una rottura brutale né una rivoluzione distruttrice, ma un modo per elevarsi verso il bello. Eppure, ha aggiunto, per arrivarci serve la potenza e la fermezza radicale di un programma già noto, soprattutto in materia di sicurezza e immigrazione. È la cifra di tutta la giornata di Orléans: non alzare il tono, perché la battaglia della constatazione — dire che la diagnosi del RN era giusta — Le Pen la considera già vinta, con i sondaggi che la danno largamente in testa al primo turno: dal 32-33,5% del sondaggio citato da Reuters al 36% di OpinionWay per CNews. Il compito, ora, è mostrare di saper governare.
Il governo di unione nazionale e il ticket
Il passaggio politico del comizio è la conferma del ticket. Le Pen ha ribadito la volontà di fare di Bardella il suo primo ministro in caso di vittoria, alla testa di un governo di unione nazionale. Sul palco, prima di lei, era intervenuto Éric Ciotti, alleato del RN con la sua Unione delle destre per la Repubblica, che ha vantato l’unione per la Francia e ha chiamato i suoi ex amici dei Républicains a tornare a casa. Il messaggio è che la maggioranza di governo non si costruisce solo con il RN: si costruisce con chi, a destra, accetta di stare dentro un progetto comune senza rinnegare le proprie sensibilità. Le Pen, secondo le cronache del comizio, ha anche annunciato l’intenzione di lasciare la presidenza del suo gruppo parlamentare per rivolgersi a tutti i francesi al di sopra delle logiche di partito.
Le dichiarazioni più dure Le Pen le ha lasciate a Bardella: una volta in carica, ha detto il presidente del RN, userà tutti i mezzi legali per ristabilire l’ordine e proteggere le persone oneste. È la divisione dei ruoli che il congresso di Orléans ha messo in scena per due giorni: Le Pen l’ottimismo e la rinascita, Bardella l’ordine e la fermezza. E il congresso ha confermato i numeri della macchina: Bardella rieletto con 75.497 voti e 779 schede bianche, con una partecipazione vicina al 68% degli iscritti.
Il programma annunciato: frontiere, ordine, economia, Europa
Nel merito, il comizio non ha annunciato rivoluzioni, ma ha fissato i quattro pilastri della campagna. Sull’immigrazione, secondo Reuters, Le Pen ha promesso una linea dura: ripristino dei controlli alle frontiere, espulsione automatica dei criminali stranieri, stretta su gang e narcotraffico. Sull’economia, rigore di spesa, meno tasse alle imprese, meno burocrazia, sostegno a industria, innovazione e intelligenza artificiale, e rifiuto di ulteriori aumenti dell’età pensionabile. Sull’Europa, nessuna uscita dall’Unione: Le Pen ha detto che ridurrà l’influenza di Bruxelles, ripristinerà il controllo nazionale su frontiere e leggi e metterà gli interessi francesi al primo posto, evitando guerre straniere. A chiudere, il suo slogan: il futuro appartiene a noi, prima di guidare la folla con le bandiere nel canto della Marsigliese.
È un programma pensato per tenere insieme due elettorati: quello che chiede ordine e frontiere, e quello che teme una vittoria del RN come un salto nel vuoto. Da qui la rinascita senza rotture, da qui il governo di unione nazionale, da qui l’insistenza sul fatto che la Francia non deve essere distrutta ma risollevata. La scommessa di Le Pen è che, a sei mesi dal voto, il suo vantaggio nei sondaggi non si giochi più sulla diagnosi — immigrazione, sicurezza, potere d’acquisto — ma sulla credibilità di chi deve governare il giorno dopo.
L’interruzione del discorso di Bardella
Il momento di tensione della giornata è arrivato durante il discorso di Bardella, interrotto da alcuni attivisti che hanno aperto in sala uno striscione contro il RN sul razzismo e l’antisemitismo. L’azione è stata rivendicata dall’Unione degli studenti ebrei di Francia (UEJF): secondo l’AFP ne è nato un alterco con il pubblico, poi il servizio d’ordine del RN ha portato fuori i militanti, e con loro un giornalista di Mediapart che si trovava vicino. L’UEJF ha annunciato una denuncia per violenze; Bardella ha accusato «militanti di ultrasinistra che si dicono dell’UEJF» di essere venuti insieme a Mediapart per aggredire i militanti. Lo striscione richiamava l’inchiesta con cui Mediapart, a fine settembre, gli ha attribuito frasi antisemite in conversazioni private tra il 2013 e il 2015, quando aveva 17-18 anni: Bardella le contesta, parla di falsi e ha presentato querela per diffamazione.
