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La libertà religiosa non è un diritto di serie B

24 Giu 2023 - Italia

La libertà religiosa non è un diritto di serie B

La posizione di Giorgia Meloni e le parole di Papa Francesco

La premier Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza della libertà religiosa in un videomessaggio alla presentazione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. Ha richiamato le parole di Papa Francesco sul pericolo di “persecuzione educata travestita di cultura, modernità e progresso”. Meloni ha ribadito che negare la propria identità religiosa per accogliere l’altro è un grave errore, affermando che la libertà religiosa non deve essere messa in secondo piano rispetto ad altre libertà o diritti.

La violazione della libertà religiosa nel mondo

La premier ha evidenziato che purtroppo la libertà religiosa viene ancora calpestata in numerose nazioni nel mondo, spesso nell’indifferenza generale. Ha sottolineato che la negazione del diritto di professare la propria fede e l’umiliazione dell’oblio sono inaccettabili, e che tacere su queste violazioni equivale a esserne complici. Meloni ha affermato che difendere la libertà religiosa è un dovere di tutti.

Le azioni del governo italiano

Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo italiano ha avviato azioni concrete per contrastare la violazione della libertà religiosa. Ha menzionato il bando da oltre dieci milioni di euro per finanziare interventi a favore delle minoranze cristiane perseguitate in diverse parti del mondo. Questo è solo il primo passo di una serie di iniziative che il governo intende intraprendere per affrontare il problema.

Il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo

Il Rapporto presentato dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre rivela che il diritto alla libertà religiosa non è pienamente rispettato in un terzo dei Paesi nel mondo. L’Africa è il continente più colpito, mentre Cina e Corea del Nord si confermano come i Paesi con il peggior record di violazioni dei diritti umani, inclusa la libertà religiosa. Il Rapporto evidenzia che quasi 4,9 miliardi di persone vivono in nazioni in cui la libertà religiosa è fortemente limitata.

Le sfide e le violazioni

Il Rapporto mette in luce il deterioramento complessivo della persecuzione in odio alla fede e l’aumento dell’impunità dei persecutori. Le comunità religiose minoritarie sono particolarmente vulnerabili e rischiano l’estinzione a causa di azioni terroristiche, attacchi al patrimonio culturale e misure restrittive come le leggi anti-conversione. Tuttavia, vengono segnalati anche casi di persecuzione di comunità religiose maggioritarie, come in Nicaragua e Nigeria. Inoltre, il Rapporto evidenzia i crescenti limiti alla libertà di pensiero, coscienza e religione in alcuni Paesi dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

L’importanza dell’azione e del dialogo interreligioso

Nonostante le sfide, il Rapporto sottolinea alcuni segnali positivi, come l’aumento delle iniziative di dialogo interreligioso. Riconosce l’importanza dell’impegno per la difesa della libertà religiosa e invita tutti a prendere parte a questo sforzo.

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