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Il “nuovo Pd” di Elly Schlein: tra rinnegamenti e strategie politiche

1 Set 2023 - Italia

Il “nuovo Pd” di Elly Schlein: tra rinnegamenti e strategie politiche

L’immagine del Partito Democratico (Pd) sta subendo una metamorfosi sotto la guida di Elly Schlein. La nuova segretaria, dopo un periodo di rodaggio, sembra avere un’idea chiara: trasformare il Pd nel suo contrario, facendo rinnegare al partito le sue stesse scelte storiche. Questa strategia, sebbene audace, rischia di scontrarsi con le realtà politiche già esistenti, rappresentate da M5s e dai rosso-verdi.

In pochi giorni, Schlein ha messo in discussione due pilastri del Pd: il Jobs Act del governo Renzi e la scelta euro-atlantista sostenuta dai governi Draghi e Letta. Queste prese di posizione, sebbene espresse in modo cauto, hanno creato tensioni interne. La proposta di un referendum anti-Jobs Act, sostenuta dal leader della Cgil Maurizio Landini, ha trovato eco nelle parole di Schlein, nonostante non ci sia ancora un quesito concreto depositato per tale referendum.

Anche sul fronte della difesa, il Pd sembra voler cambiare rotta. Nonostante le dichiarazioni di Marco Furfaro, vicino a Schlein, che suggeriscono un allineamento con la linea del cancelliere tedesco Scholz, la realtà è che la Germania ha pianificato un aumento significativo della spesa per la difesa.

Questo tentativo di “de-renzizzazione” e “de-lettizzazione” sembra essere una mossa strategica per competere con le forze politiche populiste e anti-occidentali. Tuttavia, non tutti nel partito sembrano concordare con questa nuova direzione. Alessandro Alfieri, membro della segreteria ma di orientamento riformista, ha sottolineato che ci sono altre priorità da affrontare. L’area vicina a Lorenzo Guerini, invece, ha fatto sapere che potrebbe esserci una conta in direzione se si decidesse di invertire la rotta del Pd sugli impegni NATO.

È interessante notare che Schlein, prima di diventare segretaria del Pd, non ha mai fatto parte del partito. Ha aderito solo otto mesi fa, giusto in tempo per la sua elezione alla segreteria. Questo passato esterno al Pd potrebbe spiegare la sua volontà di rinnovamento radicale, ma resta da vedere se questa strategia sarà efficace nel lungo termine o se rischierà di alienare una parte significativa della base del partito.

In conclusione, il “nuovo Pd” di Schlein rappresenta un tentativo audace di rinnovamento e di riallineamento politico. Tuttavia, le sfide interne e la concorrenza con altre forze politiche potrebbero rendere difficile la realizzazione di questa visione.

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