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La Corsa per l’Artico: Geopolitica in un Mondo che si Riscalda

2 Ago 2023 - Geopolitica

La Corsa per l’Artico: Geopolitica in un Mondo che si Riscalda

In un’epoca di cambiamenti climatici rapidi, l’Artico, una volta inaccessibile e ghiacciato, si sta trasformando in un campo di battaglia per le superpotenze mondiali. Queste nazioni stanno cercando di sfruttare le risorse naturali dell’Artico e le nuove rotte di navigazione che si stanno aprendo a causa del riscaldamento globale. Questa “corsa all’Artico” sta ridefinendo la geopolitica globale.

Le Nuove Rotte di Navigazione e le Risorse dell’Artico

Il riscaldamento globale sta avendo un impatto drammatico sull’Artico. Secondo il National Snow and Ice Data Center, l’estensione del ghiaccio marino artico è diminuita del 13% ogni decennio dal 1981. Questo ritiro del ghiaccio sta aprendo nuove rotte di navigazione, come il Passaggio a Nord-Ovest e la Rotta del Mare del Nord, che potrebbero ridurre significativamente i tempi di viaggio tra l’Europa e l’Asia.

La Russia e l’Artico

La Russia, con la sua lunga costa artica, vede l’Artico come una regione strategica. Il vice premier russo Aleksandr Novak ha sottolineato l’importanza della Northern Sea Route (NSR) come arteria di trasporto marittimo per l’economia russa. Inoltre, la Russia sta investendo pesantemente nel potenziamento delle infrastrutture e della flotta rompighiaccio nell’Artico. Infatti, un terzo della produzione di petrolio della Russia proviene dall’Artico, così come il 10% del suo PIL e il 20% delle sue esportazioni.

La Cina e l’Artico

Anche la Cina ha mostrato un crescente interesse per l’Artico. Nonostante non abbia una costa artica, la Cina si è autodefinita uno “Stato Quasi-Artico” e sta investendo pesantemente in infrastrutture e ricerca nell’Artico. La Cina vede la NSR come una componente chiave della sua Belt and Road Initiative, una sorta di “Via della Seta Polare”. Inoltre, la Cina sta cercando di aumentare la sua presenza nei progetti di sviluppo delle infrastrutture energetiche nell’Artico.

Gli Stati Uniti e l’Artico

Gli Stati Uniti, pur avendo una presenza minore nell’Artico rispetto a Russia e Cina, stanno cercando di affermare la loro presenza nella regione. Il presidente Biden ha delineato una nuova strategia per l’Artico basata su quattro pilastri: sicurezza, protezione dell’ambiente, sviluppo economico sostenibile per l’Alaska e governance. Tra le prime mosse, l’incremento della presenza militare nell’Artico americano e il potenziamento infrastrutturale del porto di Nome sullo Stretto di Bering.

L’Artico: Il “Bancomat di Putin”

L’Artico è stato soprannominato il “bancomat di Putin” a causa delle sue vaste risorse naturali. Un terzo di tutte le riserve mondiali di combustibili fossili si trova nell’Artico, gran parte delle quali sono sotto il controllo del Cremlino. Queste risorse sono diventate sempre più importanti per la Russia, soprattutto dopo l’invasione dell’Ucraina, che ha portato a sanzioni occidentali e alla rinuncia dell’Occidente al petrolio e al gas russo.

L’Artico e la Sicurezza Globale

L’Artico è diventato un punto focale per la sicurezza globale. Con l’aumento dell’attività militare russa nell’Artico, compresa la presenza di nuovi missili ipersonici, la regione è diventata una minaccia per la sicurezza globale. In risposta, gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di nominare un ambasciatore plenipotenziario per l’Artico, segnando un passo importante nella loro strategia per l’Artico.

Conclusioni e Domande Aperte

Il futuro dell’Artico è incerto. Mentre le potenze mondiali si contendono le sue risorse e le sue rotte di navigazione, la regione è sotto la minaccia del riscaldamento globale, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche per gli ecosistemi artici e per le comunità indigene che vi abitano.

Inoltre, la corsa per l’Artico potrebbe aumentare le tensioni geopolitiche e portare a conflitti. Per evitare questo scenario, è necessario un approccio cooperativo alla gestione dell’Artico, che tenga conto sia degli interessi delle nazioni artiche che di quelli della comunità internazionale.

Ma cosa succederà se le tensioni aumentano? Come gestiranno le potenze mondiali le loro rivendicazioni territoriali e le risorse naturali dell’Artico? E come influenzerà il riscaldamento globale l’accessibilità e l’abitabilità dell’Artico nel prossimo futuro? Queste sono domande che rimangono aperte e che richiedono un’attenzione urgente da parte della comunità internazionale.

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