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La Russia cerca di sostituire i Wagner in Africa con nuove agenzie di sicurezza

25 Ago 2023 - Geopolitica

La Russia cerca di sostituire i Wagner in Africa con nuove agenzie di sicurezza

La crisi tra il Cremlino e il gruppo Wagner, la più grande società militare privata russa, si fa sempre più profonda. Dopo l’abbattimento dell’aereo che trasportava i leader del gruppo, Yevgeny Prigozhin e Dimitri Utkin, il ministero della Difesa russo ha intensificato il reclutamento di personale in Africa per operazioni militari e di sicurezza. Lo scopo sarebbe quello di ridurre la dipendenza dai Wagner e di contrastare l’influenza dell’Occidente nel continente.

Secondo il portale iStories Media, che si occupa di inchieste giornalistiche in Russia e all’estero, il ministero della Difesa russo si avvale di due agenzie specializzate: Convoi e Redut. Entrambe hanno diffuso sui loro canali Telegram annunci di lavoro in Africa per vari ruoli, tra cui dronisti, istruttori militari, guardie del corpo e consulenti.

Le Agenzie pronte a sostituire Wagner in Africa

Convoi è un’agenzia di sicurezza che fa parte del ministero della Difesa russo, ma che ha anche ricevuto finanziamenti da oligarchi vicini al Cremlino e dalla Vtb bank, una delle maggiori banche statali russe. Il capo di Convoi, Konstantin Pikalov, è un ex supervisore Wagner in diversi contesti africani, tra cui Sudan, Repubblica Centrafricana e Libia. In un’intervista ad iStories, Pikalov ha dichiarato che “la Russia sta preparando un secondo fronte per privare l’Occidente delle risorse” e che “daremo ai soldati africani nuove armi e insegneremo loro come usarle”. Pikalov non ha specificato in quali paesi africani Convoi opererà, ma ha detto che si tratta di “alcuni paesi africani”.

Redut è un’altra società di sicurezza privata associata all’oligarca russo Gennady Timchenko, legato al gruppo Gazprom e considerato uno degli uomini più vicini a Vladimir Putin. Redut ha pubblicato sui suoi canali Telegram messaggi provocatori nei confronti dei Wagner, come “Wagner è il passato. Se sei interessato a un lavoro in Africa, il ministero della Difesa e Redut sono la tua scelta”.

Questi messaggi sono stati pubblicati per la prima volta meno di due mesi fa, pochi giorni dopo l’ammutinamento del gruppo Wagner che ha innescato la crisi tra Prigozhin e il Cremlino. Secondo il canale Telegram Vchk-ogpu, che si occupa di informazioni sui servizi segreti russi, Andrei Averyanov, capo del gruppo d’élite dei servizi segreti russi e vice capo del servizio di intelligence esterno Svr, da tempo sta sviluppando un piano per sostituire completamente i Wagner con un corpo dell’esercito russo, composto da 20.000 uomini dispiegati nei vari contesti africani.

Il rifiuto di Prigozhin

Un tentativo osteggiato da Prigozhin e che sarebbe una delle ragioni dell’ammutinamento di due mesi fa. Nelle ore precedenti la caduta dell’aereo di Prigozhin, poche ore dopo che il leader Wagner diffondesse un video di se stesso tra le sabbie del Sahel, il 22 agosto, il viceministro della Difesa russo Yunus-Bek Yevkurov è atterrato a Bengasi, in Libia, su invito di Khalifa Haftar, il generale che controlla la parte orientale del paese e che è sostenuto dalla Russia. Un fatto che sui canali Telegram vicino a Wagner è stato stigmatizzato così: “Vanno in Libia per allontanarci”.

La Russia nega la presenza della Wagner in Africa

La Russia ha sempre negato la presenza dei Wagner in Africa, sostenendo di avere solo rapporti diplomatici ed economici con i paesi africani. Tuttavia, le prove della partecipazione dei Wagner a conflitti armati e operazioni di sicurezza sono numerose e documentate da fonti indipendenti. Il gruppo Wagner è stato accusato di violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e interferenze elettorali in diversi paesi africani, tra cui Repubblica Centrafricana, Libia, Mozambico e Madagascar.

L’intervento di Putin ai BRICS

Il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo in remoto al vertice Brics di Johannesburg qualche ora prima dell’abbattimento dell’aereo, aveva detto che il prossimo vertice si sarebbe tenuto in Russia e che il tema centrale sarebbe stato “la sicurezza”, con un occhio di riguardo proprio al continente africano. Un segnale della crescente importanza che la Russia attribuisce all’Africa, sia dal punto di vista geopolitico che economico. Una sfida che potrebbe portare a nuovi conflitti e tensioni con le potenze occidentali, che hanno da tempo interessi e presenze in Africa.

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