L’episodio non ha spostato il comizio, ma dice qualcosa della campagna che comincia: Bardella, che il congresso ha presentato come il volto di governo del ticket, resta anche il bersaglio più esposto. Le accuse, che lui contesta e che saranno vagliate in tribunale, torneranno nel corso della campagna. Il RN lo sa, e la risposta di Orléans è stata la messa in scena dell’unità: Le Pen e Bardella sullo stesso palco, Ciotti accanto, nessun dissenso visibile.
Il contesto: congresso blindato, Acte II e la spada giudiziaria
Il lancio arriva al termine di un congresso blindato. Per tutto il fine settimana Orléans è stata presidiata da 3.000 tra poliziotti e gendarmi; sabato il corteo contro il RN ha raccolto tra 13.000 persone secondo le autorità e 26.000 secondo gli organizzatori; domenica il prefetto ha vietato le manifestazioni in un perimetro attorno al congresso, e il sindaco ha disposto un coprifuoco notturno per i minori di 15 anni. In tutta la Francia, sabato, il secondo atto della protesta contro il carovita ha portato in piazza 410.000 persone secondo il ministero dell’Interno e 800.000 secondo la CGT, con quasi 1.000 fermi secondo il ministro Laurent Nuñez.
Resta sospesa, sopra la campagna, la spada giudiziaria. Il 7 luglio la Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna di Le Pen, riducendo l’ineleggibilità a 45 mesi, di cui 30 con la condizionale: una pena che le lascia aperta la candidatura. Le Pen ha fatto ricorso in Cassazione e, secondo AFP, la Corte potrebbe respingere il ricorso e rendere definitiva la condanna per distrazione di fondi pubblici nel caso degli assistenti parlamentari europei a poche settimane dal primo turno del 18 aprile. Le Pen, dal palco di Orléans, non si è curata di quella spada: ha promesso la rinascita come se la candidatura fosse già certa. È la scommessa più grande del lancio: che la campagna, e non il processo, decida il 2027.
Resta aperta, infine, la questione Maréchal. Marion Maréchal, nipote di Marine, ex deputata del Front National, fondatrice dell’ISSEP, passata da Zemmour e poi alla guida di Identité-Libertés, è rientrata nell’orbita della zia come alleata esterna, con un suo partito: non fa parte del RN, si definisce sua alleata e considera Marine Le Pen la candidata legittima del campo nazionale. A Orléans il palco ha mostrato il ticket Le Pen-Bardella-Ciotti, e la sua collocazione nell’alleanza resta il dossier irrisolto del campo nazionale: non una questione interna che Bardella possa chiudere con una decisione, ma una questione di coalizione, tra la linea del RN di governo e la linea identitaria e conservatrice di Maréchal. Il lancio di domenica non l’ha risolta. L’ha solo messa in secondo piano, dietro l’immagine di unità che il RN voleva dare al mondo.
Fonti
AFP via Boursorama, “Pour son premier meeting sous tension, Le Pen promet une renaissance sans rupture brutale” (25 ottobre 2026)
Reuters via BusinessDay, “France’s Le Pen launches presidential bid, vows to crack down on crime” (25 ottobre 2026)
AFP via Boursorama, “Pour son premier meeting de campagne, Le Pen veut insuffler de l’optimisme dans un pays en crise” (25 ottobre 2026)
Presse Agence, “Orléans: Marine Le Pen lance sa campagne présidentielle” (25 ottobre 2026)
Franceinfo, Bardella rieletto con il 98,98% (24 ottobre 2026)
Europe 1, sondaggio OpinionWay per CNews del 21-22 ottobre 2026
Euronews, «Acte II» della protesta sociale: manifestanti e fermi (24 ottobre 2026)
Franceinfo, il coprifuoco per i minori di 15 anni a Orléans (ottobre 2026)
France 3 Centre-Val de Loire, il divieto prefettizio di domenica (25 ottobre 2026)
France 3 Centre-Val de Loire, la denuncia dell’UEJF (25 ottobre 2026)
LCP, l’inchiesta di Mediapart e la replica di Bardella (settembre 2026)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

